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La strage nel processo “Fehida” è scontro tra accusa e difesa – I magistrati hanno chiesto gli atti di Duisburg e i fascicoli della polizia tedesca – Gli avvocati: indagini inutilizzabili. I giudici decideranno oggi

LOCRI – Prevista per questa mattina la decisione della Corte d’assise di Locri, (presidente Bruno Muscolo a latere Piercarlo Frabotta), sull’ammissione degli atti relativi alla strage di Duisburg e all’ipotizzata presenza di consorteria criminale operante in Kaarst e facente capo all’asserito clan di San Luca dei Nirta-Strangio, contrapposto a quello dei Pelle-Vottari.

La Corte si è riservata la decisione a seguito della richiesta formulata il 14 gennaio scorso dall’ufficio di Procura della Dda di Reggio Calabria, rappresentato dai pm Adriana Firmiani e Federico Perrone Capano, per valutarla a seguito dell’audizione in dibattimento dei testi dell’accusa.

Testimoni che in questi mesi hanno fornito ulteriori elementi di valutazione riguardo alle indagini svolte in Germania dopo la strage del 15 agosto 2007, dove vennero uccisi sei giovani ritenuti vicini alla consorteria mafiosa dei Pelle-Vottari.

Nel corso dell’udienza di ieri del processo “Fehida” l’Ufficio di Procura ha reiterato la richiesta di acquisire al fascicolo del dibattimento gli atti irripetibili verbalizzati dalla polizia giudiziaria tedesca, compreso il materiale repertato nel corso di diverse perquisizioni e sequestri effettuati nei confronti di alcuni soggetti, poi tratti in arresto nell’ambito dell’operazione condotta contro le cosche di San Luca.

I pubblici ministeri Fimiani e Perrone Capano hanno rinnovato l’istanza alla Corte di ammettere l’esame degli ufficiali di polizia giudiziaria, dei consulenti e degli estensori dell’informativa relativa alle indagini sulla strage di Duisburg e sul “Gruppo di Kaarst”.

Contro le richieste formulate dall’Ufficio di Procura è intervenuto l’avvocato Antonio Russo, difensore di Giovanni Strangio, (cl. 1979), ritenuto l’organizzatore e l’esecutore materiale della strage di Duisburg, accusato nel processo in corso di associazione a delinquere di stampo mafioso, quale presunto capo promotore del “Gruppo di Kaarst”.

L’avvocato Russo si è opposto sostenendo l’inutilizzabilità degli atti provenienti da altro ordinamento che sarebbero in contrasto sia con quanto previsto dall’ordinamento italiano, sia perché contrari alla legge tedesca.

Il difensore ha sottolineato anche che il dato relativo alle indagini sulla strage di Duisburg non rientrano nel procedimento in corso ma sono dati che insistono su un’altra azione penale e saranno oggetto di un altro processo. Contro la richiesta dell’accusa si è espresso anche l’avvocato Davide Barillà, difensore di Luca Liotino, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

In merito all’asserita inutilizzabilità degli atti provenienti dalla Germania, tesi sottolineata dai difensori, il pm Federico Perrone Capano ha evidenziato l’opportunità di acquisire gli atti della polizia tedesca e solo in un secondo tempo valutarne la validità, rispetto alla rilevanza che potrà emergere nel corso del supplemento dell’istruttoria dibattimentale.

Rocco Muscari

Gazzetta del sud

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