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Dissesto idrogeologico, Protezione Civile ed A.FO.R.: Analisi di un coordinamento mancato – Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta a Bertolaso dall’ Ing. Francesco Antonio Fagà

Stimatissimo Dott. Bertolaso,

Mentre la Calabria vive uno dei peggiori momenti della storia del suo millenario dissesto idrogeologico, la discussione politica sembra tutta tesa più ad individuare responsabilità (con classiche e consumate operazioni di "scaricabarile") ed a invocare l’intervento dello Stato Centrale mediante la Protezione Civile Nazionale e, soprattutto, la richiesta di fondi per poter superare l’emergenza.

Eppure, il Capo della Protezione Civile Nazionale dott. Bertolaso, da anni, dice e scrive sulla situazione del sistema calabrese di Protezione Civile; ricordo solo sommessamente le parole nella relazione tenuta in Commissione Ambiente del Senato in data 04.02.2009, a seguito degli eventi calamitosi di natura idrogeologica verificatisi in Calabria nel periodo novembre 2008 " gennaio 2009 dove riferiva testualmente: "…. È da chiedersi quanti Piani di emergenza, pur davanti ad una chiara identificazione delle situazioni pericolose, siano stati predisposti dalle Amministrazioni Comunali." e – continuava Bertolaso, riferendosi alla situazione calabrese nella risposta agli eventi calamitosi " "… si tratta di azioni non sistemiche né sistematiche, ossia che si limitano a fronteggiare l’evento in corso, prescindendo da un’attività ordinaria di preparazione e pianificazione che al contrario, in Calabria, si rivela assolutamente inadeguata. …" e – concludeva Bertolaso " "… si ritiene che l’attuale organizzazione della protezione civile calabra se in qualche modo riesce a fronteggiare eventi localizzati, laddove non contemporanei e diffusi in ampie aree o in più provincie, risulterebbe totalmente inadeguata in caso di eventi a maggiore scala che richiedono necessariamente un’attività di preparazione e, in emergenza, un’azione forte di coordinamento…".

…. Come volevasi dimostrare ….

Allora, evidentemente, oltre ai fondi necessari, occorre avere un’idea di come intervenire in Calabria in difesa dalle situazioni di diffuso dissesto idrogeologico; e, si badi bene, bisogna superare la retorica professione di fede che ciascun attore politico, e purtroppo anche tecnico, proferisce prima di iniziare a parlare: "la Calabria è una terra a rischio idrogeologico … gli eventi piovosi di questi giorni sono stati eccezionali … nessuno si poteva aspettare tutto questo …. mancano i fondi ….".

Dopo anni di interventi puntuali, volti a rattoppare questa o quella situazione delimitata, è giunta l’ora di rendersi conto che, senza un’idea strategica, non si va da nessuna parte e, come Calabresi, continueremo a piangere sulle nostre disgrazie affidandoci soltanto alla Bontà Divina alimentando così la nostra atavica "rassegnazione".

In Calabria, infatti, le cose peggiori si verificano oltre che per le situazioni naturali oggettive (assetto idrogeologico assai critico) anche, e soprattutto, per la mancata applicazione di Leggi Nazionali e Regionali (tralascio per il momento la cattiva gestione del territorio da parte dei Comuni) e, come vedremo, addirittura il sistematico e volontario smantellamento di un’ingegneria istituzionale che avrebbe permesso di dare concrete risposte.

Mi riferisco, in particolare, allo smantellamento dell’Azienda Forestale della Calabria, Ente strumentale dell’Ente Regione, commissariata da alcuni anni per porla in liquidazione, con una dotazione organica di circa 8.000 Operai Idraulico Forestali (OIF) in gran parte oggi inoperosi rispetto al compito a cui erano preposti.

Di tutto questo, nessuno dà conto ai cittadini calabresi, mentre molti si ricorderanno bene del ruolo importante che gli OIF ebbero in alcune emergenze calabresi, come, ad esempio quella di Borgia nel 2004 (Chiedere al Dott. Moscardini del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile).

La mancata presenza dell’A.Fo.R. nel sistema di protezione civile calabrese, non solo nell’emergenza ma anche e soprattutto nella fase di prevenzione, fanno sì che il sistema regionale di protezione civile risulti monco di una componente importante: 8.000 uomini distribuiti a difesa del territorio regionale sono un esercito che, se strutturato nella sua operatività, può dare risposte concrete; si tratterebbe di assegnare una media di 20 uomini sui 409 Comuni calabresi tutti classificati ad alto rischio idrogeologico così come anche confermato dall’ultima indagine di Legambiente.

