REGGIO CALABRIA – Dopo aver conquistato Milano ora è la volta di Parigi. Il ciclone “Cangiari” nato all’interno del Consorzio sociale “Goel” di Gioiosa Jonica, prosegue dunque la sua marcia inarrestabile verso i più importanti palcoscenici della moda mondiale. Il marchio che ha saputo imporsi rapidamente all’attenzione dei più importanti osservatori del settore, si presenta come autentica innovazione nel panorama sartoriale nazionale in quanto prima griffe di alta moda interamente di natura etico sociale esistente in Italia.
Alta artigianalità tessile calabrese portata su livelli stilistici moderni, stoffe interamente biologiche, filiera non solo cento per cento “made in Italy” ma soprattutto “made in sociale” e non ultimo, un messaggio di cambiamento diffuso da un intero territorio ad un vastissimo pubblico attraverso lo stesso significato letterale di “Cangiari”, cambiare appunto.
Questi in sintesi i punti di forza di un progetto che attraverso l’eccellenza della creatività calabrese, è riuscito a riscuotere un grandissimo successo sulla passerella milanese dove è stato presente insieme alle novanta più famose griffe mondiali.
Ieri nel salone delle conferenze della Camera di Commercio, sono stati illustrati i futuri orizzonti disegnati da “Cangiari” con la collezione autunno-inverno 2010. Presenti fra gli altri anche Antonio Palmieri, segretario generale della Camera di Commercio di Reggio Calabria e per la Federazione calabrese delle Banche di Credito Cooperativo il presidente, Antonio Bilotta e il direttore Pierfilippo Verzaro.
«Credo che siamo di fronte a quelle occasioni in cui l’azienda, l’impresa e la finanza sposano anche contenuti etici molto importanti». Così si è espresso Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria parlando di “Cangiari” che tra le altre cose ha ricevuto un sostegno convinto anche da parte di Santo Versace.
«Se riusciamo nel tentativo di portare avanti questa novità nel campo imprenditoriale calabrese " ha proseguito Dattola " come un marchio di alta moda, vorrà dire non solo dare lavoro a tanti giovani della Locride, ma anche affermare un’idea nuova. Questi vestiti infatti, sono tutti prodotti con tessuti realizzati sul nostro territorio con le nostre fibre naturali come la ginestra o il gelsomino. Esportare questo modello della provincia di Reggio e più in generale della Calabria, è una scelta assolutamente vincente».
Offrire con il lavoro un’immagine diversa della Calabria. Questa è anche la mission ribadita da Vincenzo Linarello, presidente del Goel. «Un’immagine " ha detto " che non nega i problemi della realtà in cui viviamo, però mostra l’altra faccia che per fortuna è molto più numerosa della prima, fatta di persone oneste, laboriose, creative ed innovatrici.
Cangiari nasce nella nostra provincia con un marchio che è tutto calabrese. La nostra è in sostanza una contro proposta alla ‘ndrangheta, al fallimento delle massonerie deviate. Stiamo dimostrando che le cooperative sociali, fondate sull’etica e sulla democrazia riescono a fare molto di più sia per l’immagine della nostra terra, sia per l’occupazione».
Quella che si configura come un’importante operazione territoriale, farà ancora parlare ancora di sé. Dal 5 all’8 marzo infatti “Cangiari” sarà presente in un dei più famosi musei del mondo, il Louvre di Parigi, con un’esposizione dei propri capi.
Luigi De Angelis
Gazzetta del sud
1 commento
federica 3 marzo 2010 alle 22:44
:) :) :)
E’ bello saperlo.
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.