gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 25 ospiti, 5 bot

Vallecrati, si lotta per evitare il fallimento – Il liquidatore Rizzuti ieri ha consegnato ai soci una relazione. Giovedì udienza in Tribunale: ok al concordato preventivo solo con il contributo dei Comuni

COSENZA – Dopo alcuni giorni di calma relativa è tornato d’attualità il caso Vallecrati. Quella di ieri è stata una giornata movimentata. Su due fronti. Il primo ha visto in campo gli operai alla ricerca della verità sul mancato pagamento delle spettanze arretrate. Nell’altro il protagonista è stato il liquidatore Aldo Rizzuti che ha presentato ai soci della Vallecrati una relazione dattiloscritta di cinque pagine nella quale fa la sintesi degli ultimi avvenimenti indicando la strada da seguire se si vuole il fallimento della Spa.

Le tute gialle che aspettano il 15% dello stipendio di settembre, le mensilità di ottobre, novembre e dicembre più la tredicesima hanno dovuto fare i conti con notizie contrastanti: Ecologia Oggi che prima promette di pagare lo stipendio di dicembre entro il 15 scorso, salvo uno slittamento al 20 (cioè domani) che però potrebbe scivolare ancora visto che il Comune non avrebbe ancora versato nulla nelle casse della società lametina che sta gestendo il servizio di igiene urbana.

Gli operai però sono venuti a sapere che il sindaco di Trenta, Ippolito Morrone (che ha incassato le scuse pubbliche delle stesse tute gialle), ha pagato direttamente tutti gli arretrati (14mila euro) ai tre lavoratori della Vallecrati in forza al Comune.

«Allora è un’operazione possibile», hanno detto alcuni operai che per alcune ore hanno stazionato davanti Palazzo dei Bruzi, «volevano farci credere che la strada non era percorribile, Morrone ha mostrato la delibera». La replica di Perugini sarebbe stata lapidaria. «Gli altri sindaci facciano ciò che vogliono», ha detto.

Stamattina, alle 12, però, Perugini riceverà una delegazione di operai che nelle ultime ore hanno ricevuto lettere dalle Finanziarie che avrebbero dovuto riscuotere il “quinto dello stipendio” dalle buste paga e che non intendono aspettare oltre (la somma che deve restituire ogni operai si aggira sui 10-12mila euro) per cui potrebbero scattare i pignoramenti. Oltre al danno anche la beffa. La mediazione di Rizzuti è servita a fermare azioni immediate.

La relazione del liquidatore della Vallecrati è stata approvata dai soci pubblici e privati. Fondamentale per il prosieguo dell’attività sarà il contributo dei Comuni che dovranno definire i crediti con la società e rendere così credibile il concordato che sarà presentato giovedì nelle mani del giudice fallimentare. Rizzuti chiederà un ulteriore slittamento proprio per avere il tempo di mettere a posto le ultime carte.

L’analisi del liquidatore è chiarissima. La Vallecrati Spa è stata posta in liquidazione volontaria a causa sia della mancanza di un piano finanziario ed industriale di riorganizzazione e rilancio, sia della presa d’atto relativa alla impossibilità ed incapacità della società di svolgere la normale attività di gestione.

Le cause che hanno determinato la crisi sono da individuare nella difficoltà del management a mantenere i costi di produzione ad un livello di compatibilità con i ricavi. È sufficiente considerare, scrive nella relazione Rizzuti, che il fatturato del 2008 è stato pari a quasi 22 milioni e nel 2009 è sceso a circa 10 milioni di euro mentre la maggior parte dei costi di gestione sono rimasti ai valori del 2008 ed alcuni sono addirittura aumentati.

La situazione diventa ancora più pesante se consideriamo il fatturato degli ultimi mesi del 2009 che si attesta ad appena 600.000 euro ed è destinato a scendere nei prossimi mesi a 400.000. Gli effetti dello stato di crisi hanno evidenziato una forte riduzione del volume d’affari, un rilevante indebitamento, nonché la difficoltà di riscuotere i crediti e pagare i debiti compresi quelli dei lavoratori e degli enti previdenziali.

Il ricorso al concordato preventivo, già indicato dai soci nell’assemblea straordinaria del 3 dicembre scorso, appare l’unica strada praticabile per garantire l’effettiva par condicio dei creditori e la possibilità di “salvare” l’attività di depurazione, ramo di attività altamente produttivo, capace a regime di produrre un volume d’affari di circa 4,5 milioni di euro ed un utile lordo di circa un milione di euro.

