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“Il giuoco delle parti” in scena al Teatro Politeama di Lamezia Terme – Il 6 ed il 7 febbraio, con Geppy Gleyses e Marianella Bargigli

LAMEZIA TERME – Scritto per Ruggero Ruggeri nel 1918, ‘Il giuoco delle parti’ è uno dei capolavori di Luigi Pirandello, il quale nel 1913, anno in cui pubblicò la novella ‘Quando si è capito il giuoco’ da cui la commedia è tratta, scriveva a un amico: «Chi ha capito il giuoco non riesce più a ingannarsi; non può più prendere né gusto né piacere alla vita».

E Leone Gala appare come la compiuta incarnazione di chi "il giuoco lo ha capito" veramente. Esemplare personaggio di ‘ragionatore’ pirandelliano, egli realizza in sé la poetica che lo scrittore enuncia nel saggio ‘L’umorismo’, basata sul riconoscimento e sullo smascheramento delle finzioni sociali e personali.

Ma, ‘Il giuoco delle parti’ si propone anche come una riflessione critica sull’essenza stessa del teatro borghese "basato su triangoli amorosi, onori traditi e duelli" che Pirandello svuota delle passioni per giocare con le esteriorità dei ruoli (amante, moglie, marito, anche padre e madre), in un’allusiva ambiguità sempre oscillante tra la convenzionalità e il suo provocatorio rovesciamento, sia sul piano teatrale sia su quello sociale.

L’azione si svolge tutta nell’arco di trentasei ore, da una sera a un mattino. In una città qualunque. Leone Gala è tradito dalla moglie, Silia, con il suo migliore amico, Guido Venanzi. Ma egli è uomo di mondo, e pertanto, senza drammi apparenti, ha accettato di andarsene da casa e di lasciare il suo posto a Guido, purché tutto avvenga nel rispetto delle forme imposte dal suo ruolo sociale.

E ora tanto civile perbenismo ossessiona Silia, la quale appena le si presenta una fortuita occasione " l’involontaria ma gravissima offesa fattale da un gentiluomo " non esita a mettere a repentaglio la vita del marito, trascinandolo in un duello. Leone, come sempre, accetta. Sarà lui, il marito, secondo le regole, a sfidare il gentiluomo, ottimo tiratore, e l’amico Guido gli farà da padrino.

Ma, al momento fissato per lo scontro, Leone rivela di non aver alcuna intenzione di scendere sul terreno: la sua parte di marito l’ha fatta, sfidando. Quanto a battersi, non tocca a lui ma all’amante.

E a Guido, costretto dalle ferree leggi cavalleresche oltre che dal "giuoco delle parti", non resta che subire la situazione, con tutte le conseguenze del caso.

Tiziana Bagnato

Responsabile Rapporti con la Stampa

Teatro Politeama Stagione di Prosa 2009.2010

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