LAMEZIA TERME – L’Amleto è delle tragedia shakesperiane più conosciute al mondo. Composta probabilmente tra il 1600 e il 1602 è anche tra le più rappresentate al mondo. Al centro dell’opera il tema della vendetta raccontata tramite la follia personificata dal personaggio di Amleto, principe di Danimarca. In questa versione teatrale snella e moderna Amleto si veste di contemporaneità.
Ecco cosa ne pensa il regista Armando Pugliese: "Il dubbio amletico non è tanto un ondeggiamento dell’animo, quanto piuttosto la necessità di far corrispondere la vendetta alla certezza della giustizia, e che il motore che spinge l’evolversi della tragedia è una strenua ed affascinante lotta per il potere, negato al protagonista non tanto dall’uccisione del padre quanto dall’aver impalmato da parte dell’assassino, lo zio Claudio, la legittima detentrice di quello stesso potere, sua madre.
Occorre far sì che i personaggi non si presentino come stereotipi incorniciati da funzioni ormai consuete nell’immaginario collettivo, ma presentino qualche curiosità comportamentale che, se da una parte li rende meno ‘eroici’, da quell’altra ce li fa conoscere sotto un altro aspetto e più partecipi di una dialettica generale, senza la quale la tragedia non può esistere.
Mettere in scena Amleto è un tentativo di raccontare con parole potenti come sono quelle di Shakespeare qualcosa che ci riguarda e che riguarda il tempo che stiamo vivendo, il nostro tempo.
Forza e debolezza, impulsività e calcolo, sensibilità e riflessione: tutto é estremo in Amleto, che con il suo idealismo si pone sulla scena a testimoniare, assieme a un dramma personale, i conflitti e le aspirazioni di ogni giovane contemporaneo che abbia una concezione dell’esistenza e intanto debba sperimentarne la corruttibilità.
La tragedia sottolinea, inoltre, il tema dell’atavico conflitto tra "padri" usurpatori e figli: i primi che non accettano il cambiamento e impongono ai giovani una società ormai superata, e le nuove generazioni, che tentano di non farsi sopraffare da aspettative esagerate e ambizioni irraggiungibili".
"Attraverso Amleto " ha affermato Alessandro Preziosi – vogliamo parlare del contemporaneo per riportare il teatro classico e l’arte al loro ruolo fondamentale: ovvero essere lo specchio del mondo in cui viviamo.
Amleto è un intellettuale in crisi e diventa attuale perché oggi la figura dell’intellettuale ha perso forza, è incapace di "sentire" e quindi di provocare a sua volta una reazione nei suoi interlocutori. [...] Rispetto alle interpretazioni più classiche, questo nuovo allestimento intende offrire una lettura diversa. Un modo anche per "recuperare la dimensione politica e metaforica del testo di Shakespeare in tutta la sua attualità".
Compagnia teatrale KHORA s.r.l. Spettacolo con ALESSANDRO PREZIOSI, Carla Cassola,
Ugo Maria Morosi, Francesco Biscione, Silvia Siravo e con
Giovanni Carta, Vito Facciola, Marius Bizau, Marco Trebian, Maurizio Tomaciello, Marco Zingaro, Yaser Mohamed.
Riduzione, adattamento e regia di ARMANDO PUGLIESE.
Scene Andrea Taddei
costumi Silvia Polidori
disegno luci Valerio Tiberi
musiche Massive Attack e Zero P:M
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