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Il Cdm riunito a Reggio Calabria: via libera al piano antimafia – Applausi per il premier, ma anche fischi e proteste – Tre sit-in dei lavoratori dell’area industriale di Gioia Tauro

REGGIO CALABRIA – Un Consiglio dei ministri a Reggio Calabria. Per la prima volta l’esecutivo si è riunito nella città, presidiata per l’occasione da un imponente dispositivo di sicurezza dopo i recenti episodi intimidatori messi a segno dalla criminalità organizzata, dalla bomba contro la Procura generale al ritrovamento dell’auto con esplosivo e armi durante la visita del capo dello Stato Giorgio Napolitano nel capoluogo calabrese.

E ha dato il via libera al piano straordinario, messo a punto dai ministri della Giustizia e dell’Interno Angelino Alfano e Roberto Maroni, per il contrasto della criminalità organizzata.

“Con questo gesto il governo ribadisce che anche in Calabria lo Stato c’è – si legge in una lettera di Berlusconi pubblicata oggi sulla Gazzetta del Sud – e fa lo Stato nel modo più efficace per il contrasto alla mafia”. Per l’Agenzia nazionale che gestirà i beni sequestrati alla criminalità organizzata è stata scelta la strada del decreto legge. Il resto delle misure è invece contenuto in un ddl. Il Consiglio ha varato anche il piano di vigilanza contro il lavoro irregolare nel Meridione, in particolare in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Vigilanza contro il lavoro nero. Via libera all’applicazione del piano del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per il controllo di 20mila imprese attive nei settori dell’agrcoltura e dell’edilizia nelle quattro regioni a “rischio” del Mezzogiorno, ovvero Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Il piano impiegherà 550 ispettori ed è stato voluto per contrastare il lavoro irregolare, soprattutto laddove connesso a infiltrazioni criminose, sfruttamento della mano d’opera nel’ambito dell’economia sommersa e tutela del lavoratore. Gli ispettori provengono dallo stesso ministero, dall’Inps e dai carabinieri.

Berlusconi, applausi e contestazioni. “Siete contenti che abbiamo portato qui il Cdm? Così vi facciamo vedere quello che stiamo facendo contro la criminalità”. Piccolo fuori programma per Silvio Berlusconi, al suo arrivo presso la sede della Prefettura. Il presidente del Consiglio si è avvicinato ad alcune persone assiepate dietro le transenne e ha parlato con un gruppo di ragazzi, concedendosi anche per qualche fotografia.

Non sono mancate le contestazioni. Sia per il pullmann che ha portato i ministri, sia per il corteo di auto del premier, contestato da alcuni manifestanti che protestavano davanti all’ingresso posteriore della Prefettura.

Tre sit-in di protesta. Oltre ai manifestanti che attendevano l’arrivo del presidente del Consiglio, nei pressi della Prefettura di Reggio Calabria tre sit-in di protesta sono stati organizzati dai lavoratori dell’area industriale di Gioia Tauro, del porto gioiese e della Rete No Ponte che si batte contro la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

I lavoratori dell’area industriale e del porto di Gioia Tauro chiedono l’intervento del governo affinché vengano revocati i provvedimenti di cassaintegrazione che sono stati annunciati nei loro confronti e che riguardano 400 lavoratori portuali e 200 dell’area industriale, dipendenti di sei diverse aziende. La Rete No Ponte protesta chiedendo che i fondi destinati al ponte sullo Stretto vengano destinati per fini sociali e di utilità pubblica.

repubblica.it

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