COSENZA – “Qui la gente perde la vita, non perche’ viene sottoposta a degli interventi di alta chirurgia, dove i rischi sono messi in conto, bensi’ per un appendicite, per ascesso tonsillare o peggio ancora per un semplice gesso. E’ forse chiedere troppo, desiderare che qualcuno faccia qualcosa per fermare questa mattanza?”. A scrivere, in una lettera inviata al “Corriere della Sera”, e’ Fatima Bonanno, madre di Andrea, il bambino morto nel 2005 per le complicazioni causate da un ingessatura troppo stretta, a Cosenza, nell’ospedale civile Annunziata. La lettera giunge dopo l’ultimo caso di malasanita’, registrato nella stessa struttura ospedaliera, nella quale, a una bambina di 2 anni, e’ stato ingessato il braccio sano.
“Ci si sente doppiamente traditi – continua Fatima Bonanno – perche’ ho affidato mio figlio a dei medici, credendo che fosse in buone mani, ma cosi’ non e’ stato. E una volta che mio figlio e’ morto, in quell’esatto momento, ha smesso di essere qualcuno ed e’ diventato solo qualcosa per cui liberarsi al piu’ presto da ogni responsabilita’.
C’e’ chi ha falsificato la cartella clinica, c’e’ la cosiddetta commissione interna, che con assoluta mancanza di rispetto verso la morte di un bambino, e dei suoi genitori, senza neanche aspettare l’esito dell’autopsia, era gia’ pronta a sostenere ipotesi assolutorie, “nessun colpevole”.
“Tra non molto ci sara’ il giudizio di appello – conclude – lotteremo con tutte le forze affinche’ siano confermate le condanne, cosi’ come continueremo a lottare per l’applicazione delle sanzioni disciplinari ai medici condannati che, a tutt’oggi, continuano a svolgere la loro attivita’ come se non fosse successo nulla.
Anche la Commissione parlamentare sugli errori sanitari,a riguardo, ha chiesto espressamente al presidente Loiero che cio’ venga fatto al piu’ presto, ma ancora non e’ stato possibile raggiungere questo traguardo, che per me e’ il piu’ importante, perche’ solo quando tutto questo accadra’, Andrea forse avra’ giustizia”.
(Adnkronos)
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