7 gennaio, 2010
Guida italiana di rafting muore durante la sua prima escursione sul Futaleufù – Stefano Gioia (32) era scomparso martedi dopo il rovesciameto del gommone durante una discesa con un gruppo di turisti
CHAITÉN (CILE) – Il corpo senza vita di un cittadino italiano è stato trovato ieri nel fiume Futaleufu, in provincia di Palena (CILE), dove era scomparso dopo il rovesciamento del suo gommone mentre guidava un tour di rafting. La vittima, identificata come Stefano Gioia (32), era da poco entrato a far parte dell’agenzia di turismo Cara de Indio, dove lavorava come guida di rafting. Al momento della sua scomparsa stava facendo la sua prima escursione.
La tragedia è stata causata dal capovolgimento del gommone utilizzato per la discesa, e nonostante i sei turisti che erano con lui si sono riusciti a salvare, Gioia non ci è riuscito a causa di un presunto affaticamento, come sostiene il procuratore di Chaitèn, José Luis Vergara.
“Ha cercato di aggrapparsi al gommone, ma non ci è riuscito, era esausto” ha detto Vergara.
Il corpo del cittadino europeo è stato trovato col volto riverso a terra vicino al ponte Futaleufu, a quattro chilometri dal luogo del ribaltamento.
La scoperta è stata fatta da un autista della stessa agenzia per cui lavorava Gioia, e nonostatnte i tentativi di rianimare la vittima, l’uomo è arrivato senza vita all’ospedale locale, dove hanno potuto solo constatare il decesso per annegamento.
L’incidente è avvenuto presso il punto di maggiore difficoltà del fiume, attorno alle 12,30 di martedi, e subito dopo è stata denunciata la scomparsa dell’uomo.
Le dinamiche sono state denunciate alla Procura di Chaitén, che se ne sta occupando ricercando le informazioni tecniche necessarie per verificare se sussiste qualche tipo di negligenza.
Il corpo sarà inviato a Puerto Montt, e ancora non si sa se sarà cremato o verrà inviato nel paese d’origine.
categorie: Notizie Cosenza, cronaca
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38 Risposte a “Guida italiana di rafting muore durante la sua prima escursione sul Futaleufù – Stefano Gioia (32) era scomparso martedi dopo il rovesciameto del gommone durante una discesa con un gruppo di turisti”
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Ha passato un pò di tempo dalla morte di Stefano e purtroppo non avevo visto questo blog prima.Anche io sono rimasta quando ho letto il articolo del Mercurio EMOL e ho letto che Stefano scendeva il fiume per la prima volta. Ho conosciuto al Tano in Chile e ho lavorato una temporata con lui anni fa. Non lo conoscevo bene come persona ma come professionista era fomidabile!Come cilena so dare una spiegazione a quella notizia non cento per cento veritiera. Il fatto è che quando in Chile normalmente accadono questi tipi di incidenti, ci sono certe agenzie che lavorano in nero (adesso non so si è il caso di Stefano) per non pagare assicurazioni e cose varie inventano che la persona, la guida in questo caso, scendeva per la prima volta. Lo hanno fatto cento di volte, perche purtropo il turismo in Chile ancora è molto precario e c’ è molto lavoro in nero innanzitutto con i lavoratori stranieri.
Vabbè tutto questo non ci restituisce a Stefano , non vale la pena continuare a discutere .La cosa più importante è che come me ci sono tantissimi guide che possono testimoniare che Stefano era una “gioia” nel fiume e adesso lo è nel cielo….
Claudia Folch Paiva
My name is Hernan,Im been guiding the Futaleufu river for the last 7 years, and I can say that for Stefano was not the first time on the Futaleufu River, I have a Rafting company here in Futaleufu, and him 3 years ago guide a trip for me, he was fantastic with the client, Tano as we knew it here in Futaleufu, was a great person. He always was interesting in the chilean culture, he knew a lot of people in town, in the day that we say good bye to him the little airport here was full of people, and that just becouse was a good person, and a good guide too.
All my regards to his parent, friend and people who knew Stefano.
Hernan.
“massimo cersosimo 11 gennaio, 2010 18:18
Caro amico Nicola non meriti nessuna risposta.”
Caro amico Massimo, io la risposta te la do’, tu non l’hai data perche’ non sai darla o ti hanno insegnato a non darla, e poi non te l’avevo mica chiesta, tanto non MERITO di averla dal vice sindaco. L’ho chiesto a me stesso e ad altri (che me l’hanno spiegato ognuno secondo il suo punto di interpretazione).
