COSENZA – Petra Schiffler stava girando l’Europa con l’autostop, senza una meta e, probabilmente, senza neppure uno scopo. Era stata già in Olanda, in Austria e in Svizzera. E, in Italia era arrivata un mesetto fa, passando da Bressanone. Scappava, forse, dal dolore d’un matrimonio finito troppo presto, coi figli che erano stati assegnati all’ex marito.
Una crisi familiare divenuta incubatore d’un malessere esploso con la decisione di allontanarsi per sempre da Aachen e dagli affetti perduti. La Schiffler aveva raccontato la storia della sua vita a decine d’automobilisti che l’avevano aiutata a fuggire da quel suo passato così amaro.
Di veicolo in veicolo la quarantenne era riuscita a raggiungere la Calabria, divenuta capolinea della sua breve esistenza. L’ultima tappa di quel viaggio è stata la stazione di servizio di Cosenza Nord dove la donna ha incontrato il ventinovenne autotrasportatore Antonio D’Antuono.
E la maligna sorte ha preteso che la quarantaduenne si rivolgesse, attraverso l’addetta ai bagni della stazione di servizio, proprio al suo carnefice per un passaggio. L’incontro è stato interamente filmato dall’impianto di videosorveglianza del distributore di carburanti.
Le immagini mostrano il camionista dirigersi momentaneamente verso i servizi prima di ripartire con la passeggera. Secondo i detective della Sezione Omicidi della Mobile, guidati dal vicequestore Fabio Ciccimarra, l’uomo l’avrebbe caricata a bordo con un preciso scopo: “abbordarla”.
Il fatto che fosse straniera, che non avesse una meta precisa, affetti da raggiungere, potrebbe aver fatto ritenere all’indagato che Petra potesse essere una “preda” facile. Per questo, mercoledì 2 dicembre, l’autotrasportatore ha fermato il suo articolato nella piazzola tra gli svincoli di Cosenza Nord e Montalto, posizionandolo in maniera tale da evitare che si potesse vedere ciò che stava accadendo in cabina.
Già, perchè quella sosta sarebbe servita per “consumare” subito quel suo turpe progetto. D’Antuono avrebbe voluto possedere la tedesca, stringere tra le sue mani madide e calloso il corpo di Petra. Ma la quarantaduenne avrebbe reagito energicamente, mollandogli un colpo sul viso prima d’implorare il suo carnefice e tentare di liberarsi, di fuggire.
A quel punto, D’Antuono avrebbe perso le staffe. La rabbia per l’inatteso rifiuto incassato mista al dolore per il colpo ricevuto al volto l’avrebbero spinto l’uomo ad impugnare un coltello e ad affondarne la lama con disprezzo una decina di volte tra collo e torace della vittima.
Poi, una volta resosi conto che la Schiffler era morta, è sceso e l’ha scaraventata fuori dalla cabina del suo tir, lanciandola nella scarpata oltre la piazzola di sosta sull’A3. E lì s’è disfatto pure del giubbotto che Petra s’era tolto per il viaggio, della borsetta e dell’altra sacca con dentro due mele e una bottiglietta di gatorade che la donna si portava dietro.
È la ricostruzione che i poliziotti (isp. sup. Mirabelli, isp. Gargano, sovr. Cianni, e ass. Guaglianone, Gentile e Adduca) hanno fatto e che sarà rievocata, domani, davanti al gip Francesco Branda che dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e di contestuale applicazione della misura cautelare sollecitata dal pm Claudio Curreli.
D’Antuono ha confessato il delitto anche se ha detto d’aver solo reagito ad un tentativo di rapina. Petra avrebbe voluto i suoi soldi. Ma l’accusa insiste, è certa: era lui che voleva il corpo della quarantaduenne.
Nell’inchiesta non ci sarebbero zone d’ombra, manca solo il coltello, l’arma che il camionista sostiene d’aver lanciato fuori dal finestrino un paio di chilometri più a nord dell’orrore. In Sicilia, intanto, la polizia sta eseguendo accertamenti sui dischetti del cronotachigrafo e col luminol all’interno della cabina.
Gl’inquirenti sperano d’acquisire elementi probatori destinati a corroborare il quadro accusatorio.
Giovanni Pastore
Gazzetta del sud
1 commento
nico 20 dicembre 2009 alle 19:24
Ich bin angehöriger der familië von Petra. (Cousin)
Ich möchte jeden danken, der mitgeholfen hat den brutalen Mord an Petra zu Klären.
Insbesondere der Polizei in Cosenza ….. danke, danke, danke.
Petra war ein sehr liebevoller und gütiger Mensch.
Sie ging mir sehr nahe……..
Ihren tot schmertzt mich sehr……
Petra,
Es ist still in mir……..
Bedeutungslose Worte schiessen vorbei……..
Dich verlieren tut unendlich weh……..
und fällt mir so Schwer……..
Es ist still in mir……..
Mein Kopf ist lehr……..
Ich sehe dich vor mir…..
nicht verwirrt und ohne Angst,
mit strahlendem Lachen,
deine schöne Augen……..
und voller lebensfreude.
So wil ich dich in Erinnerung behalten.
Aber jetzt………
jetzt ist es so still in mir……..
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