Niente di straordinario … soltanto una straordinaria applicazione dell’ordinario ….; la Legge istitutiva dell’A.Fo.R., infatti, concepita quasi contemporaneamente all’istituzione del Sistema Nazionale di Protezione Civile (L. 225/92), in base all’art. 9 della Legge Regionale 19 Ottobre 1992, N. 20 – Forestazione, difesa del suolo e foreste regionali in Calabria " nasce con lo scopo di "disciplinare gli interventi in materia di forestazione ed assicurare la gestione delle foreste regionali al fine di: a) migliore le funzioni produttive e sociali dei boschi esistenti;

b) concorrere alla tutela dell’ambiente ed alla difesa idrogeologica del territorio;

c) concorrere alla valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali e turistiche nelle aree interne collinari e montane;

d) concorrere al miglioramento delle condizioni di vita e di sicurezza delle popolazioni interessate."

Se la situazione non fosse oggi grave, verrebbe da sorridere a ricordare che la Regione Calabria emanò, nel 1997 una Legge Regionale definita ORGANICA per la Protezione Civile in Calabria (Legge Regionale 10 febbraio 1997, n. 4 " Legge organica di protezione civile della Regione Calabria); di fatto, oggi, mancando l’A.Fo.R. … l’organicità di quella Legge viene minata alle sue fondamenta; quella Legge regionale sanciva (comma 6 " art. 21 L.R. 04/97) che "Il personale addetto alla Protezione Civile potra’ essere collocato nelle strutture A.FO.R. che nel periodo estivo provvedono al servizio antincendio boschivo e conseguentemente integrato con lo stesso personale O.I.F. (Operai Idraulico Forestali) all’uopo formato e specializzato. Tra la Struttura di Protezione Civile e l’A.FO.R., si predisporranno programmi congiunti idonei alla prevenzione delle calamita’ nel settore idraulico forestale, programmando incontri periodici e dando vita ad una comune azione di monitoraggio."

Registriamo, pertanto, oltre al dissesto idrogeologico in atto, anche quello istituzionale ed operativo, sia per quello che riferiva al Senato, già nel febbraio 2009, il Capo della Protezione Civile Nazionale Dott. Bertolaso, sia per le "politiche" di difesa del suolo messe in campo dal governo regionale.

Riferiamo questo non per mera polemica ma, per proporre una soluzione; chi scrive, infatti è mosso, come il Capo della protezione Civile Italiana, dallo stesso sentimento di "orgoglio di ammantarsi del tricolore", dalla stessa passione civile, ed è abituato a proporre soluzioni oltre che individuare i problemi, operando nella cultura del "solving problem" piuttosto che in quella del mendicare e del "pianto greco".

Atteso che è quindi necessario pensare, anche rapidamente,a stanziare sì fondi per fronteggiare l’emergenza, ma, anche e soprattutto, di organizzare una risposta sistematica sul territorio con azioni di prevenzione.

In tutto questo, il recupero della funzione degli OIF e dell’A.Fo.R., nell’attività di monitoraggio, manutenzione idraulico forestale del territorio ma anche nella realizzazione di opere di ingegneria naturalistica sarebbe un contributo concreto ad una risposta che deve essere organica e complessa, perché fisiologico e complesso è il fenomeno del dissesto idrogeologico diffuso in Calabria.

Si impegnino l’A.Fo.R. e gli OIF nella costruzione delle opere di difesa del suolo, individuate a loro volta in un Piano Operativo Regionale di contrasto al dissesto idrogeologico, metteremmo così a disposizione un patrimonio di risorse umane e di professionalità non indifferente.

La saluto cordialmente con aumentata stima ed affetto

Ing. Francesco A. Fagà " Disaster manager

1 commento

  1. mimmo 19 maggio 2010 alle 22:12

    Bravo bravissimo ingeniere ma niente di nuovo mondo vecchio ascoltato da nessuno.I politici un mondo di blabla continuo,la soluzione per la calabria non la vuole nessuno troppi interessi in gioco sia da destra che da sinistra(TERRA DI VOTI ELETTORALI).Bello il suo progetto ma niente di piu la calabria deve rimanere cosi .Che importa al signor bertolasso del dissesto idrogeolico diffuso in calabria. OPERAIO AIB

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