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Dopo gli attentati il sindaco chiede maggiori controlli e sicurezza – Saverio Franzè si appella alle istituzioni: non basta la militarizzazione servono pure progetti di sviluppo

STEFANACONI (VV) – In un consiglio comunale blindato da carabinieri e polizia il sindaco, Saverio Franzè, lancia un appello a forze politiche, Procura della Repubblica e Prefettura: «Non lasciate sola la comunità di Stefanaconi. Sarebbe la fine per la stragrande maggioranza della popolazione che da sempre è apprezzata per la sua laboriosità».

Dopo tre omicidi, decine di intimidazioni e le pistolettate dei giorni scorsi alla vetrata d’ingresso del palazzo municipale, ieri sera la reazione della comunità stefanaconese con la riunione straordinaria del consiglio comunale alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’amministrazione provinciale, Francesco De Nisi, i sindaci di Vibo Valentia, Franco Sammarco, San Costantino, Domenico Borrello, Mileto, Vincenzo Varone, il presidente provinciale dell’associazione “Libera”, mons. Giuseppe Fiorillo, il parroco di Stefanaconi, don Salvatore Santaguida, rappresentanti del mondo dell’associazionismo e numerosi cittadini.

Il Sindaco, stigmatizzando la recrudescenza mafiosa che tiene in scacco la comunità, ha aggiunto: «L’emergenza che stiamo vivendo non va in alcun modo sottovaluta o ridimensionata. Impone alti livelli di attenzione e di responsabilità da parte di tutti.

La comunità, fortemente turbata per quanto si sta verificando in questi sofferti frangenti, chiede alle istituzioni ed agli apparati investigativi e giudiziari un preciso segnale di attenzione. Attraverso un aumento degli organici delle forze dell’ordine e della magistratura, con un piano di controllo adeguato alle mutate esigenze del contesto sociale, con la messa in campo di iniziative e strategie finalizzate alla prevenzione, al contrasto e, quindi, alla sicurezza del nostro territorio».

A tuonare contro la ‘ndrangheta anche il portavoce del gruppo di minoranza, Fortunato Griffo, il quale ha affermato: «In un momento così difficile per la comunità occorre fare fronte comune nella difesa della legalità».

L’ex primo cittadino, dopo aver garantito l’appoggio incondizionato di tutto il suo gruppo (Progetto Stefanaconi), ha rimarcato: «Per superare questo difficile momento oltre alla repressione, che deve essere forte e decisa, occorre mettere in campo politiche sociali a favore dei giovani che sono le vittime sacrificali di questa situazione di incertezza.

Per ritornare alla normalità bisogna aprirsi al mondo dell’associazionismo, molto diffuso nella nostra comunità, e aprire la biblioteca. La criminalità si sconfigge non solo con la militarizzazione del territorio, ma anche con la crescita culturale».

A fare quadrato attorno al consiglio comunale è sceso in campo anche il Capo dell’esecutivo provinciale, De Nisi, il quale raccogliendo il grido di disperazione del primo cittadino, ha sottolineato: «Non vi lasceremo soli in questa difficile battaglia contro la ndrangheta. Saremo al vostro fianco per liberarvi da questa mala pianta che frena ogni sviluppo».

Parole forti da parte del parroco, Santaguida, il quale ha sostenuto: «La ‘ndrangheta è presente nella nostra comunità. Per sconfiggerla occorre la collaborazione di tutti. Finità la militarizzazione del territorio ci aspettiamo progetti di sviluppo per tenere i giovani a Stefanaconi».

A dare coraggio all’Amministrazione sono intervenuti anche il sindaco Sammarco e l’arciprete della parrocchia di San Leoluca, mons. Fiorillo i quali hanno invitato la comunità a reagire per costruire un futuro di speranza per le nuove generazioni.

Lino Fresca

Gazzetta del sud

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