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Narcotraffico, chiesti 468 anni di carcere – Alla sbarra 26 imputati. I rapporti con le ‘ndrine della Locride e le ramificazioni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania

REGGIO CALABRIA – Dure, durissime le richieste del pm Nicola Gratteri nel processo “Chiosco grigio”. Per i ventisei imputati di narcotraffico che hanno scelto il rito abbreviato il rappresentante dell’accusa ha chiesto condanne che variano dai 17 ai 20 anni. Complessivamente le richieste ammontano a 468 anni e 6 mesi di reclusione e multe per 765 mila euro. La requisitoria di Gratteri ha assorbito l’udienza del processo che si sta celebrando nell’aula bunker di viale Calabria davanti al gup Santo Melidona.

La condanna a 20 anni di reclusione e pagamento di 50 mila euro ciascuno è stata chiesta per cinque imputati, considerati come elementi di spicco dell’organizzazione di narcotraffico. Si tratta di Pietro Amante, Rocco Giuseppe Callipari, Marco Conti, Gianluca Miserocchi, Salvatore Trimboli.

Il processo “Chiosco grigio” nasce dall’inchiesta della Guardia di Finanza sulle attività di un’organizzazione legata alle ‘ndrine della Locride. Un’organizzazione intermediaria tra compagini criminali straniere, tutte dedite alla gestione dei trasporti da Sud America e Medio Oriente, e quelle italiane, interessate allo smercio. Il gruppo criminale finito nel mirino della Dda, in grado di piazzare fino a sessanta chilogrammi di cocaina al mese, sfruttava le moderne tecnologie e i carichi di cocaina li ordinava anche via e-mail.

La “neve” attraversava l’oceano. Dalla Colombia arrivava in Spagna dove avveniva lo stoccaggio. E la stessa operazione veniva eseguita in terra iberica con l’hascisc proveniente dalla Turchia in quantità industriali. Dalle indagini coordinate dal procuratore Giuseppe Pignatone e dirette dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri è emerso che a dirigere le operazioni e a controllare affari da capogiro c’era una struttura che aveva solidi collegamenti con le ‘ndrine della Locride.

Con l’operazione “Chiosco grigio”, condotta il 10 febbraio dello scorso anno, era stata decapitata e disarticolata l’organizzazione collegata alle cosche Cua-Rizzieri di Natile di Careri e Mazzaferro di Gioiosa Jonica, e con ramificazioni logistiche in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania. La scelta del nome da dare all’operazione era legata al luogo dove abitualmente alcuni indagati si davano appuntamento per i loro affari.

In esecuzione dell’ordinanza emessa dal gip distrettuale Filippo Leonardo, i finanzieri del Gico, con il supporto del servizio centrale di Roma, avevano arrestato 28 dei 35 indagati.

La raffica di arresti aveva rappresentato la conclusione di due anni di intense attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, di appostamenti, pedinamenti e osservazioni che hanno consentito alla Guardia di Finanza di sequestrate oltre 160 chilogrammi in Spagna durante un servizio svolto in collaborazione con la polizia iberica, e 10 chilogrammi di cocaina in territorio nazionale.

In sede di udienza preliminare la maggior parte degli imputati ha scelto il rito abbreviato. Il gup Melidona ha programmato il calendario degli interventi dei difensori, gli avvocati Eugenio Minniti, Antonio Nocera, Sergio Onesti, Pino Verdirame, Marco Cavaliere, Margherita Libri, Carlo Maria Romeo, Biagio Di Vece, Giacomo Iaria, Mario Murgo, Annunziato Alati, Antonio Managò, Domenico Neto, Carlo Alberto Zaina, Gaetano Tanfi, Covazzi, Margherita Conte, Raffaele Riccio, Gaetano Lipiani, Emanuele Crozza, Enrico Barillaro, Giovanni Taddei, Mauro Bottoni, Wanda D’Amico, Roberto Gritti, Salvatore Cavallaro, Francesco Bracciani, Raffaele Guarda, Francesco Calabrese, Andrea Mecca, Giovanna Araniti.

