9 marzo, 2010
Il trasporto ferroviario fa acqua, treni in ritardo anche di due ore – Locomotori fuori uso, vetture sporche e al buio, sedili rotti, porte che non funzionano, coincidenze con le altre destinazioni prese in extremis
COSENZA – «Al taglio dei treni ormai ci siamo abituati. Ogni anno, anzi, ogni sei mesi, quando cambia l’orario d’esercizio, vengono soppressi convogli. Ma almeno le Fs quelli che rimangono in vita facciano in modo che possano partire e arrivare puntualmente». Ha la faccia di quello che non ne può più Biagio Servidio, un impiegato di banca che ogni mattina, da anni, prende il treno per recarsi a Paola.
«Una volta la mancanza di personale, un’altra il guasto ai locomotori», sbotta, «stavolta è dipeso dalle avverse condizioni atmosferiche che hanno rallentato il traffico ferroviario sulla tratta Paola-Cosenza».
«I disservizi per i pendolari sono cronici», fa notare Maria Sacco, un’insegnante che arriva da Scalea, «l’altra mattina, sul treno delle 6,25 da Cosenza a Sapri, due vetture su tre erano fuori servizio per mancanza d’illuminazione per cui siamo stati costretti a viaggiare come sardine. Lo stesso è avvenuto al ritorno visto che il guasto non è stato ripristinato per cui siamo stati costretti a salire sulla stessa vettura».
Nello scorso fine settimana attimi di paura si sono vissuti alla stazione di Scalea dove un locomotore è andato in fiamme ed è stato necessario fare intervenire i vigili del fuoco. Pendolari che stavano tornando a casa dopo una giornata di lavoro sono stati costretti prima ad allontanarsi per precauzione e poi a proseguire con il treno successivo giunto a Scalea verso le 17. Il loro viaggio si è concluso però con 85′ di ritardo! Un altro treno partito da Sapri, sabato scorso, è giunto a Vaglio Lise con un’ora e venti minuti di ritardo.
«Basta, siamo stanchi di essere trattati come bestie», sottolinea Luigi Consoli, «la situazione non è più tollerabile. Sia al mattino che nel resto della giornata siamo costretti a viaggiare in carrozze sudicie e maleodoranti, con sedili rotti e porte che non funzionano». Pesante anche la denuncia di Rosa Marrello, un’infermiera che lavora a Roma.
«È impensabile che da Cosenza per poter prendere il treno superveloce da Paola per Roma delle 9,01 occorra partire, per non correre rischi, alle 7,25 perchè il convoglio delle 7,50 è sempre in ritardo e salire su quello successivo delle 8,25 è come indovinare un terno al lotto. Mentre l’interprovinciale Reggio Calabria-Cosenza delle 5,05 non è mai puntuale per cui le coincidenze a Paola sono legate a un filo sottile».
In altre regioni tra cui il Veneto la giunta regionale ha sanzionato Trenitalia per le inadempienze riscontrate nel servizio di trasporto pubblico regionale su rotaia. L’introito delle multe (pari a 3.735.935,22 euro) sarà restituito ai pendolari, sotto forma di bonus sull’acquisto di abbonamenti settimanali, a parziale indennizzo, almeno materiale, dei disagi e dei disservizi subìti dagli utenti.
Provvedimenti impensabili fino adesso nella nostra regione. Chissà che con l’accordo siglato ieri le cose cambino. In tutti questi anni a pagare sono stati solo i pendolari.
Franco Rosito
Gazzetta del sud
categorie: Notizie Cosenza, trasporti
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