CATANZARO – All’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio mancano complessivamente 100 operatori socio-sanitari. Una carenza che, a detta della Cgil, mette a rischio «la garanzia dei livelli di assistenza fino ad oggi assicurati». La Federazione Funzione pubblica del sindacato, a seguito di un’assemblea, ha quindi proclamato lo stato d’agitazione del personale dandone comunicazione al direttore generale del dipartimento regionale Tutela della salute Andrea Guerzoni e al direttore generale dell’Azienda ospedaliera cittadina Giuseppe Perri.
«La Cgil Funzione pubblica " si legge nella nota " ha raccolto le segnalazioni e le criticità evidenziate e rappresenta al dipartimento regionale della Salute e alla direzione generale del Pugliese Ciaccio che non esistono gli elementi per i prossimi mesi per garantire i livelli di assistenza fino ad oggi assicurati».
La Cgil fa riferimento, nello specifico, «al sottodimensionamento dell’organico sanitario rispetto ai posti letto che l’Azienda ha previsto nella sua dotazione organica».
A ciò si aggiungono il contestato «ricorso improprio a prestazioni ospedaliere perché l’utenza continua a non avere risposte dal territorio di provenienza» e la «mancata sostituzione delle figure professionali infermieristiche e di operatori socio-sanitari temporaneamente assenti per gravidanza e/o gravi patologie».
Tutto ciò «non consente in alcuni reparti di garantire l’assistenza per i posti letto previsti».
Vincenzo Lacroce (segretario aziendale della Fp Cgil), Marisa Palasciano (segretaria provinciale del comparto sanità della Fp Cgil) e Tonino Meliti (segretario provinciale della Fp Cgil) fanno un’analisi impietosa.
«Accanto all’adempimento imposto dal piano di rientro circa la copertura del turn-over " sottolineano i tre sindacalisti " si aggiunge la mancata riqualificazione professionale dei 18 ausiliari che pur avendo conseguito il titolo di operatori socio-sanitari, vengono impropriamente utilizzati senza il relativo inquadramento economico.
Nonostante il personale si prodighi in turni massacranti " continuano Lacroce, Palasciano e Meliti " tutto ciò si riflette in maniera indiscutibile sia sull’assistenza sia sulla qualità dell’offerta.
Al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e, nel contempo, tutelare i dipendenti per gli eventuali rischi connessi allo stress psico-fisico derivante da tale situazione, si chiede un urgente intervento volto ad integrare il personale infermieristico mancante.
Si chiarisce che nell’immediato mancano 8 unità infermieristiche nell’unità operativa di ortopedia e traumatologia e 40 nel resto del presidio, mentre sono complessivamente 100 gli operatori socio-sanitari che mancano nell’ospedale».
Da qui l’annunciata decisione di proclamare lo stato d’agitazione, con minaccia «di intraprendere ulteriori forme di lotta», allo scopo «di garantire alla cittadinanza un servizio di qualità e di assoluta sicurezza».
(g.l.r.)
Gazzetta del sud
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