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Attacco al Procuratore, Frasi minacciose in via Artigiani – Il dott. Spagnuolo alla guida degli uffici giudiziari dal settembre 2008

VIBO VALENTIA – Dall’aggressione ai patrimoni delle cosche alla lotta all’abusivismo, dalla salvaguardia ambientale al diritto all’assistenza e alla salute. Era stato chiaro il procuratore Mario Spagnuolo quando nel settembre del 2008 è arrivato in città. E proprio in virtù del lavoro fatto e dei risultati fino ad oggi ottenuti che l’attacco al capo della Procura ha destato una particolare reazione.

Le frasi minacciose apparse in via degli Artigiani, («Vattene o muori») di fatto cominciano a far riflettere molti.

Di recente Spagnuolo ha disposto un sequestro preventivo di un patrimonio immobiliare che ammonta a 4 milioni e 500mila euro, di provenienza sospetta, riconducibile ad Andrea Mantella, 38 anni, di Vibo Valentia, già condannato a sei anni di carcere per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “New Sunrise”, e ritenuto dagli investigatori un elemento emergente nel panorama criminale del vibonese.

Sul sequestro, eseguito sulla base della normativa antimafia, la parola passa ora al Gip, che dovrà decidere se convalidare o meno il decreto . Dal provvedimento è emerso anche che Mantella era completamente sconosciuto al fisco e molte delle opere realizzate, tra cui una villa, alcuni capannoni e una stalla per allevamento di bestiame, erano prive di qualsiasi licenzia edilizia.

E in materia di abusivismo e salvaguardia dell’ambiente le iniziative della Procura dal 2008 ad oggi non sono state poche, tra le più importanti, l’operazione Chopin, che portò al sequestro di una serie di ville sul litorale di Joppolo, e l’operazione Golden House, che dispose i sigilli a numerosi appartamenti e una serie di villette realizzate in zone a rischio alluvione sul litorale di Vibo Marina e Bivona.

Indagini importanti anche nell’ambito della sanità a cominciare da un fascicolo bis sulla morte di Federica Monteleone, un caso che originariamente portò ad un interessamento della Procura della Repubblica di Salerno per via di presunte omissioni nella prima fase delle indagini risalenti al giorno del black out in sala operatoria.

Il procuratore Spagnuolo, coadiuvato dal sostituto Fabrizio Garofalo, ha avviato un’altra serie di iniziative tendenti ad accertare le condizioni di sicurezza all’interno dell’ospedale Jazzolino, finito più volte sotto i riflettori delle cronache nazionali per i vari casi di malasanità.

Le minacce contro il procuratore Spagnuolo, seguono alle dichiarazioni del pentito Gerardo D’Urzo durante il processo Genesi, il cui svolgimento è davanti al Tribunale di Vibo Valentia e che vede alla sbarra capi e gregari delle cosche del Vibonese e della Piana di Gioia Tauro.

D’Urzo nell’ultima udienza aveva infatti rivelato che i Mancuso di Limbadi cercavano un lanciamissili per fare saltare l’ex pm della Dda, Marisa Manzini.

Messaggi di solidarietà al Procuratore Mario Spagnuolo sono stati espressi da diversi esponenti del mondo politico e rappresentanti istituzionali. Il magistrato è stato invitato ad andare avanti e non farsi intimorire. Tra i primi ad intervenire, Pino Tassi, esponente di Ecologia e Libertà: «Resisti e vai avanti».

Altrettanto deciso il presidente della Provincia, Francesco De Nisi: «La Procura sta svolgendo un’intensa e fruttuosa attività di contrasto alla ‘ndrangheta, ma se da alcuni questo impegno viene percepito come una minaccia ai propri interessi criminali, la stragrande maggioranza dei vibonesi è grata ai magistrati per quanto stanno facendo».

Solidarietà al dott. Spagnuolo anche da parte di Patrizia Venturino: «Un episodio gravissimo che offende la tradizioni di questa città».

(n.l.)

Gazzetta del sud

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