gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 18 ospiti, 10 bot

Operaio ucciso a Desio, fermati i figli – In manette i due ragazzi di 18 e 15 anni. L’ipotesi è quella di una lite degenerata all’ora di cena – Il delitto mercoledì sera: due colpi di pistola in casa

MILANO – I carabinieri di Desio hanno fermato i due figli di 15 e 18 anni di Cosimo Agostino, l’operaio di 44 anni ucciso mercoledì sera a Desio con due colpi di pistola sparatigli nella sua abitazione. L’ipotesi di reato sarebbe per il momento quella di omicidio non premeditato. Non si esclude che tra il padre e i due figli sia scoppiata l’ennesima lite all’ora di cena: la tavola era apparecchiata per quattro.

I due ragazzi, fermati giovedì mattina. sono stati portati in caserma in attesa di essere interrogati dal magistrato che valuterà gli elementi di prova raccolti dai carabinieri. È ancora al vaglio invece la posizione della madre. Era stata lei, infatti, a scoprire il cadavere, mentre era stata la sorella, che abita nella casa di fronte, a chiamare il 118.

LE LITI IN CASA – Da subito gli inquirenti avevano puntato le indagini nell’ambito familiare. Da tempo in casa Agostino regnava un’atmosfera molto turbolenta. Pare che il motivo fossero le scarse risorse economiche. Cosimo, la vittima, dopo aver aperto e chiuso per fallimento prima un bar a Riace e poi un negozio d’abbigliamento a Bovisio Masciago, lavorava in modo precario presso una ditta di ferramenta a Novate Milanese. Il suo reddito era però insufficiente e insicuro e ciò provocava violente discussioni tra le mura domestiche.

IL CAMERAMAN AGGREDITO – A poche ore dal delitto i due ragazzi, insieme a una banda di coetanei, avevano tentato di aggredire un cameraman che si era recato a Desio per filmare il luogo dell’omicidio. Sembrerebbero quindi svanite le ipotesi di un qualche collegamento con i precedenti penali per reati legati agli stupefacenti della vittima. Precedenti che, tra l’altro, risalgono a una ventina di anni fa. C

osì come non avrebbe attinenza con il delitto la morte del fratello di Cosimo Agostino, avvenuta anni fa in Calabria, regione di cui la vittima era originario. L’uomo aveva precedenti anche per detenzione di armi da fuoco e che la pistola che l’ha ucciso non era detenuta in modo legale. I vicini hanno raccontato di frequenti liti nell’appartamento: in alcuni casi, a sedarle erano dovuti intervenire i carabinieri.

corriere.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.