COSENZA – La terza udienza in Tribunale nel giro di quattro mesi ha fatto segnare un punto a favore del collegio difensivo e del liquidatore della Vallecrati: il pericolo del fallimento per il momento è scongiurato. Anche se l’avvocato Vincenzo Maradei dal primo momento ha sostenuto che non c’erano gli estremi perchè la Procura notificasse l’istanza di fallimento della società.
«In questa udienza», spiega Maradei «abbiamo sostanzialmente eccepito la nullità della notifica del fallimento, l’irritualità di alcuni interventi al fallimento da parte di alcune dite private perchè a loro volta non hanno mai notificato il ricorso».
Maradei e il liquidatore Aldo Rizzuti, come anticipato nell’edizione di ieri, hanno chiesto un termine per presentare un concordato preventivo. Il pm, Domenico Airoma, non si è opposto e il Tribunale (giudice delegato Antonella Lariccia) ha accolto la richiesta dando tempo fino al 21 gennaio per presentare un concordato preventivo.
È stata chiesta inoltre l’emissione di un provvedimento d’urgenza che sblocchi i pignoramenti in corso che impediscono ai Comuni di versare alla Vallecrati le somme relative ai servizi di cui usufruiscono ritardando di conseguenza il pagamento delle spettanze ai lavoratori.
«Una richiesta esclusivamente finalizzata al pagamento degli stipendi agli operai», ha precisato il liquidatore. Su questa richiesta il Tribunale si è riservato di rispondere nel giro di qualche giorno.
Il concordato dovrebbe soddisfare tutti i creditori. Verrà offerta una cifra rispetto a quella effettiva. Se le proposte saranno soddisfacenti verrà siglato l’accordo, altrimenti saremo punto e a capo e lo spettro del fallimento tornerebbe ad aleggiare sulla Vallecrati.
Il concordato, ha spiegato l’avvocato Maradei, dovrà dire esattamente le posizioni creditorie e debitorie. Necessaria una attenta verifica tecnica. Rizzuti con ogni probabilità nominerà un altro commercialista.
Il liquidatore ha mantenuto gli impegni per quanto riguarda il pagamento di uno degli stipendi arretrati (agosto) a tutti gli operai della Vallecrati, non solo quelli del cantiere cittadino. «Prima di Natale pagheremo un altro stipendio», ha assicurato Rizzuti.
Le tute gialle che avevano “zero” in busta paga, ma che comunque avevano maturato qualcosa nel 2009, hanno ricevuto 500 euro. Ma i lavoratori non si fidano per cui quelli cosentini continano a rimanere inoperosi.
«La cosa importante», ha aggiunto Rizzuti, «è che la banca che ha erogato gli assegni rimarrà aperta anche sabato e domenica mattina per permettere il cambio a quanti non possono o non intendono versarli sui rispettivi conti correnti. Rizzuti sta facendo un lavoro immane.
«In pochi giorni» , rivela, «ho portato le consulenze da circa 170mila a 30mila euro all’anno, mantenendo in piedi solo quelle strettamente funzionali alla liquidazione e alla tutela del patrimonio aziendale. Presto sarà lasciato il capannone in fitto che ospita il cantiere di via Romualdo Montagna: sarà rescisso il contratto con un risparmio di altri 40mila euro all’anno. Una gestione rigorosa che però dà speranze».
Franco Rosito
Gazzetta del sud
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