26 febbraio, 2010 

Riace, si scava nei rapporti di Agostino vittima di una feroce esecuzione – Nell’agosto nel 1998 fu assassinato il fratello Vincenzo di fronte alla pizzeria del padre

ROCCELLA (RC) – Freddato con due colpi di pistola semiautomatica, uno alla fronte e l’altro al cuore. Un’esecuzione compiuta da un killer spietato e freddo. Così, nella tarda serata di mercoledì scorso, è stato assassinato in Lombardia nel cuore della Brianza, a Desio, grosso centro situato vicino Monza, Cosimo Salvatore Agostino, 44 anni, operaio, originario di Riace.

In Brianza, unitamente alla famiglia (moglie e due figli maschi), Agostino, noto alle forze dell’ordine per reati in materia di armi e droga risalenti però, rispettivamente, al 1983 e al 2000 ed ex sorvegliato speciale, si era trasferito, dopo un periodo di “arresti” domiciliari fatto nella cittadina riacese, agli inizi degli anni 2000. La vittima dopo aver chiuso, alcuni anni fa, il proprio negozio di abbigliamento a Bovisio Masciagò si era data da fare trovando occupazione, come operaio, in un’azienda di ferramenta.

L’omicidio di Agostino è avvenuto nell’appartamento della vittima in via Partigiani d’Italia, all’ultimo piano di un quartiere di case popolari alla periferia sud della cittadina della Brianza. A trovare il cadavere è stata una congiunta di Agostino che a quanto pare, udendo i colpi di pistola, si è precipitata nella casa del familiare trovandolo però già morto.

Il corpo dell’uomo era riverso a pancia in giù, il volto schiacciato sul pavimento e attorno al cadavere già una larga chiazza di sangue. L’omicidio di Cosimo Salvatore Agostino è, a distanza di oltre 36 ore dal delitto, ancora avvolto dal mistero. Un mistero che resta tutto da chiarire per gli stessi carabinieri di Desio e di Monza, che stanno scavando nella vita dell’operaio calabrese per capire chi avrebbe deciso e compiuto il brutale delitto.

La moglie dell’uomo, con il quale viveva insieme ai due figli di 18 e 16 anni, è stata interrogata a lungo dai militari e dai magistrati. Almeno per il momento gli inquirenti non se la sentono di escludere nessuna pista. Si indaga, insomma, a 360 gradi.

Da un po’ di tempo a questa parte, però – secondo quanto emerso dalle indagini fin qui fatte dai carabinieri lombardi – pare che la vittima avesse problemi economici. Non è escluso, quindi, anche se al momento si tratta solo di un’ipotesi investigativa, che Agostino, per rimettere a posto il bilancio familiare, si sia infilato in qualche poco chiaro giro d’affari.

Si tratta, ripetiamo, di alcune ipotesi investigative al vaglio degli investigatori dei carabinieri della compagnia di Monza guidata dal capitano Pantaleo Cataldo. Nel 2000, comunque, Cosimo Agostino era rimasto coinvolto, a Desio, in una sparatoria. Nel corso delle indagini i carabinieri, a conclusione di una mirata perquisizione domiciliare, lo arrestarono perché all’interno della sua abitazione trovarono mezzo chilo di cocaina.

Dopo un periodo di galera e di “arresti” domiciliari in Calabria, a Riace, ad Agostino nel frattempo, dopo la scarcerazione e il rientro a Desio con la famiglia, nel 2005 gli era stata applicata la sorveglianza speciale.

Ad agosto del 1998, infine, a Cosimo Agostino gli era anche stato ucciso il fratello maggiore, Vincenzo Agostino, all’epoca del delitto ancora trentunenne ma già noto, per porto e detenzione abusiva di armi, alle forze dell’ordine.

L’omicidio di Vincenzo Agostino, commerciante di elettrodomestici, avvenne il 25 agosto a Riace dove l’uomo era rientrato da pochi giorni con la famiglia da Milano per trascorrere un periodo di ferie nel paese d’origine. La brutale e feroce esecuzione a colpi di lupara avvenne nelle vicinanze dell’allora pizzeria “I Bronzi di Riace” di proprietà del padre della vittima.

Antonello Lupis

Gazzetta del sud

categorie: Notizie Reggio Calabria, cronaca

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