REGGIO CALABRIA – La corsa della UilTrasporti (e degli altri sindacati di categoria) finisce su un binario morto, dopo l’ultimo disperato tentativo di far ragionare Trenitalia sull’incomprensibile taglio dei treni a lunga percorrenza, da e per la Calabria, già in vigore da lunedì. Tentativo fallito dopo l’infruttuoso incontro svoltosi ieri pomeriggio nella sede di Confindustria reggina dove, su tavoli separati, si sono confrontati prima UilTrasporti e Trenitalia e poi Trenitalia e le altre cinque sigle sindacali, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl, Orsa e Fast.
Trenitalia, dunque, conferma, il taglio di ben 16 treni (12 nazionali e 4 regionali), dall’altra parte la UilTrasporti conferma lo sciopero regionale di 8 ore proclamato per martedì 9 marzo. Stesso discorso per Cgil, Cisl, Ugl, Orsa e Fast, che nelle prossime ore decideranno le modalità della loro azione di protesta.
Una vertenza che segna anche la spaccatura all’interno del sindacato, con la Fil-Cgil e le altre quattro sigle, da una parte, che accusano la UilTrasporti «di voler camminare da sola in questa lotta» e la stesso sindacato di An geletti dall’altra, che rispedisce le accuse al mittente, sostenendo che «sono state le altre organizzazioni sindacali a volere un confronto a tavoli separato». E così, nella più classica guerra fra poveri, a farne le spese sono ancora una volta i cittadini.
Il primo tavolo di dibattito ha visto di fronte, ieri pomeriggio, i responsabili di Trenitalia Spa-Divisione passeggeri internazionale notte, Ettore Satariano e Giovanni Marino, e i dirigenti della segreteria regionale della Uil-Trasporti Giovanni Itri, Giuseppe Bartolo, Francesco Neri, Cristoforo Dattola e Domenica Scagliola.
Senza troppi giri di parole, il sindacato ha chiesto il ripristino immediato dei treni che sono stati tagliati, in particolare di quelli che attraversano la linea jonica. «Trenitalia " dicono Giovanni Itri e Giuseppe Bartolo " ci ha risposto che ormai si è entrati in una logica di mercato, rispetto alla quale dev’essere il governo a interviene con risorse finanziarie dedicate. Questo perché Trenitalia non intende svolgere più servizi ferroviari in perdita. Ci sembra una motivazione assurda, visto che proprio questi treni, a differenza di altri, hanno un’affluenza continua e piena».
Su un altro punto si è rotto il tavolo di trattativa tra UilTrasporti e Trenitalia, quello riguardante la paventata riorganizzazione aziendale da parte del gruppo Fs che dovrebbe portare, proprio a causa della sospensione dei treni a lunga percorrenza, a tagli di personale, sia ferroviario che dell’indotto.
«A tal proposito " proseguono Itri e Bartolo " abbiamo chiesto con forza la possibilità che Trenitalia sposti le attività ferroviarie, manutentive e di servizi di macchine e bordo, da altri territori verso la Calabria, per consentire, così, i livelli occupazionali. Non solo. Abbiamo anche chiesto di conoscere quale sono i i costi di ogni singolo treno che collega la Calabria al resto del paese.
Questo per capire se le risorse finanziarie messe in campo dallo Stato, si traducono di fatto in un numero sufficiente di treni a lunga percorrenza di cui la Calabria ha grande necessità. In relazione alla più generale crisi che sta investendo il sistema ferroviario calabrese, abbiamo chiesto urgentemente un tavolo di confronto negoziale nazionale, per poter mettere in campo sinergie e progetti concreti, per un vero sviluppo e ammodernamento del sistema ferroviario calabrese».
Infine, i due dirigenti della UilTrasporti non risparmiano critiche ai colleghi delle altre cinque sigle per aver deciso di combattere la stessa battaglia ma su campi diversi. «Una decisione gravissima " sostengono Itri e Bartolo " che si scontra con le dichiarazioni e i comportamenti della UilTrasporti, da sempre mirati a costruire al meglio l’unità sindacale. Confermando lo sciopero regionale di 8 ore per il 9 marzo, auspichiamo, ancora una volta, che le altre organizzazioni sindacali convergano su un fronte di lotta comune».
Telegrafico il commento di Mario Crocicchio della Filt-Cgil, a nome anche delle altre sigle sindacali di categoria, sul secondo tavolo di confronto tenuto con Trenitalia: «Non abbiamo trovato nessuna soluzione. Da parte di Trenitalia non c’è la minima volontà di ripristinare i treni soppressi, per una questione economica.
Secondo loro questi convogli non sono produttivi, mentre noi sosteniamo che in un territorio difficile come il nostro, la mobilità è qualcosa di fondamentale». Confermando la non adesione allo sciopero indetto dalla UilTrasporti, Crocitti annuncia che «nelle prossime ore saranno decisi tempi e modi della nostra azione di protesta, alla quale aderiranno tutti i ferrovieri calabresi alla prima data utile».
Domenico Malara
Gazzetta del sud
1 commento
Anna Maria 22 maggio 2010 alle 20:00
VORREI CHIEDERE AI DIRIGENTI DI TRENITALIA COME MAI CON TUTTI I CALABRESI CHE VIVONO NEL NORD ITALIA E UTILIZZANO IL TRENO PER TORNARE DURANTE L’ESTATE NEL LORO PAESE DI ORIGINE SI PARLA DI PERDITA ECONOMICA? e POI PERCHE’ IL TRENO CHE PARTE DA ROMA E PERCORRE LA COSTA IONICA CONTINUA A FUNZIONARE REGOLARMENTE? FORSE PIU’ CHE PERDITA ECONOMICA SI DOVREBBE PARLARE DI ALTRO!!!!!!VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!PARLO A NOME MIO E DI TUTTI QUELLI CHE IN QUESTO MOMENTO NON SANNO COME RAGGIUNGERE IL LORO PAESE D’ORIGINE!!!!!!!!!!!!
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.