LE RICHIESTE

Pietro Amante 62 anni, Messina – 20 anni e 50 mila euro

Giampietro Amoruso 60 anni, Roma – 17 anni 6 mesi e 40 mila euro

Valter Anzil 44 anni, Torino – 17 anni di reclusione

Salvatore Bueti 55 anni, Scilla – 17 anni e 45 mila euro

Rocco Giuseppe Callipari 46 anni, Careri – 20 anni e 50 mila euro

Paolo Capineri 39 anni, Aulla (Massa) – 18 anni e 40 mila euro

Rocco Coluccio 35 anni, Marina di Gioiosa – 17 anni

Marco Conti 44 anni, Milano – 20 anni e 50 mila euro

Franco Cortellessa 39 anni, Roma – 17 anni e 40 mila euro

Ani Cubaniti 33 anni, Alessandria – 17 anni e 40 mila euro

Carmelo D’Angelo 51 anni, Centola (Salerno) – 18 anni e 45 mila euro

Lorenzo D’Angelo 37 anni, Milano – 17 anni e 6 mesi

Giovanni Di Fazio 41 anni, Torino – 17 anni e 6 mesi

Salvatore Femia 43 anni, Roccella Jonica – 19 anni

Bruno Ferrò 34 anni, Natile di Careri – 18 anni e 45 mila euro

Alberto Gaviano 47 anni, Roma – 18 anni e 45 mila euro

Stefano Germanò 56 anni, Delianuova – 17 anni

Roberto Bernardo Masera 50 anni, Vigevano – 17 anni e 40 mila

Luca Mazzaferro 33 anni, Marina di Gioiosa Jonica – 18 anni

Gianluca Miserocchi 39 anni, Roma – 20 anni e 50 mila euro

Giancarlo Picerna 39 anni, Torino – 17 anni e 6 mesi

Maurizio Paraninfo 45 anni, Palermo – 17 anni e 6 mesi

Massimo Schenone 48 anni, Genova – 18 anni e 45 mila euro

Gianfranco Sedda 67 anni, Cagliari, 17 anni e 45 mila euro

Maurizio Suraci 51 anni, Reggio Calabria, 18 anni e 45 mila euro

Salvatore Trimboli 51 anni, Alessandria – 20 anni e 50 mila euro

Paolo Toscano

Gazzetta del sud

9 commenti

  1. PIERO GALEAZZI 11 febbraio 2011 alle 17:10

    vincenzo pipicella INNOCENTEEEEEEEEEEE………….INNOCENTE INNOCENTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE GRATTERI SEI UN ROVINA FAMIGLIE…DIO STA IN ALTO E VEDE TUTTO..PAGHERAI QUANDO ARRIVERA LA TUA ORA ,DOVRAI FARE I CONTI CON LUI IL NOSTRO PADRE ETERNO…….

  2. panarinfo 29 gennaio 2011 alle 18:27

    sono panarinfo e per tutto questo non ho parole

  3. gianluca 14 maggio 2010 alle 20:47

    io ancora non me ne rendo conto che sia successo….e non me ne faccio una ragione aver preso 16 anni piu di tutti nel processo solo per aver pensato di fare…ma si puo condannare qualcuno per questo?…il giusto anche se non fosse giusto un tentativo…ama quale associazione che non conosco nessuno e con la calabria non so niente non ci sono mai stato e non conosco nessuno…solo un buggiardo che parlava tanto al telefono ma che alla fine ninete e andato in porto….processo per sognare? di fare una cosa…..assurdo e continuo assurdo…chiunque mi vogli ainterpellare sono qui per ogni chiarimento…sono gia 8 anni che sono recluso e l mia vita e veramente distrutta…e meno male che la legge e uguale per tutti…io non faccio parte dei quei tutti…

  4. gianluca 12 maggio 2010 alle 18:41

    dopo quello che e uscito oggi da una sentenza scandalo dove tante persone sono state condannate solo per aver parlato a telefono e senza nessun contatto con questa andrangheta che forse va tanto di moda in questo periodo mi vergogno di essere italiano,,,un giorno ci arresteranno solo per aver sognato un reato…non ci sono parole ma solo la descrizione di come possono rovinare la vita delle persone…fiumi kili di cocaina ma da dove…dove stanno…non ci sono sequestri ma solo chiacchere che tutti se ne sono resi conti compresi gli inquirenti…..dopo questo non penso di aver cose da aggiungere e non rimane che star ancora piu male….

  5. clara 1 aprile 2010 alle 20:23

    ma xk lo hai fatto? Ormai c’è il tuo nome dappertutto!

