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Operazione Chopin, Panzitta precisa: mai conosciuto i titolari delle concessioni – Parla l’ex responsabile dell’ufficio tecnico di Joppolo – Il geometra ricorda: persone da me denunciate per abusivismo assolte dal Tribunale di Tropea

JOPPOLO (VV) – Operazione Chopin, avanti tutta. Le “note” diffuse dalla Procura della Repubblica e dalle forze dell’ordine sui terrazzi a picco sul mare di contrada Judice di Coccorino cominciano a fare discutere. Dopo le dichiarazioni a caldo, arrivano le precisazioni a freddo. Il geometra Sabatino Panzitta, già responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Joppolo e indagato per aver sottoscritto sei delle dieci concessioni edilizie prese in esame dalla Procura, è il primo a chiedere spazio per fare chiarezza sulla sua posizione e sugli addebiti mossigli dalla magistratura.

Ci tiene, in premessa, a precisare che «la Regione ha approvato le linee guida della legge urbanistica nel dicembre 2006 mentre il sottoscritto ha firmato la sua ultima concessione a gennaio 2006, quasi un anno prima». Peraltro, «non ho mai conosciuto " prosegue Panzitta " i titolari delle concessioni e non sono mai stato invitato a feste di inaugurazione».

Ma c’è un altro aspetto che l’ex tecnico comunale ci tiene a sottolineare. «Da quando si è insediata l’amministrazione in carica " dice " il sottoscritto è stato esonerato da responsabile del servizio tecnico ed urbanistica». Un incarico questo che il sindaco non ha assegnato più a nessun tecnico preferendo gestirlo direttamente.

Di conseguenza «non ho più redatto " continua Panzitta " nessun atto concessorio edilizio in quanto il primo atto dell’attuale sindaco Salvatore Vecchio, eletto a maggio del 2006, è stato quello di avocare a sé le deleghe e le responsabilità dei servizi». Sarebbero rimasti tagliati fuori anche gli assessori, ma a pagare un prezzo più alto è stato lo stesso Panzitta perchè «dal 10 ottobre 2006 " afferma " il sindaco mi ha spostato d’ufficio assegnandomi mansioni di addetto ai servizi esterni».

Panzitta non lo dice apertamente, ma lo lascia intuire: uscito di scena lui la situazione del settore dell’Urbanistica sarebbe andata in chiara sofferenza. L’ex tecnico, tra l’altro, giustifica il suo operato e, quindi, anche degli altri tecnici coinvolti nell’inchiesta della magistratura, sostenendo che «in nessun atto di pianificazione presente nel Piano regolatore generale o nel Piano di assetto idrogeologico risulta che contrada Judice fosse soggetta a vincolo idrogeologico».

Panzitta va avanti nelle sue precisazioni fornendo notizie circostanziate sulle sei pratiche edilizie per le quali viene chiamato a rispondere. Parla anche dei progetti di demolizione e ricostruzione di fabbricati agricoli. Poi, affonda i colpi su due costruzioni di proprietà di Alexander George Bals e Wolfang Wilfried Spicala.

In entrambi i casi, rimarca ancora Panzitta, il suo ufficio emanava ordinanze di demolizione per lavori effettuati in difformità alle norme edilizie. I procedimenti avviati dalla Procura sfociavano in processi che, tenutisi davanti al Tribunale di Tropea, si concludevano con l’assoluzione dei due imputati.

Evidentemente qualcosa a livello di abusivismo sarà successo anche dopo, diversamente non si spiegherebbe il coinvolgimento dei due stranieri nell’operazione Chopin. Sin qui Panzitta. Ora occhi puntati sul lavoro degli investigatori.

Le “sorprese” potrebbero non essere finite anche se il lavoro svolto dalla Procura rischia di dover fare i conti con il decreto “Milleproroghe” in fase di elaborazione dal Governo. Comunque al vaglio degli inquirenti ci sono tutti i fascicoli acquisiti negli uffici comunali di Joppolo.

Pino Brosio

Gazzetta del sud

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