Nicola Stabile 1942
Caro amico Nicola non meriti nessuna risposta.
“Excusatio non petita, accusatio manifesta” è una locuzione latina di origine medievale. La sua traduzione letterale è “Scusa non richiesta, accusa manifesta”, forma proverbiale in italiano insieme a “Chi si scusa, si accusa”, anch’essa equivalente.
Il significato di questa locuzione è: se non hai niente di cui scusarti, non scusarti. Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti venir recepito come un atteggiamento sospetto, un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere.
Mi hanno appena avvisata che in questo blog è presente un messaggio a nome mio e della mia famiglia. Mi meraviglia il fatto che pur scrivendo parole di cordoglio per la famiglia Gioia, qualcuno lo abbia firmato a nome mio, è a dir poco scorreto.
Colgo comunque l’occasione per testimoniare a Fernando, Silvana ed Assunta la mia vicinanza e il mio affetto.
Un gran peccato. Un esempio per tutti noi che continueremo a vivere nel suo ricordo.
Non riesco ancora a credere che Stefano non sia più con noi. Mi ritengo fortunato ad aver avuto la possibilità di conoscerlo come guida e come amico. Tengo cari i ricordi delle discese fatte insieme. Il Lao senza di te non sarà più lo stesso. Resterai sempre nel mio cuore. Totò
Ancora non riesco a crederci.
Ricorderò per sempre la sua umanità e la sua semplicità nella gioia di vivere.
E’ morto da eroe. Bisognerebbe proporlo per ricevere un’onoreficenza nazionale. Un gran peccato!!!
“Mi fa piacere che la mia indignazione non sia la sola e che in tanti la pensiate come me. Ribadisco ancora una volta che prima di pubblicare articoli, “TRADOTTI” da altri articoli, è necessario un’approfondita documentazione. Spero che in futuro, anche se credo che non si realizzerà, ciò avvenga nel rispetto dei protagonisti.
Massimo Cersosimo”
Scusatemi, riporto quanto scritto prima. Non riesco a capire quello che vuol dire il vice Sindaco. Proprio non capisco il senso. Capisco che di fronte ad una tragedia la notizie o le notizie sono le piu’ vaghe e purtroppo la certezza e’ solo quella di aver perduto un ragazzo, che per passione e per lavoro, ha avuto tanta sfortuna.
Nicola Stabile 1942
Ho soltanto adesso la possibilità di leggere quanto qui riportato.
Prima di tutto il pensiero e il cordoglio per quanto accaduto alla famiglia e agli amici, giovani e non giovani, che ne sono stati scossi in modo da coinvolgere tutta la popolazione.
Ma voglio essere critico nei confronti di “Marello” e del vicesindaco “Massimo Cersosimo”: non comprendo assolutamente le loro prese di posizioni, sarà la mia eta’. E’ accaduto, purtroppo. Le agenzie di stampa scrivono le notizie e basta. Le riportano, traducendole, in buona fede (le ha pubblicate anche l’amico “Marello”, in lingua originale e traduzione in italiano). Dove hanno sbagliato? Ancora non capisco le due prese di posizione; e’ successa una disgrazia, nella quale e’ incappato sfortunatamente un giovane che coltivava la sua passione ed era anche fonte di lavoro. E’ questa la disgrazia, non la notizia data da una agenzia di stampa e per come data.
Ancora non riesco a capire…aiutatemi, non ci riesco
Stefano era espertissimo ed estremamente scupoloso nel suo lavoro. E non era alla prima uscita sul fiume in questione! Fa male leggere articoli nei quali è descritto come un pivellino!
Stefano, amico mio, grazie per tutto e sopratutto per ricordarci che gli eroi esistono anche fuori dai campi di calcio!
… conoscevo Stefano da tanti anni , abbiamo riso skerzato tante volte , ma ho conosciuto la sua professionalità in nepal , è stato un grande … lascia sicuramente un vuoto la sua assenza…
un abbraccio agli amici di Stefano.
Anch’io ho fatto rafting nel Lao e chi esce da quella scuola non è un di certo un inesperto.
Sarà successa una tragica fatalità magari perchè si sarà sacrificato ad aiutare l’equipaggio.
Condoglianze alla famiglia di Stefano.
Ho conosciuto Stefano per lavoro, garbato, professionale, paziente, con tutti i ragazzi che hanno provat, con lui, il piacere di fare rafting. Che tristezza …
Buon viaggio Stefano
ciao stefano
Ho conosciuto Stefano nel’estate 2008 a Laino Borgo. Di lui mi è rimasta impressa la grandissima professionalità ed il suo grande amore per il lavoro di tour operator che faceva in Italia ed in giro per il mondo (http://www.rivertheworld.com/it/home.html).
