2 febbraio, 2010 

Processo “Rainbow”: un milione di euro sul conto bancario insospettisce la guardia di finanza – Sei gli imputati d’estorsione e usura

LAMEZIA TERME – È proseguito ieri davanti ai giudici della sezione penale del tribunale (presidente Spadaro, a latere Aragona e Foresta) il processo a carico dei sei persone coinvolte nell’ambito dell’operazione “Rainbow” accusate, a vario titolo, di usura ed estorsione per reati commessi tra la città e il Vibonese.

In questo stralcio di processo figurano tra i banchi degli imputati Angelo Torcasio, 26 anni, Luigi Stranges, 60 anni, e Carlo Stranges, 35 anni, (entrambi difesi dagli avvocati Francesco Balsamo e Leopoldo Marchese), Saverio Antonio Stranges, 40 anni, (difeso dagli avvocati Domenico Luciano Sinopoli e Leopoldo Marchese), Vincenzo Perri, 34 anni, (difeso dall’avvocato Paolo Mascaro), e Francesco Muraca 52 anni, (difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Michele Amatruda).

Davanti ai magistrati giudicanti è comparso un sottufficiale della guardia di finanza, il maresciallo Luigi Isabella che rispondendo alle domande dell’accusa sostenuta dal pubbico ministero Luigi Maffia, ha ricostruito gli aspetti investigativi a lui delegati per quanto riguarda il contesto complessivo della intera operazione.

Isabella rispondendo con dovizia di particolari e facendo riferimento anche a precise circostanze ha ripercorso i movimenti bancari di Vincenzino Lo Scavo e Peppino Buffone, altri due imputati dell’operazione “Rainbow” che hanno scelto il rito abbreviato.

Dalla testimonianza del sottufficiale è emerso che l’indagine è nata da una segnalazione di operazioni sospette intervenute sul conto corrente intestato a Vincenzino Lo Scavo.

Il finanziere ha poi riferito su alcuni movimenti di assegni bancari tra il 2004 e il 2007 per un importo complessivo di oltre un milione di euro, il che lasciava intuire fossero il frutto di un’attività di riciclaggio dal momento che il titolare del conto corrente bancario non aveva nessuna attività che potesse giustificare un simile movimento di denaro.

Il testimone ha poi ricostruito i rapporti tra l’imprenditore lametino Francesco Muraca ed alcuni altri imputati. Soffermandosi in particolare sul ruolo che lo stesso Muraca rivestiva all’interno di alcune aziende di fatto amministrate da lui.

Giuseppe Natrella

Gazzetta del sud

categorie: ultim'ora

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