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5 febbraio, 2010 

Porto, colto da malore uno degli 8 lavoratori “barricati” sulla gru a 44 metri d’altezza – Duro don Ioculano: grossissime e imperdonabili sono le inadempienze di Governo e Regione

GIOIA TAURO – Il terzo giorno di “resistenza” degli otto lavoratori del Porto sulla gru a 44 metri d’altezza, ha segnato un cedimento, per fortuna temporaneo, che ha fatto temere per la salute di uno di essi, colto da malore. Attraverso il cellulare, Francesco Ascone informa che in mattinata, il collega Silvio Gangemi ha accusato un malore ed è stato prontamente soccorso dalla dottoressa Simona Franco della postazione medica del Porto, coordinata dal responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale di Gioia dott. Giuseppe Zampogna.

La dott.ssa Franco si è arrampicata sulla gru, ha prestato le necessarie cure a Gangemi che aveva accusato un calo di pressione ed è rientrata solo quando l’operaio ha dimostrato di essersi ripreso ma non ha voluto scendere dalla gru «perchè – ha detto – intendo continuare fino alle estreme conseguenze assieme ai miei compagni».

Un altro episodio ha contribuito a caratterizzare lo spessore di solidarietà di cui godono questi ragazzi “candidati alla disoccupazione” in un territorio che, per posizione e potenzialità, avrebbe dovuto essere messo nelle condizioni di dare lavoro a tutto il Mezzogiorno. La visita del cappellano del Porto, don Natale Ioculano, che ha effettuato la “scalata” per portare una parola di conforto e per esprimere grande sostegno e piena solidarietà.

Don Natale, che aveva espresso l’intenzione di rimanere al fianco degli otto lavoratori, è stato costretto a scendere nel pomeriggio per adempiere ad alcune incombenze urgenti. Ma ha promesso di ritornare presto «perchè la lotta che portano avanti coraggiosamente e con gravissimo rischio della vita questi ragazzi è giusta e sacrosanta».

Don Natale ha avuto parole dure per «tutti quanti hanno responsabilità in questa inspiegabile vicenda di “calo” del lavoro in un Porto nel quale non è stato mai stato portato a termine un progetto serio per sconfiggere la disoccupazione. E’ perfettamente inutile che ognuno, sia a livello governativo che regionale e provinciale, venga a fare passerelle ed a riempirci di chiacchiere, perchè ormai non ci incanta nessuno.

Grossissime e imperdonabili sono le inadempienze di Governo e Regione che hanno bloccato la crescita di una struttura invidiabile e di un territorio “affamato” di lavoro. Questi ragazzi, abbandonati da ogni sorta di politica, giustamente dicono che non possono mollare.

Perchè hanno diritto al lavoro e l’obbligo di portare avanti le loro famiglie. E qui, nessuno vuole vivere di assistenzialismo. Sarebbe bene, quindi, che – ha concluso don Ioculano – aderendo alle sacrosante richieste di questi lavoratori, il Governo facesse un passo decisivo per affrontare i problemi del porto di Gioia Tauro».

Ieri le organizzazioni sindacali (Salvatore Larocca Filt-Cgil, Antonio Sigilli Fit-Cisl, Giuseppe Rizzo UilTrasporti, Francesco Cuzzucoli UglMare) hanno tenuto una conferenza stampa nella sede dell’Autorità portuale per sviscerare la problematica e auspicare segnali pronti e immediati dalle Istituzioni.

Pronestì del Coordinamento del Sul ha fatto sapere che oggi saranno dal prefetto Varratta «per chiedere che si faccia garante dell’esigenza ormai improcrastinabile dei lavoratori portuali di vedere il Governo impegnato a risolvere il problema Gioia Tauro».

Nella stessa giornata, davanti all’Autorità portuale sarà messo in atto un sit-in, cui parteciperanno i lavoratori liberi dal servizio, «per chiedere all’Authority, che rappresenta il Governo nell’area portuale, di intervenire direttamente sui ministri competenti».

E continuano a giungere espressioni di solidarietà ai portuali di Gioia. «Noi siamo con loro” afferma il sen. Luigi De Sena, rilevando come «la situazione in cui versano i lavoratori del Porto di Gioia Tauro è drammatica. Oltre ad esprimere la mia più totale vicinanza e solidarietà ai manifestanti ritengo indispensabile un immediato intervento del Governo e della Regione».

Rosa Villecco Calipari, vice presidente gruppo Pd, intervenendo alla Camera ha detto che «nonostante il premier e il Consiglio dei ministri continuino a sottolineare che la Calabria sia una loro priorità assoluta, la politica miope dell’esecutivo rischia di pregiudicare il futuro del Porto».

E Pippo Callipo si dice «addolorato per quanto sta accadendo a Gioia Tauro: la colpevole sottovalutazione dei problemi del porto più importante del Mediterraneo da parte del Governo rischia di essere la miccia che farà deflagrare la polveriera sociale che è diventata la Calabria».

Ancora, «il malore che ha colpito uno dei lavoratori impegnati nella protesta sulla gru ripropone la drammatica condizione occupazionale di uno scalo su cui l’economia regionale aveva fatto grande affidamento» afferma il sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti che esprime «solidarietà alle maestranze in lotta», paventando «la perdita di nuovi posti di lavoro» e stigmatizzando «il mancato protagonismo della Regione nell’impedire il ridimensionamento di uno scalo al centro della concorrenza nazionale e internazionale».

Per Roberto Castagna, segretario generale Uil Calabria «il Porto di Gioia Tauro nonostante la contrazione della produzione mondiale mantiene ancora un primato nel panorama nazionale. Una cosa è certa: nessuno deve dimenticare i 400 lavoratori di Gioia, in questa Calabria con la politica impegnata a parlare quasi esclusivamente di elezioni».

Vincenzo Toscano

Gazzetta del sud

categorie: Notizie Reggio Calabria, lavoro

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