Stefano è (lo sento ancora vivo) una di quelle persone che suscitano una genuina invidia in chi lo incontra e lo ascolta parlare di posti lontani e di paesaggi maestosi come di cose che sono il suo pane quotidiano.
Ho passato con lui una giornata intera lungo il bellissimo fiume Lao del quale mi ha sviscerato tutti i segreti e gli aneddoti storici.
Ripeto, un professionista esemplare!
Il ricordo più bello che ho di lui è stato un momento particolarmente tenero di quella giornata in cui, in un tratto di discesa del Lao particolarmente tranquillo, ha raccolto un fiore dal fiume donandolo alla sua ragazza, anche lei sul gommone con noi.
Ciao Stefano…..
Conoscevo stefano di vista ma sono molto amico con i suoi genitori, persone stimabili e gentili gli sono molto vicino nel dolore, tonino reggio emilia
Abbiamo visto sul sito di Laino B. il video di Stefano e ancora nn ci sembra vero!…
Ricorderemo di te il tuo sorriso,la tua voglia di vivere e da nn dimenticare… saremo orgogliosi di te per tutto ciò che hai fatto, anche a costo della tua stessa vita.Geppino, Annamaria, Mattia e Riccardo.
Mi fa piacere che la mia indignazione non sia la sola e che in tanti la pensiate come me. Ribadisco ancora una volta che prima di pubblicare articoli, “TRADOTTI” da altri articoli, è necessario un’approfondita documentazione. Spero che in futuro, anche se credo che non si realizzerà, ciò avvenga nel rispetto dei protagonisti.
Massimo Cersosimo
Sono Marello cosi mi conoscono nel mio paese Laino,,,vorrei solamente precisare a Voi tutti Giornalisti che al momento di scrivere cose e fatti di cronache e di fare traduzioni di ogni genere di almeno di essere certi..ma almeno di essere sicuri di quello che riportate ,,,sono AMAREGGIATO e INCAZZATO ma non di poco perche’ sono riuscito a parlare con lo STAFF del CAMP del CONDORFU in Cile Hernan amico carissimo di Stefano e a quello da lui riferitomi non corrisponde alla vostra cronaca.. ..maggiore informazione RISPETTO verso la famiglia e di Noi tutti che rimarra sempre un EROE fatela la notizia ma solo quando sononotizie da fonti attendibili sarebbero ancora da tutta la popolazione più gradite..ciao Stefano..sei un eroe..
Rimarrai sempre nei nostri cuori STEFANO
,,Que tengas PAZ y mucha LUZ…
mario micca detto Marello
un paio d’anni fa io e stefano avevamo cercato di appellarci alla professionalità(?)di alcuni giornalisti della città in cui risiedo(parma)per alcuni articoli/servizi riguardanti la morte di una donna, avvenuta per un incidente in canoa.anche in quel caso si parlava abbastanza a vanvera di certi aspetti della vicenda ed è veramente il colmo che sia oggi,lui stesso, vittima di altre “baggianate” del genere.
allora è stata una lotta contro i mulini a vento(una tv locale non aveva nemmeno risposto alla sua mail)ed oggi vedo che quel modo di lavorare ha fatto “proseliti”…
stefano ha fatto un sacco di volte quel percorso ed era una persona preparata,attenta,scrupolosa,esperta e seria nel suo lavoro.il fatto che amasse quello che faceva non significa che abbia affrontato con leggerezza quella discesa.era una persona a cui mi sarei affidata(non sono madre per dire che gli avrei affidato i miei figli,ma avendoli,non avrei certo avuto dubbi!)ciecamente sapendo che avrebbe gestito qualsiasi cosa di questo tipo in condizioni di massima sicurezza,consapevolezza e lucidità,mettendo a repentaglio la propria vita(come pare sia successo,visto che sembra abbia aiutato 4 persone a mettersi in salvo prima di morire) piuttosto che mancare al suo impegno di guida.
fa male,avendolo conosciuto ed ammirato per la sua persona ed il suo lavoro, leggere
frasi da cui si evince che uno sprovveduto alle prime armi abbia affrontato incoscentemente un tale pericolo coinvolgendo altre persone nella sua impresa.
capisco abbiate solo tradotto l’articolo,ma credo che in certi casi si debba fare uno sforzo in più e documentarsi meglio sull’accaduto.
scusate lo sfogo,ma è inammissibile,per chiunque abbia conosciuto stefano,sentir parlare di lui in questo modo.
a noi che abbiam avuto la fortuna di conoscerlo non cambia nulla,per carità.parole migliori non ci sollevano dal dolore e dall’incredulità per la gravissima perdita di questi giorni,ma mi sembra il minimo rendere un po’ di “giustizia”ad una persona che ha dato tantissimo a molti.
