REGGIO CALABRIA – Erano in possesso del negozio più lussuoso di Siderno. MaxModa, la boutique di abiti firmati della "Siderno bene" era di proprietà di Michele Curciarello e Antonio Martino, arrestati il 18 dicembre del 2008, nell’ambito dell’operazione "Pioggia di novembre" con l’accusa di essere gli organizzatori e gli esecutori materiali dell’omicidio di Salvatore Cordì, detto "u cinesi", esponente dell’omonima consorteria ‘ndranghetistica, al fine di favorire il clan avversario dei Cataldo di Locri.
"E’ un’operazione importante anche per il valore simbolico" spiega il Procuratore Capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. Secondo gli inquirenti, infatti, i sigilli al negozio più importante di Siderno, ritenuto nella disponibilità delle cosche, è un’ulteriore affermazione dello Stato, in un territorio difficile come quello della Locride.
Il sequestro preventivo arriva su disposizione del Questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona. Oltre all’esercizio commerciale, il sequestro, eseguito dagli uomini del Commissariato di Siderno, retto da Luigi Silipo, comprende altri beni per un valore totale di circa due milioni di euro.
Ecco il dettaglio:
1. Terreno e villa residenziale, ubicati in Siderno e nella disponibilità di Michele Curciarello;
2. Attività commerciale "Max Moda Donna" ubicata in Siderno, di proprietà di Francesca Fanito, moglie di Michele Curciarello;
3. Concessionaria Auto "M2 Car" avente sede legale in Siderno, di proprietà di Domenico Martino, fratello di Antonio Martino;
4. Numerose polizze assicurative intestate ad Antonio Martino;
5. Conti correnti, libretti di deposito ed altri valori mobiliari rientranti nel patrimonio delle imprese sequestrate o comunque riconducibili ai proposti ed ai loro familiari conviventi.
L’arresto di Luca Mammolenti, invece, vede la sinergia tra i Commissariati di Siderno e Bovalino con la Squadra Mobile di Reggio Calabria. Mammolenti, nato il 23 febbraio del 1981, è nativo di Grotteria ed è considerato dagli investigatori un affiliato alla cosca Ursino di Gioiosa Jonica.
E proprio a Gioiosa Jonica, in contrada Varano, è stato sorpreso, in compagnia del padre, dagli uomini della Polizia di Stato: "Il recente compleanno di Mammolenti " spiega Luigi Silipo " è stato lo spunto per arrivare all’arresto, avvenuto seguendo gli spostamenti dei familiari, in particolare del padre e della moglie, che, da due mesi, ha regalato una figlia al latitante".
Mammolenti, infatti, era uccel di bosco da circa tre mesi, allorquando era stato raggiunto da ordine di carcerazione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti tra la Calabria e il Piemonte: "Si tratta di un esponente intermedio della filiera del traffico di stupefacenti " spiega Pignatone " non siamo di fronte a un boss, ma nemmeno a un semplice corriere. E la condanna a circa nove anni di carcere è la dimostrazione".
Claudio Cordova
strill.it
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