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Gli abitanti attendono i dati dell’Arpacal – Staziona nell’area interessata l’unità mobile per il monitoraggio dopo l’incendio nel deposito di gomme – Si temono rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini residenti

FALERNA (CZ) – Attendendo i risultati del monitoraggio dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, c’è preoccupazione per i rischi ambientali, soprattutto tra quanti abitano o svolgono attività economiche nei dintorni della zona Pip, in prossimità dello svincolo autostradale, dov’è ubicato il deposito di gomme aggredito dalle fiamme qualche settimana fa.

Si vuole sapere quali eventuali forme di prevenzione siano state adottate prima dell’incendio e quali danni ambientali siano stati provocati. Quesiti a cui ha dato voce il consigliere di minoranza Giuseppe Sirianni. Che ha chiesto al sindaco, Giovanni Costanzo, se l’amministrazione comunale abbia «acquisito notizie e dati sui valori probabilmente inquinanti prodotti dall’incendio, anche e soprattutto al fine di tranquillizzare quanti abitano in prossimità del deposito e passanti in genere».

Il consigliere, inoltre, vuole «conoscere se il deposito-accumulo di pneumatici e di altro materiale consimile presente nell’area Pip fosse da considerarsi un’attività regolarmente autorizzata e, ove non lo fosse, se si sia provveduto a emettere ordinanza di sgombero».

Sirianni sollecita pure informazioni su «tempi e modalità di sgombero dei materiali precipitati durante l’incendio», oltre che sui tempi di bonifica dell’area. Interrogativi questi che naturalmente non riguardano solo la popolazione falernese, ma anche coloro che abitano nelle zone limitrofe del comune di Nocera Terinese.

Senza dimenticare che nelle vicinanze del luogo dell’incendio hanno sede diverse attività economiche, comprese strutture ricettive.

La preoccupazione che qualcosa di grave potesse succedere in quel deposito era emersa già lo scorso luglio, quando in una lettera non firmata si osservò: «La tragedia di Viareggio ci deve far riflettere molto, affinché si prenda nell’urgente considerazione il gravissimo pericolo che comporta il deposito di gomme del signor Caruso nella zona industriale di Falerna Marina, vicino allo svincolo autostradale.

E’ successo altre volte – ha scritto ancora – che con il forte caldo estivo abbiano preso fuoco».

Nella stessa lettera si rimarcava che del paventato rischio fossero stati “avvisati” già uffici competenti, «poiché, se prende fuoco -si avvertiva-, succederà una vera catastrofe».

A distanza di parecchi mesi i timori per un possibile incendio, che, purtroppo, c’è stato, hanno ceduto il posto a quelli per le probabili conseguenze ambientali e a qualche polemica che forse non mancherà.

Intanto continua a stazionare in un’area recintata privata, in prossimità del luogo dell’incendio e a valle del raccordo stradale per Marina di Nocera Terinese, l’unità mobile dell’Arpacal – Servizio tematico aria del Dipartimento provinciale di Catanzaro, con il compito di monitorare in particolare la qualità dell’aria.

Un furgone adibito a laboratorio, alle cui sofisticate apparecchiature è affidata la misurazione costante di diversi parametri: monossido di carbonio, ozono, ossidi d’azoto e di zolfo, polveri sottili Pm10, benzene, toluene, xileni.

«Dopo l’intervento nelle prime ore dallo scoppio dell’incendio in cui i nostri tecnici sono intervenuti per campionare e misurare le polveri prodotte -ha dichiarato Clemente Migliorino, dirigente del Servizio Aria dell’Arpacal-, ora con l’unità mobile di monitoraggio potremo verificare se i parametri della qualità dell’aria, che in situazioni analoghe raggiungono valori critici, siano ritornati a valori normali».

Giovambattista Romano

Gazzetta del sud

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