  6. clara 1 aprile 2010 alle 15:53

    papa’ mi vergogno di te…

  7. paolo 6 marzo 2010 alle 14:30

    sinceramente non riesco a capire cosa stà sucedendo in italia,io qui inquisito solo perchè la mamma di mia figlia è colombiana,quindi frequentavo la colombia,e ho conosciuto una persona italiana a 10000 km da casa mia,e non sapendo chi era mi sono scambiato i numeri di telefono e ho parlato con lui e i suoi amici per 10-dieci giorni nel novembre 2004 senza fare assolutamente niente,ripeto NIENTE,stò rischiando 18 anni di carcere per cosa?questo è il mio paese?quando c’è gente che uccide e rimane in carcere un anno?vorrei un consiglio,cosa dovrei fare della mia vita!!!devo dire che amo il mio paese?non uso e non vendo droga,e guardate cosa mi stà succedendo.

  8. pietro 26 febbraio 2010 alle 21:05

    BUANA SERA, sono nuovamente qui a scrivere perche’ la verita’ e quella che dovrebbe trionfare su tutto, e su tutti, non voglio negare che ci siano persone al di fuori della legge, e che sinceramente pregiudicano le altre persone questo si esiste , ma e vero anche che la societa’ per niente aiuta a chi purtroppo a commesso alcune sciocchezze dovute a necessita, e come sempre paga il pesciolino e non la balena, e ci sarebbero un millione di esempi da fare vedi ultimo il caso telecom ecc ecc. Io mi domando se qualcuno sa’ la realta’ che si incontra un ex detenuto una volta fuori ed inmerso nuovamente nella societa’, senza un lavoro senza nessun aiuto, e se eventualmente lo incontra e ridicolo, quanti sanno della famosa borsa lavoro….. bhe alcuni si ma tanti tantissimi disconoscono la realta’ in pratica mi dovete dire come fa una persona a poter vivere e far vivere la propia famiglia con 400 euro al mese che gli danno, facendo 8 ore di lavoro, bho sfido chiunque a riuscirci, e questa e una delle tante ragioni che un ex detenuto ricommette reati, lo so non e una scusante, pero lo stato cosa fa in merito ………niente…. e meno l’opinione publica, solamente puntare il dito su questo ho su quello. E tutto questo perche’…….. non ci sono fondi jajajajajja ovvio………… dove vanno a finire……….SICURAMENTE NON NELLE TASCHE Degli EX DETENUTI… ED ultima cosa vorrei sapere perche’ in Italia si condannano persone senza prove concrete cioe’ senza nessun riscontro reale nei maggior casi non ci sono prove concrete ma riscontri aprossimativi c’e’ l’abitudini di tutti a condannare sulla reciditivita ho sul tentativo, e perche’ in molti altri paesi questo non succede??????????????????Grazie e buana sera

  9. pietro 26 febbraio 2010 alle 18:28

    Buon giorno, ho letto l’articolo, e voglio fare un chiarimento al quanto importante solamente per dire che in tutta quella lista ci sono persone veramente innocenti che stanno rischiando 18 anni di carcere per niente solo per il semplice fatto di aver fatto una chiamata al cellulare di un amico e questa per me non e giustizzia. Altro chiarimento e che come sempre in alcuni articoli si esagera sempre, come anche le forze dell’ordine esagerano, per far si che la loro operazione sia piu’ grande del reale,da quello che io sappia in realta’ c’e’ stata una cospirazzione al narcotrafico ma mai e entrato neanche un solo grammo di tutti quei 50 60 k che parlano mensuali, e non c’e’ nessuna ndangata o ndrigata dietro a tutto questo, solo per il fatto che ci siano Calabresi cio’ non vuol dire che siano appaertenenti a nessuna cosca, e che iL dott Gratteri a volte esagera e a volte no… in questo caso si sta enormemente sbagliando con le condanne di alcuni imputati due nomi per esempio…. Giancarlo Picerna e uno e l’altro e Maurizio Panarinfo, due persone al 100 per 100 innocenti, e come loro penso che ci saranno altri,se uno deve essere condannato solamente per il fatto di chiamare un amico ho anche magari per vedersi con un amico non so la giustizzia Italiana dove andra a finire di sto passo, ci sono dei strani pregiudizzi a confronto dei pregiudicati, LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI…. cosi e scritto nelle aule dei tribunali. Pero ci dimentichiamo che…. pero NON TUTTI SIAMO UGUALI PER LA LEGGE…………………..E questo mi sembra un processo strano molto strano, dove si condannano persone innocenti, e come ripeto e solamente basato su intercettazioni che alla fine non hanno mai portato a sequestri di ingenti quantitativi da come parlano…..e sinceramente mi sembrano esagerate le condanne per solo cospirazzione………………….. con questo chiudo e vi invio un saluto a tutti…………

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