MAIERATO (VV) – Si è conclusa ieri la seconda fase del piano di rientro degli abitanti a Maierato. Altre 700 persone, infatti, hanno raggiunto le proprie abitazioni. A conti fatti, dunque, sono circa mille e 900 i residenti rientrati. Il problema rimane adesso per i 400 della “zona rossa” costretti a rimanere, a tempo indeterminato, ancora fuori dalle loro case.
Un problema di non poco conto di cui si son fatti carico, sin da subito, il prefetto Luisa Latella e il sindaco di Maierato Sergio Rizzo intenzionati a trovare soluzioni confortevoli e dignitose per quanti sono rimasti sfollati, anche se ogni scelta sarà subordinata alla disponibilità dei fondi.
Per questo motivo si è in attesa dell’ordinanza che farà seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza. Maierato, infatti, come ha anche ribadito il capo della Protezioni civile Guido Bertolaso viene considerato emergenza nazionale.
Ancora per qualche giorno i bambini dell’elementare e i ragazzi della media del piccolo centro continueranno a fare lezione nelle otto aule messe a disposizione dalla Scuola di polizia, che provvede anche al loro trasporto fino al centro di raccolta allestito nell’area del parco commerciale. Si tratta di una soluzione provvisoria destinata a rientrare nei prossimi giorni con l’apertura della scuola in paese.
Sebbene gli sfollati nelle case non possano per il momento rientrare, molti di loro quotidianamente scendono a Maierato per controllare quanto sono stati costretti a lasciare. Il tempo a loro disposizione è limitato, però è un modo come un altro per mantenere saldo il rapporto e il legame con la propria vita.
«Il nostro unico desiderio è di poter tornare presto a casa " evidenziano " allo stesso tempo però vorremmo capire cosa abbiamo sotto i piedi o meglio cosa sta accadendo in quella zona. Il sottosegretario Bertolaso ha parlato di un fenomeno rarissimo e per questo riteniamo che gli studiosi debbano andare fino in fondo e ricercare le cause scientifiche di quanto si è verificato».
E altri aggiungono: «Si è parlato di liquefazione della frana, di un processo che volgarmente scioglie la terra e la fa diventare un mare di fango; un fenomeno innescato da forti terremoti, ma qui di terremoti non ce ne sono stati. Ecco perché chiediamo agli esperti di fare chiarezza e di poterci chiaramente dire se il fenomeno potrà verificarsi ancora, perché noi su quella terra vorremo continuare a vivere con le nostre famiglie».
Intanto a Maierato continuano a essere attivi i tanti volontari di Protezione civile che in questi giorni hanno cercato di alleviare, il più possibile, ogni tipo di disagio alla popolazione sfollata e si sono mobilitati accanto a tecnici e vigili del fuoco per altri tipi di lavori. Ieri mattina a Maierato è anche intervenuta una squadra Saf dei vigili del fuoco di supporto ai tecnici della Provincia per il posizionamento di alcuni sensori.
La Croce rossa, invece, sta seguendo il rientro della popolazione a Maierato. I volontari della Cri, provenienti da tutta la regione, infatti, in collaborazione con il Comune stanno provvedendo al censimento dei nuclei familiari e alla consegna dei pass.
Al contempo viene presa nota delle esigenze e delle necessità dei residenti in modo da agevolare quanto più possibile il ritorno alla normalità.
Nel frattempo rimane operativo il posto medico avanzato di Maierato allestito dalla Cri e prosegue l’assistenza alle famiglie ancora sfollate.
Marialucia Conistabile
Gazzetta del sud
1 commento
fedele 25 febbraio 2010 alle 12:46
quattrocento sfollati , ancora si parla di sfollati in italia nel terzo millenium ma si parla solo di aiuti umanitari per extracomunitari e non si parla di aiuti umanitari per i nostri connazionali il papa ha un cuore grande sicuramente prenderà a cuore tutto questo , il sud sta morendo nessuno parla , il sud lasciato nella sua fossa a morire lentamente e nessuno se ne accorge .
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.