gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 23 ospiti, 8 bot

Il cadavere dimenticato di Petra Schiffler – Solo ieri, dopo oltre due settimane di silenzio, il Consolato tedesco ha contattato la squadra mobile dando notizie del marito della donna assassinata – Il corpo è rimasto per giorni in una cella frigorifera dell’obitorio cittadino in attesa d’un riscontro

COSENZA – Il cadavere dimenticato. Per oltre due settimane il corpo senza vita di Petra Schiffler è rimasto congelato in una cella frigorifera dell’obitorio cittadino, dove è stato conservato dopo il ritrovamento in una scarpata ai bordi dell’A3, e dopo l’autopsia.

Gli investigatori della squadra mobile, che in pochi giorni hanno risolto il caso arrestando il presunto assassino, il ventinovenne camionista campano Antonio D’Antuono, s’erano rivolti alle autorità e alla polizia tedesche per comunicare il drammatico decesso della quarantenne, e per contattare i familiari o altri eventuali conoscenti della donna.

Ma sino a ieri pomeriggio non avevano avuto alcun riscontro. Il silenzio tombale è stato interrotto dal Consolato tedesco di Napoli che ha contattato il capo della Mobile, il vicequestore Fabio Ciccimarra, informandolo che s’è fatto vivo l’ex marito della vittima, il quale pare abbia offerto la sua disponibilità per le esequie di Petra.

Nei prossimi giorni, appena saranno formalizzate le necessarie procedure burocratiche, il feretro della sfortunata autostoppista dovrebbe lasciare la città forse per essere cremato e poi tornare definitivamente in Germania. La Schiffler e il marito erano separati da tempo e l’uomo aveva avuto l’affidamento dei figli.

Il cadavere della quarantenne è stato ritrovato sabato 5 dicembre. Un automobilista in viaggio sulla corsia nord dell’A3 si è fermato in una piazzola di sosta poco dopo lo svincolo di Cosenza nord, e sporgendosi dal guardrail ha notato un corpo in fondo alla scarpata sottostante. Ha lanciato l’allarme con una telefonata alla polizia che ha dirottato sul posto le pattuglie della Stradale.

Oltre la barriera metallica gli agenti hanno trovato il cadavere aggrovigliato nella vegetazione. Sul posto sono intervenuti pure gli investigatori della Mobile e gli specialisti della Scientifica che hanno analizzato l’area e cercato elementi utili a dare una sterzata alle indagini che sono apparse subito complicate.

In prima battuta i poliziotti del questore Giovanni Bartolomeo Scifo hanno ricostruito la scheda anagrafica della vittima, appurando che si chiamava Petra Schiffler, era tedesca, aveva quarant’anni ed era originaria di Aachen, poco lontano da Aquisgrana. Era arrivata in Italia da qualche settimana, passando da Bressanone e Roma.

Queste le uniche tappe certe del suo viaggio nel Belpaese prima che la sua esistenza giungesse al capolinea nel Cosentino. Era giunta in Italia dopo essere stata in Olanda, Svizzera e Austria. Probabilmente fuggiva dal ricordo d’un matrimonio finito prematuramente e dall’idea di dover vivere per sempre senza i suoi due figli.

Tra il collo e il torace della vittima i poliziotti hanno contato dieci coltellate. Inoltre il cadavere presentava l’orecchio sinistro mozzato e due mutilazioni a un braccio e al viso, probabilmente opera di animali selvatici che hanno straziato il corpo nei tre giorni durante i quali è rimasto all’addiaccio.

Sulla scena del delitto è stata ritrovata la borsetta della vittima con documentazione sanitaria e bancaria, carte di credito (elemento che fece escludere subito l’ipotesi della rapina) e alcuni bigliettini scritti in lingua tedesca.

Il procuratore di Cosenza, Dario Granieri, ha affidato il coordinamento dell’indagine al suo sostituto Claudio Curreli, che dieci giorni dopo è riuscito a scovare e incastrare il presunto assassino grazie alle accurate indagini degli agenti della squadra mobile.

Antonio D’Antuono, autotrasportatore di San Giuseppe Vesuviano con qualche precedente passato, è stato fermato a Gela, in Sicilia. Secondo la ricostruzione dell’accusa avrebbe ucciso la Schiffler dopo il suo rifiuto a un approccio sessuale. Secondo il ventinovenne, invece, l’avrebbe colpita per difendersi da un tentativo di rapina.

Domenico Marino

Gazzetta del sud

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.