5 febbraio, 2010 

Loiero pronto a fare le primarie da solo – Ancora Bova non si è pronunciato ma Bersani lavora per un’alleanza con l’Idv: Di Pietro voterebbe De Luca in Campania se Il Pd sosterrà Callipo – Oggi seduta del Consiglio sulla legge elettorale. Sarra contesta la convocazione, Feraudo chiede il rinvio

REGGIO CALABRIA – A Roma dialogono, in Calabria si azzuffano: Pd e Italia dei Valori si impadroniscono della scena politica calabrese alla vigilia di un Consiglio regionale che deve modificare la legge elettorale, tra l’altro contestato dal vice capo gruppo del PdL, Alberto Sarra. Sullo sfondo le primarie del Partito democratico che dovrebbero svolgersi domenica e che potrebbero avere un solo concorrente: l’attuale governatore Agazio Loiero.

Dopo la rinuncia di Brunello Censore l’ultima parola spetta all’on. Giuseppe Bova che ancora non ha comunicato la sua rinuncia ufficiale. Si dice che dovrebbe farlo entro oggi, magari dopo la seduta del Consiglio, ma intanto dal suo quartiere generale non arrivano segnali che possono confermare la sua partecipazione alle primarie: sino a ieri sera la sua macchina elettorale aveva il motore spento.

Le novità del giorno sono però altre: l’on. Loiero sarebbe deciso a volere le primarie anche se resterà da solo, senza competitori. Il motivo? Legittimare la sua candidatura a governatore della Calabria per sventare alcuni tentativi romani del suo partito, il Pd, che pare voglia riaprire le porte all’Idv.

Infatti, Bersani, che pare non avrebbe gradito gli esiti dell’assemblea di Gizzeria, ieri si è mosso, ha incontrato il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro: «Sto cercando – ha detto – di cercare una convergenza piena con l’Idv, anche in Campania e Calabria, come è avvenuto nelle altre 11 regioni». E Di Pietro si sarebbe detto d’accordo, ad una condizione: «Io in Campania sostengo De Luca, tu in Calabria mi appoggi Callipo».

E se a Roma si sta lavorando per questa soluzione, in Calabria si procede per la strada opposta: Agazio Loiero ha ribadito le sue intenzioni in un’intervista al “Corsera”: «Se non mi vorranno io sono pronto a fare le mie liste».

Se dovesse rinunciare Bova (come pare), – fanno sapere dal Pd – le primarie non si possono tenere perché lo statuto del partito non le prevede quando c’è un solo concorrente. C’è l’on. Franco Bruno che chiede di candidarsi. Ma, fanno sapere i soliti ben informati del Pd, che non è più possibile per due motivi: le primarie sono del Pd e Bruno ormai fa parte dell’Api (Alleanza per l’Italia di Rutelli) e poi la competizione è riservata ai soli candidati che avrebbero dovuto misurarsi il 17 gennaio, quando le primarie vennero sospese per l’annunciata “interlocuzione” con l’Udc.

In questo quadro così complesso non si possono fare previsioni. Il Pd naviga a vista e ogni ipotesi è possibile. E non è neanche da escludere un’imposizione dall’alto: l’accordo all’ultimo istante tra Pd, Idv e gli altri partiti di sinistra su Pippo Callipo. Ecco perché l’on. Agazio Loiero vuole primarie a tutti i costi.

Nella mattinata, prima delle notizie romane, il governatore aveva dichiarato: «Quello che conta, a questo punto, è che il Pd abbia ritrovato un’unità non formale, dopo mesi di disorientamento. Il fatto che domenica si svolgano le primarie sta a dimostrarlo. Saranno i calabresi a scegliere, c’è bisogno di una investitura popolare come io stesso ho spiegato ai delegati dell’assemblea di Capo Suvero».

Oggi, intanto, il Consiglio regionale è convocato per prendere in esame la legge elettorale e per votare la legge che riduce i costi di funzionamento del Consiglio. Ma c’è chi contesta la convocazione telegrafica 24 ore prima della seduta.

È il caso del vice capogruppo del PdL Alberto Sarra: «Oggi pomeriggio – afferma – prima della seduta del Consiglio il nostro coordinatore regionale, Peppe Scopelliti, ha convocato una riunione di gruppo. Io formulerò le mie riserve che ripeterò poi in aula. Non è una convocazione regolare e, quindi, le delibere saranno poi impugnate dal governo.

Ci vogliono i cinque giorni, perché non stiamo andando a trattare alcuna legge che riguarda eventi straordinari o calamità naturali, ma leggi che si sarebbero potute votare in qualsiasi momento della legislatura. La maggioranza ha avuto cinque anni di tempo, invece vuole ricorrere al fotofinish. Non è più possibile, a meno che non si vogliano considerare eventi straordinari o calamità naturali le lacerazioni interne del Pd.

Ma c’è di più: sono state già state già firmate le convenzioni con i prefetti. La macchina elettorale è partita. Con una nuova legge elettorale bisognerebbe rifarle e rinviare le elezioni perché non ci sono più i tempi. A chi giova tutto questo? Ci impegneremo a far votare la nuova legge elettorale quale prima atto della prossima legislatura. Le responsabilità di ciò che è successo non sono certo nostre, ma della divisioni della maggioranza».

Maurizio Feraudo, capogruppo di Idv, infine, chiede che venga rinviato il Consiglio perché da oggi a domenica è in programma il congresso nazionale di Italia dei valori. «E prassi vuole – scrive Feraudo – che per questi eventi vengano sospese le attività istituzionali del Consiglio. Come è stato già in passato».

Tonio Licordari

Gazzetta del sud

categorie: politica

Commenti

Una risposta a “Loiero pronto a fare le primarie da solo – Ancora Bova non si è pronunciato ma Bersani lavora per un’alleanza con l’Idv: Di Pietro voterebbe De Luca in Campania se Il Pd sosterrà Callipo – Oggi seduta del Consiglio sulla legge elettorale. Sarra contesta la convocazione, Feraudo chiede il rinvio”



  1. maria brunella 5 febbraio, 2010 18:12

    è na vrigogna. si preoccupano solo della loro poltrona e non dei veri problemi della Calabria.

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