gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 8 ospiti, 2 bot

Rigassificatore, la sfida del referendum – Pronto il ricorso al Tar. Si profila una consultazione popolare autogestita

ROSARNO (RC) – Ricorso al Tar contro la decisione della terna commissariale di San Ferdinando di non concedere il referendum consultivo sul rigassificatore e organizzazione di una consultazione popolare autogestita.

Sono queste le proposte che “San Ferdinando in movimento”, (attraverso la voce di alcuni suoi membri: Giuseppe Chiodo, Alfonso Celeste, Irma Loiaco) ha presentato al forum di tutte le associazioni contro il rigassificatore.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito il no alla colonizzazione selvaggia della Piana e la necessità di intraprendere un cammino comune che porti la popolazione ad essere protagonista attiva ed informata dei processi di sviluppo che interessano il territorio.

Il forum, infatti, nasce dalla necessità di far fronte comune non solo contro il terminal di rigassificazione di Gioia Tauro, ma anche contro la decisione presa dalle alte sfere regionali e nazionali di concentrare nella Piana un alto numero di impianti industriali ed energetici che, a fronte di una bassissima ricaduta occupazionale, rischiano di deturpare e compromettere definitivamente il territorio.

Inoltre il pericolo, emerso nel corso degli interventi, è che si possano innescare ripercussioni negative sulla salute e la sicurezza delle popolazioni.

Emblematica da questo punto di vista è stata la presentazione, a cura delle associazioni TerritorioT e Diritto al Futuro di tutti gli impianti già presenti o che si stanno per realizzare nell’area in questione. In pochi km quadrati sono già attivi e funzionanti: l’inceneritore di contrada Cicerna; il depuratore consortile di Gioia Tauro; la Centrale Turbogas di Rizziconi da 760 Mw con collegato l’elettrodotto Laino Borgo-Rizziconi; la discarica di Contrada Marella.

Nella stessa area sono stati presentati progetti per la costruzione di numerosi altri impianti: oltre all’imminente realizzazione del terminal di rigassificazione " per cui è stato dato il sì definitivo dalla conferenza dei servizi del dicembre scorso a Roma " si registra la richiesta di realizzazione per una centrale a Biomasse a Rizziconi; due centrali turbogas (a Gioia Tauro e a San Ferdinando) e una discarica in contrada Zimbario a Rosarno.

Tutto ciò, come ben evidenziato da Enzo Musolino, segretario provinciale Fisba-Cisl, farà della Piana la pattumiera d’Italia grazie ad un disegno politico che, «approfittando della mancanza di rappresentanti politici nei comuni maggiormente interessati da questi insediamenti, vuol imporre dall’alto alle popolazioni scelte di vitale importanza per lo sviluppo del territorio. Questa è la negazione della democrazia popolare».

Un no deciso alla realizzazione dell’impianto è stato espresso anche da Jacopo Rizzo dell’associazione Piana Verde che ha contestato il modo in cui è stata realizzata la VIA (valutazione impatto ambientale) per l’autorizzazione del rigassificatore. Secondo Rizzo, infatti, per questa importante relazione sono stati impiegati dati obsoleti (aggiornati al 1991) e relativi ad una centralina posta a Lamezia Terme.

Pertanto si sta pensando di presentare un ricorso anche per questo documento. Altra contestazione avanzata da Rizzo riguarda la piastra del freddo, (la realizzazione della quale avverrebbe grazie alle frigorie che l’ LNG Medgas cederebbe gratuitamente) che viene giudicata inutile.

Durissimo l’intervento di Rocco Ceravolo, sindaco di Laureana di Borrello e presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asp 5, che da sempre si batte contro la realizzazione di impianti inquinanti nella Piana.

Ceravolo ha mosso dure critiche sulle modalità con cui è stato autorizzato l’impianto; in particolare la velocizzazione che ha subito la procedura proprio nel momento in cui la popolazione è rimasta senza rappresentanti politici a seguito dello scioglimento dei tre consigli comunali di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando.

Altro punto su cui si è soffermato Ceravolo è l’impossibilità per i sindaci stessi di avere dall’Arpacal dati relativi all’inquinamento prodotto dagli impianti industriali nella Piana.

Al termine dell’incontro si è deciso di procedere con il ricorso al Tar contro la decisione dei commissari di San Ferdinando di non concedere il referendum; di organizzare una consultazione popolare e di programmare, a breve, un altro incontro riservato questa volta solo alle associazioni per decidere fattivamente come muoversi al fine di realizzare quanto stabilito.

Carmen Lacquaniti

Gazzetta del sud

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.