Conoscevo Stefano e la sua famiglia da anni…ho appreso la notizia della sua morte solo stamattina…sono scioccata…non riesco a crederci…l’avevo incontrato quest’estate…a Laino il paese in cui sono nata…lui sempre solare, sorridente…mi dispiace tantissimo…io e la mia famiglia siamo vicini alla Famiglia Gioia…a te Stefano un abbraccio forte…ovunque tu sia…non perdere mai il tuo bellissimo sorriso….Ciao ANGELO
Una precisazione: l’articolo in questione è la traduzione di un articolo riportato su un sito cileno, alla cui pagina si può accedere cliccando su emol.com , in fondo all’articolo. Comprendiamo il dolore di tutti quelli che conoscevano Stefano ed esprimiamo le nostre sincere condoglianze.
Mi è stato presentato Stefano qualche anno fa, in realtà non lo conoscevo affatto. Ma la notizia della sua scomparsa mi ha colpito fortemente. Un abbraccio a tutti quelli che, in questo difficile momento, soffrono e non riescono a farsene una ragione.
I soliti giornalisti del c**** che scrivono come al solito solo spazzatura. Stefano era una guida preparatissima, seria e responsabile. La sua esperienza pluriennale su vari fiumi del mondo e del Cile è documentabile e sul Futaleufu lavorava già da anni. Prima di dare informazioni errate documentatevi altrimenti cambiate lavoro. Ma che ve lo dico a fare siete i soliti “SCIACALLI”.
Conobbi Stefano qualche anno fa durante il corso per aspiranti guide rafting ad Ivrea. Era lì ad accompagnare i suoi compaesani. La prima impressione fu subito molto positiva: un ragazzo simpatico,gioioso, entusiasta della vita. Successivamente oltre alle grandi doti umane ho apprezzato la grande professionalità come guida rafting. Mi unisco al dolore dei famigliari ed amici. Stefano Stanga
Non sono esperta di rafting,ma conoscevo stefano e la sua famiglia.Mi dispiace tanto per quello che sia accaduto,ancora non ci credo…ma da buona credente prego per lui affinchè il signore possa prendere stefano con se e che lo possa proteggere in paradiso.Perchè di sicuro Stefano ora è li che ci guarda..Era un bravo è stupendo ragazzo.Addio Stefano!Ci mancherai molto…
I giornali come al solito sanno solo ingigantire le cose e dire solo cose non vere..quando mai era la prima volta ke era lì??guardate ke non era certo un principiante ma un grande professionista di questo sport, era ammirato da tutti e non solo a Laino..quindi per favore cercate di informarvi prima di affermare certe cose perchè non portate rispetto ad una grande persona, ad un grande uomo..maggiore informazione e maggiori notizie da fonti attendibili sarebbero più gradite..ciao Stefano..sei un eroe..
Ciao Stefano !
http://espndeportes.espn.go.com/videohub/video/clipDeportes?id=831482&categoryid=834456&cc=7586
Addio Ste, non morirai mai dentro di noi
Ancora oggi sembra impossibile sia accaduta una cosa del genere…Noi giovani guide rafting di Laino Borgo dobbiamo molto di quel che abbiamo imparato a lui!Era sempre pronto a darci qualche consiglio e qualche strigliata soprattutto per quanto riguarda la sicurezza in fiume!Sicuramente avrà fatto di tutto per mettere al sicuro il suo equipaggio anzichè pensare a se stesso…
Ti porteremo sempre nel cuore “Compa Stè”
RAGAZZO RESPONSABILE,SAPEVA SVOLGERE BENE IL SUO LAVORO
ho lavorato con lui 7 anni e sono stato li’ proprio con lui sul fiume “futaleufu” tengo solo a precisare che questa nn era la prima discesa e nn voglio assolutamente che fate passare cio’ come un errore di un principiante , era un professionista serio e affidabile , quindi vi invito a raccogliere maggior informazioni quando scrivete GRAZIE !
Antonio T.
Stefano era una guida molto esperta, attenta e responsabile, che non sottovalutava mai i rischi. Gli amici della Federazione Italiana Rafting si stringono, con affetto,intorno alla famiglia e agli amici di fiume di Laino in questo incredibile momento.
r.i.p. stefano sempre nel ns cuore