10 marzo, 2010 

Da oggi in città la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti – Domani mattina il sopralluogo in Pertusola e presso due scuole

CROTONE – Il momento più interessante sarà domani mattina. Per tre ore e mezza, dalle 9 alle 12,30, deputati e senatori della “Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” compiranno un sopralluogo nel sito d’interesse nazionale dell’ex Pertusola e poi sui piazzali della scuola elementare San Francesco e dell’istituto commerciale Lucifero.

Nella fabbrica metallurgica dismessa prenderanno diretta visione delle condizioni in cui versa lo stabilimento chiuso ormai dodici anni fa. Davanti alle due scuole potranno osservare i luoghi presso i quali scolari e studenti hanno fatto lezione tutti i giorni: poi si è scoperto che sotto quei piazzali erano interrate scorie industriali inquinanti al punto da transitare in corpo a quei giovani, risultati positivi al nichel, al cadmio e all’arsenico.

Chissà se gli onorevoli componenti la Commissione troveranno il modo di di far diventare la loro certa presa di coscienza del problema una nuova e forte spinta alla soluzione di questo? Qui le cose stanno così: se non servirà almeno a ciò, la visita della “Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” non sarà servita a nulla.

Se non porterà con sè un grandissimo (e purtroppo necessario) impulso perché cominci una buona volta il lavoro di messa in sicurezza e bonifica delle aree industriali dismesse, tutte le audizioni, i sopralluoghi, gli elementi conoscitivi acquisiti finiranno col diventare solo carte che si aggiungeranno ad altre carte.

Le audizioni della Commissione presieduta dall’on. Gaetano Pecorella cominceranno stamattina in prefettura per concludersi domani sera: saranno sentiti prefetti, amministratori, ufficiali e funzionari delle forze dell’ordine da tutta la Calabria.

Uno sente dire rifiuti e pensa alla monnezza. Qui a Crotone è solo il secondo problema. Il primo, infatti, è quello di riuscire a fare i conti con la natura post-industriale di una città che si è sviluppata grazie all’industria per settant’anni di filata. Pane e chimica, latte e metallurgia: così sono diventati adulti i crotonesi. Chiuse le fabbriche, dovranno industriarsi più di prima nel trovare la loro strada per conservare quel pò di benessere acquisito.

Ma il cadavere industriale deve seppellirlo lo Stato. Da soli i crotonesi, anche col sostegno dei calabresi, non potranno farcela. Ecco perché la messa in sicurezza di ciò che resta delle fabbriche e continua ad ammorbare l’ambiente qui non comincia mai. Si inizierà solo quando lo Stato ne avrà voglia. Molto potrà essere fatto, per convincere chi conta e decide, dalla “Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” (detta “Commissione sulle ecomafie”).

Ovviamente, tutto diventerà più facile se enti e istituzioni locali si decideranno a scegliere e dichiarare cosa al posto del sito industriale dovrà sorgere. Il tempo che è trascorso senza che ci siano state proposte chiare di riuso di quei suoli è troppo lungo per non destare qualche preoccupazione: si parla pur sempre di centinaia di ettari che si allungano, bagnati dal mare, seguendo la linea di costa a nord della città. Bonificarli, sì, ma per farne cosa?

Ripetiamo: qui non si tratta di monnezza. Parte delle aree da bonificare compongono un sito archeologico di grandissima importanza: trent’anni fa la Fondazione Lerici vi localizzò con sondaggi e prospezioni i resti del primo impianto urbano dell’Occidente: la pòlis di Kroton magnogreca fondata nell’ottavo secolo prima di Cristo. La prima città del vecchio continente sta sotto un palmo di terra davanti alle fabbriche dismesse.

Non è certo un caso che il presidente della giunta on. Loiero otto giorni fa abbia annunciato che la Regione finanzierà con 1 milione di euro dei fondi Por i lavori di caratterizzazione degli elementi inquinanti dei siti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro sequestrati dalla magistratura, mentre 7 milioni di euro saranno investiti per avviare le opere di recupero del sito archeologico dell’antica Kroton.

Virgilio Squillace

Gazzetta del sud

categorie: Notizie Crotone

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