GIOIA TAURO – Basta morti sui cantieri. Il sindacato ha posto un freno a questi dolorosi eventi e, come già annunciato, oggi è in programma uno sciopero generale. Mina Papasidero della Fillea Cgil, Nino Bova della Filca Cisl e Francesco Maviglia della Feneal Uil hanno informato tutte le aziende interessate alla realizzazione dei lavori del quinto macrolotto che riguardano le opere che da Gioia Tauro portano a Scilla ed il prefetto di Reggio dott. Luigi Varratta.
Nella lettera inviata alle aziende e al Prefetto, Papasidero, Bova e Maviglia «a seguito del secondo incidente mortale sul lavoro sui cantieri del quinto macrolotto, dichiarano uno sciopero generale per tutta la giornata dei lavoratori edili operanti sui cantieri della Salerno-Reggio».
I sindacati denunciano «con forza, la gravità di quanto accaduto in pochi giorni, nonostante, già a seguito del primo incidente mortale (nel quale ha perso la vita Rocco Palumbo, l’operaio 33enne di Gioia Tauro)», avessero «contestato le condizioni di lavoro degli operai, ai quali non è garantita la sicurezza nelle normali attività lavorative».
«È ormai evidente " continuano " che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza per la sicurezza nel lavoro sui cantieri. Il nostro settore ha tristemente il primato di incidenti sul lavoro, che per la loro gravità sono per lo più mortali».
In considerazione di ciò, i tre dirigenti sindacali continuano dicendo che «abbiamo tutti il dovere di invertire la tendenza e di consentire a chi va con enorme sacrificio a guadagnarsi il pane, di poter tornare a casa dai propri cari. Non ci sono scusanti plausibili, ne è più possibile nascondersi dietro la consuetudine di frasi già fatte che richiamano alla disattenzione o all’errore umano la sola ed unica causa di tali tragedie che portano disperazione e lutto nelle famiglie».
Le organizzazioni sindacali ritengono, inoltre, «che ci siano responsabilità precise. E non si può, a causa di ritardi nella consegna dei lavori, chiedere prestazioni lavorative che non garantiscono la sicurezza».
«Non è possibile " rilevano ancora " richiedere turni aggiuntivi ai lavoratori, piuttosto che incrementare le unità lavorative, spremere i lavoratori, magari proprio coloro che essendo assunti a tempo determinato, sono “ricattabili” e non possono rifiutarsi. Le imprese devono applicare tutte le regole sulla sicurezza, rispettare le procedure, anche se si rallentano le lavorazioni e si allungano i tempi di consegna».
Ed inoltre, «le Autorità, tutte, devono controllare continuamente che i protocolli vengano rispettati, e sanzionare chi non li rispetta, nonchè applicare gli accordi sottoscritti che non devono rimanere solo sulla carta».
I sindacalisti rivolgono quindi l’invito anche «alle altre istituzioni di svolgere il proprio ruolo, affinchè si metta al centro il lavoratore ed il suo diritto alla tutela dell’incolumità, e non gli interessi delle singole imprese. Perché non è una società civile quella che ha perso il senso del valore della vita e che passivamente si limita solo e semplicemente a registrare la cronaca delle morti bianche».
«Bisogna attuare interventi, che consentano di praticare in modo diffuso prevenzione, formazione e sicurezza attiva».
Papasidero, Bova e Maviglia affermano senza mezzi termini che non è loro intenzione fermarsi questo giorno di sciopero. «Siamo pronti " sottolineano " a mettere in campo ulteriori forme di lotta, perché su questi temi non ci tireremo indietro davanti a nulla».
La lettera dei dirigenti sindacali della categoria edile termina con la richiesta di «un confronto urgente con tutti i soggetti titolati ad intervenire, perché solo con il coinvolgimento fattivo, e non di circostanza, si può fermare questa mattanza».
La manifestazione di sciopero odierna, secondo quanto si è potuto apprendere, oltre a ricordare il sacrificio di Rocco Palumbo, e quello più recente di Salvatore Pagliaro, 51 anni, di Montebello Ionico, inghiottito dal cemento appena scaricato dall’autobetoniera, è finalizzata a mettere a fuoco il grosso e delicatissimo problema della prevenzione degli infortuni.
Ed è finalizzata, ancor prima, alla predisposizione di tutte quelle misure previste per dare la più ampia sicurezza anti-infortunistica nei cantieri e nei luoghi di lavoro. E ciò può avvenire predisponendo armature e ponteggi a norma, che siano cioé pienamente idonei ad evitare cadute ed ogni qualsivoglia incidente.
Comunque è chiaro che bisogna correre ai ripari. Anche per non rendere vano il sacrificio di due padri di famiglia come Rocco Palumbo e Salvatore Pagliaro.
Oggi sciopero, quindi. Non sarà una manifestazione che si chiuderà con parole di circostanza. «All’odierna giornata " hanno detto Papasidero, Bova e Maviglia " ne seguiranno altre, sempre più incalzanti».
Solidarietà ai lavoratori in lotta e senso di commozione per le famiglie delle vittime degli incidenti sul lavoro nei cantieri dell’A3 è stata espressa anche dal segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi.
Vincenzo Toscano
Gazzetta del sud
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