9 febbraio, 2010 

Omicidio Brogna, tensioni tra le parti prima dell’udienza – La difesa rinuncia – Domani si torna davanti al Gup. Emanuele Valenti ritenuto il responsabile del gravissimo fatto di sangue

VIBO VALENTIA – Dolore, rabbia e anche paura ieri davanti all’ingresso del Tribunale all’arrivo di Emanuele Rocco Valenti, 22 anni, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio di Michele Brogna, il giovane di 25 anni, ucciso il 18 febbraio dello scorso anno con due colpi di fucile alla testa nelle campagne di Zammarò, frazione di San Gregorio d’Ippona.

Ad aspettare l’arrivo del cellulare scortato dalla Polizia penitenziaria, proveniente dalla Casa Circondariale, c’erano sia i familiari del detenuto che quelli della vittima. I congiunti di Brogna indossavano una maglietta con l’immagine del proprio figlio, come per dire: non ti dimenticheremo e andremo avanti fino a quando non sarà fatta giustizia.

Momenti di tensione di fronte ai quali è stato necessario l’immediato intervento di polizia, carabinieri e agenti della Questura, sotto le direttive del dirigente della squadra Mobile, Maurizio Lento.

Nessun problema per il detenuto che per ragioni di sicurezza è stato fatto entrare dall’ingresso secondario del palazzo di Giustizia e accompagnato nella cella di sicurezza al secondo piano, in attesa dell’udienza preliminare davanti al gup Lucia Monaco. Mentre le parti offese sono state identificate e fatte entrare in aula dall’ingresso principale.

In un primo momento si temeva che la situazione potesse sfuggire di mano. Per fortuna così non è stato, nessun contatto è stato registrato tra i familiari della vittima e dell’imputato.

In ogni caso attorno all’udienza si è creato un clima piuttosto pesante, o ritenuto tale dagli avvocati della difesa, Francesco Stilo e Massimiliano Cimato, i quali preliminarmente hanno chiesto al Gup un rinvio dell’udienza. Identica richiesta è stata avanzata da parte dell’imputato il quale ha dichiarato al giudice di non sentirsi tranquillo.

Richieste di fronte alle quali si è opposto il pubblico ministero Fabrizio Garofalo, anche in considerazione del fatto che il 18 febbraio prossimo scadono i termini di custodia cautelare. E di fronte alla decisione del giudice di andare avanti i difensori hanno rinunciato al mandato, al punto che la difesa di Valenti è stata affidata a un legale d’ufficio, l’avvocato Giuseppe Bardari, il quale ha chiesto e ottenuto i termini a difesa, mentre l’udienza è stata fissata per domani alle ore 10. Le parti offese ieri in aula erano rappresentate dall’avvocato Maria Grazia Manco.

Nonostante sia stata già fissata l’udienza preliminare per il principale imputato, sull’omicidio di Michele Brogna le indagini vanno avanti. La Procura di recente ha iscritto sul registro degli indagati, Vincenzo Carrà, 25 anni, anche lui residente in città e ritenuto tra i partecipanti alla spietata esecuzione.

Gli inquirenti, dalle indagini sviluppate e dalle perizie effettuate sul fucile calibro 12 utilizzato per l’efferato delitto, sono arrivati ad ipotizzare un ruolo attivo di Carrà nei drammatici fatti del 18 febbraio dello scorso anno. Ma secondo quanto comincia ad emergere dalle indagini, anche sulla base di alcune intercettazioni, alla eliminazione di Michele Brogna oltre al Carrà avrebbero partecipato altre due persone, le cui posizioni continuano a essere meglio valutate.

Il giovane è stato ucciso con due colpi di fucile sparati quasi bruciapelo. Il suo giustiziere lo riteneva responsabile di averlo indicato «un infame», ovvero un confidente dei carabinieri di San Gregorio d’Ippona. Accusa che Brogna ha sempre respinto energicamente. Ma, evidentemente, tutti i tentativi di chiarimento dei giorni precedenti l’omicidio non hanno dato gli esiti sperati.

Un primo contatto tra Michele Brogna ed il gruppo che orbitava attorno al Valenti c’era stato la sera del 17 febbraio, intorno alle 22,20: Brogna, che si trovava insieme alla sua ragazza venne invitato con toni minacciosi a salire in auto, una Bmw nei pressi di piazza Municipio. Ma, evidentemente, il “colloquio” non diede alcun risultato.

I contatti si susseguirono il giorno successivo, addirittura nei pressi della scuola “Don Bosco” si verificò anche un’aggressione nei confronti di Brogna dalla quale scaturì una vera e propria sfida da regolare fuori città, a San Gregorio d’Ippona dove Michele Brogna, purtroppo, fu ucciso.(n.l.)

In sintesi

Tensioni ieri attorno all’udienza preliminare a carico di Emanuele Rocco Valenti, 22 anni, di San Gregorio d’Ippona, ritenuto l’esecutore materiale dell’uccisione di Michele Brogna, 25 anni, falegname, residente in città.

I parenti dell’imputato e della vittima, anche senza venire a contatto si sono fronteggiati davanti all’ingresso del Tribunale. I congiunti della vittima hanno indossato una maglietta con la stampa della vittima come per dire: andremo avanti finché non avremo giustizia.

In aula i legali dell’imputato hanno prima chiesto il rinvio dell’udienza per motivi di sicurezza, ma polizia e carabinieri presidiavano il palazzo di Giustizia, e poi hanno rinunciato all’incarico. Contrario al rinvio il pm Fabrizio Garofalo; il giudice ha nominato un legale d’ufficio. Domani si torna in aula.

Gazzetta del sud

categorie: Notizie Vibo Valentia, cronaca

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