Rizzuti indica la strada da seguire. «Affinché la Vallecrati venga ammessa alla procedura di concordato preventivo occorre accertare in primo luogo l’ammontare dei crediti che la società vanta nei confronti dei clienti-Comuni. In mancanza di valori certi, infatti, non è possibile quantificare gli importi da offrire ai creditori ed i relativi tempi di pagamento.

Inoltre impedisce l’asseverazione del professionista ai sensi dell’art. 161 della legge fallimentare. In secondo luogo occorre che la Vallecrati sia in grado di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti, i contributi e le ritenute a carico dipendente, il cui ammontare è stimato in circa 3 milioni di euro, condizione essenziale per poter presentare la proposta di transazione fiscale ai sensi dell’art. 183-ter della legge fallimentare con estinzione del debito parziale e dilazionato verso gli enti previdenziali e fiscali.

A tal proposito il liquidatore ha rinnovato l’invito ai Comuni a rispettare gli impegni assunti con delibera di assemblea consortile n. 5 del 7 settembre 2009, stante la permanente carenza di liquidità, per i pagamenti dei servizi ancora in essere (depurazione), non appena risolti gli attuali impedimenti derivanti dai pignoramenti presso terzi e dal blocco di Equitalia Etr.

Il liquidatore ha illustrato ai soci l’attività svolta fino adesso facendo notare tra l’altro che «l’attuale valore patrimoniale principale della società è costituito dai crediti verso i Comuni, che rivestono la duplice figura di soci della Vallecrati attraverso il Consorzio, e di fruitori-clienti dei servizi resi dalla stessa società (il valore di tali crediti ammonta ad oltre 16 milioni di euro: ndr) e che sono stati presentati 39 decreti ingiuntivi verso altrettanti Comuni, per complessivi 13 milioni di euro, di cui 2 non opposti, e quindi definitivamente esecutivi, 2 risolti stragiudizialmente con atto di transazione, 23 opposti dai rispettivi Comuni, 3 notificati ai Comuni ed in attesa di scadenza dei termini di opposizione, 9 tuttora giacenti presso il Tribunale in attesa di analisi da parte del giudice. La possibilità che l’iter giudiziale produca effetti nei tempi utili ai fini del concordato risulta tuttavia scarsa, in quanto mediamente liti analoghe vengono definite non prima di due-tre anni».

È necessario, pertanto, che affinchè la Vallecrati possa intraprendere la strada del concordato preventivo, ci sia il massimo impegno da parte di tutte le amministrazioni comunali interessate a definire bonariamente l’importo delle somme dovute in modo da giungere, in tempi rapidi, alla stipula di accordi transattivi che definiscano cifre, tempi e modalità di pagamento.

La procedura del concordato preventivo, individuata dai soci e condivisa dal liquidatore dopo le prime verifiche, appare quella più vantaggiosa per la pluralità dei portatori d’interesse coinvolti nella vicenda Vallecrati, presentando una serie di vantaggi.

Per i lavoratori, ai quali si potrebbero pagare il Tfr e le mensilità arretrate nell’arco di 60-90 giorni, anche stralciando parte dei crediti nei confronti dei Comuni. Per i Comuni, che potrebbero chiudere il contenzioso con una transazione, riconoscendo e pagando una cifra ridotta rispetto alla richiesta della Vallecrati, risparmiando anche sui costi di giudizio ed evitando inoltre, in caso di fallimento, eventuali azioni risarcitorie a loro carico da parte del curatore fallimentare.

L’eventuale ammissione al concordato consentirebbe alla società di continuare ad esercitare l’attività di depurazione, garantendo il posto di lavoro al relativo personale. Qual è in definitiva la richiesta che Aldo Rizzuti intende fare al Tribunale nell’udienza del 21?

Insistere sulla proposta già avanzata di ordinare ai terzi pignorati (Comuni e Banche) di sospendere i pagamenti in favore dell’Equitalia Etr spa e di altri creditori, autorizzando il liquidatore ad impiegare le risorse economiche, che si incasseranno, per l’effettuazione delle sole operazioni necessarie per il funzionamento temporaneo dell’impresa, con particolare riferimento al pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori (necessitano circa 3 milioni di euro), anche al fine di mantenere una relativa calma sociale; concedere un congruo rinvio, necessario al liquidatore per definire il valore dei crediti iscritti in bilancio, in modo particolare quelli dei Comuni, e i relativi tempi e modalità di incasso, indispensabili per la presentazione del concordato preventivo.

Franco Rosito

Gazzetta del sud

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.