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Phonemedia, in piazza la rabbia dei lavoratori – Prima l’assemblea al Masciari senza le istituzioni, poi la protesta contro la Regione davanti alla Prefettura – Già programmato un incontro sindacale per giovedì. I manifestanti sono tornati al Comune

CATANZARO – «Dove sono le Istituzioni? Che fine hanno fatto i nostri soldi? Chiediamo il rispetto dei nostri diritti». È il grido disperato, unanime, dei dipendenti di Phonemedia che ieri per un’ora hanno atteso inutilmente i rappresentanti di Regione, Provincia, Comune e Prefettura al teatro Masciari per un incontro che desse risposte agli oltre 2 mila lavoratori del call center di Santa Maria che rischiano il loro posto di lavoro.

Doveva essere solo un confronto interlocutorio dai toni pacati dove le forze politiche si sarebbero dovute unire con la società civile e concertare soluzioni che dessero respiro agli operatori.

Dal mese di luglio, infatti, i dipendenti di Phonemedia non percepiscono gli stipendi, non riescono a pagare i mutui e i fitti delle case. Avrebbero voluto chiedere alla Regione solo la sospensione del pagamento dei mutui e delle assicurazioni per almeno sei mesi.

E invece è bastato il diffondersi della notizia che il governatore Loiero era impegnato in un vertice sulla Sanità in Prefettura ad accendere gli animi: «Loiero non se la può cavare dicendo a mezzo stampa che i fondi Por sono stati spesi, senza comunicarci come. Ha preferito andare ad un incontro dove si parla di 700 milioni di euro, perché a noi non deve più nulla, i soldi per noi li ha già spesi. Per lui siamo un caso chiuso».

La Regione Calabria a quanto pare ha stanziato circa 11 milioni di euro per l’avvio del call center, una somma che doveva garantire l’occupazione fino al 2012. «Abbiamo il diritto di sapere dove sono stati dirottati i nostri soldi, visto che è evidente a tutti che sono stati spesi per un fine diverso da quello occupazionale».

Il popolo di Phonemedia ha lasciato il Masciari, ha raggiunto di corsa la sede della Prefettura, gridando: «Fuori Loiero, scendi», e nonostante i dipendenti fossero stati informati che il governatore aveva lasciato la Prefettura già da tre quarti d’ora, non si sono voluti allontanare.

Non hanno più referenti i dipendenti di Phonemedia, interlocutori a cui rivolgersi. I vertici dell’azienda si sono dimessi, una storia di precarietà iniziata un anno fa, degenerata nel mese di luglio quando la società Phonemedia è stata acquistata dal gruppo Omega, l’azienda che si era impegnata a risolvere i problemi finanziari e «che invece non ha dato risposte né economiche né organizzative. L’unico soggetto che oggi può dirci come stanno le cose è chi ha supportato economicamente l’azienda.

In Calabria " hanno detto ancora i dipendenti " quante società sono nate senza mai essere operative, senza mai aver creato un posto di lavoro che non fosse solo sulla carta. Non è la prima volta che si costituiscono società solo per prendere i fondi e poi svaniscono nel nulla.

È risaputo che la Calabria è considerata un territorio di conquista per certi imprenditori senza scrupoli, che trovano in una parte della politica un supporto compiacente, il cui solo ed unico obiettivo è il trafugamento dei fondi comunitari».

Mille gli interrogativi che gli operatori avrebbero voluto rivolgere al governatore: «Dove sono finiti i finanziamenti? Perché la Regione Calabria non ne richiede la restituzione facendo valere le polizze fideiussorie? Perché si continua ad avvallare un sistema di finanziamento senza porre in essere le dovute garanzie? Perché la Regione rimane nel suo silenzio istituzionale e non mette a disposizione gli strumenti che garantiscono continuità lavorativa a migliaia di persone?».

«Loiero aveva promesso " ha affermato Elio Mauro, dirigente nazionale del nuovo Psi " che avrebbe rivoltato la Calabria come un “calzino”. Prima ha chiesto scusa ai turisti per lo stato di salute del nostro mare, adesso a chi chiederà scusa? Come si può garantire il turismo senza il lavoro?».

Pino Commodari ha chiesto l’intervento del Governo per impedire che un settore strategico della nostra economia non vada disperso: «È necessaria una proposta di intervento pubblico e di pubblicizzazione di Phonemedia, così come di Agile ed Eutelia per non permettere ad Omega spa di svendere pezzo per pezzo un importante patrimonio industriale del Paese».

I delegati sindacali Daniele Carchidi, responsabile call center Slc-Calabria, Nicola Coppoletta, segretario regionale Uilcom e Franco Arena, segretario regionale Slc-Cgil, hanno chiesto ed ottenuto di essere ricevuti dal prefetto reggente Sebastiano Cento.

Hanno fatto il punto della situazione, informando il prefetto che il Comune «ha fatto tutto quello che era in suo potere, garantendo il servizio mensa, il biglietto dell’Amc gratuito ed è in atto una proroga per il pagamento dell’acqua e di rifiuti solidi urbani. Adesso tocca alla Provincia e alla Regione».

Il prefetto Cento si è impegnato a convocare con il governatore Agazio Loiero un incontro nella giornata di giovedì alle 15.30; resta soltanto da stabilire la sede. Intanto i dipendenti “Phonemedia” sono stati nuovamente ospitati in Comune.

Gabriella Passariello

Gazzetta del sud

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