LOCRI – La strage di Duisburg entra nel processo “Fehida” dalla porta principale. La Corte d’assise di Locri (presidente Bruno Muscolo, giudice a latere Piercarlo Frabotta), ha accolto le richieste formulate dall’ufficio di Procura della Dda di Reggio Calabria, rappresentato dai pm Adriana Firmiani e Federico Perrone Capano, ritenendo necessario l’esame di sei testimoni, due dei quali presenti nelle vicinanze del ristorante “Da Bruno”, davanti al quale venne compiuta la strage del 15 agosto, e ben 29 investigatori tedeschi che hanno proceduto nell’indagine sulla strage di Duisburg, nella quale trovarono la morte sei giovani ritenute vicine a vario titolo alla cosca dei Pelle-Vottari.
La Corte ha osservato che, alla stregua delle deposizioni degli investigatori italiani, rese nel corso del dibattimento, ed in particolare quelle di maggiore Pierpaolo Mason, dei sottoufficiali Natale e Lionetti, e quella del vicequestore Luigi Silipo, «risulta decisivo disporre ed effettuare anticipatamente, nella sua interezza, l’attività istruttoria sollecitata dai pubblici ministeri».
La Corte ha disposto l’acquisizione al fascicolo del dibattimento delle relazioni medico-legali sui cadaveri dei sei giovani uccisi davanti al ristorante “Da Bruno”, vale a dire Sebastiano Strangio, Francesco Giorgi, Marco Marmo, Francesco Pergola, Tommaso Francesco Venturi e Marco Pergola.
Saranno acquisiti anche i verbali di controllo, perquisizione e sequestro del materiale repertato e della documentazione fotografica formata in occasione delle attività compiute dall’autorità giudiziaria tedesca.
Rigettate, quindi, le eccezioni di inutilizzabilità formulate dai difensori, in particolare dagli avvocati Antonio Russo e Carlo Taormina, nell’interesse di Giovanni Strangio, degli avvocati Davide Barillà, per Luca Liotino, e Domenico Putrino per Antonio Rechichi.
Nei confronti di Giovanni Strangio, stante il consenso dell’avvocato Russo, la Corte ha acquisito il verbale di perquisizione della Fiat Panda bianca, effettuato dalla polizia tedesca, la copia del biglietto aereo per la tratta Lamezia-Nurnberg-Dusseldorf dell’8 agosto 2007 intestato a Strangio.
La strage di Ferragosto segnò l’apice della violenta contrapposizione tra i clan Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, iniziata con la strage di carnevale del 1991 e riaperta con l’omicidio di Maria Strangio, avvenuto il 25 dicembre 2006, quando l’obiettivo del commando, secondo l’accusa, era il marito Giovanni Luca Nirta e il cognato Francesco Nirta.
La strage di Natale, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stata la risposta al tentato omicidio di Francesco Pelle detto “Ciccio Pakistan”, ferito sulla veranda della propria abitazione la sera del 31 luglio di quell’anno.
Il botta e risposta tra le opposte consorterie raggiunse il culmine con l’eccidio compiuto a Duisburg nel 2007 che sarebbe stato organizzato e portato a compimento da Giovanni Strangio, 30 anni, alias “u pampa”, il quale avrebbe agito in territorio tedesco dove, per l’accusa, poteva avvalersi del supporto, del cosiddetto “gruppo di Kaarst”.
Strangio, in atti indagato per la strage di Ferragosto, risponde nel processo “Fehida” di associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto ritenuto il capo promotore proprio del gruppo di Kaarst, composto da numerosi sodali, i quali a diverso titolo avrebbero partecipato anche nelle attività commerciali gestite dallo Strangio, ristoranti e pizzerie in Germania.
L’audizione dei testimoni tedeschi, per i quali la Corte si è riservata di formulare la richiesta di assistenza giudiziaria, è prevista per le udienze di gennaio e febbraio. Il processo riprende domani, con il controesame del collaboratore di giustizia Vincenzo Marino.
Rocco Muscari
Gazzetta del sud
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.