10 marzo, 2010
Frequentazioni “sospette”, arrestato Mantella – Venerdì la GdF aveva posto sotto sequestro il suo patrimonio (4,5 milioni di euro)
VIBO VALENTIA – Prima il sequestro di un patrimonio immobiliare che s’aggira sui 4 milioni e mezzo di euro, perché ritenuto di provenienza sospetta, lunedì sera, invece, per Andrea Mantella, 38 anni, ritenuto un elemento di spicco della criminalità vibonese, si sono aperte le porte del carcere. In questo caso per violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale. Gli agenti della squadra Mobile l’hanno sorpreso in compagnia di altre persone con precedenti penali e quindi l’hanno immediatamente dichiarato in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Gli agenti della Mobile, che hanno agito sotto il coordinamento del vice questore Maurizio Lento, l’hanno fermato nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dal questore Filippo Nicastro. Andrea Mantella, che sarà assistito dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Salvatore Staiano, tra oggi e domani dovrà comparire davanti al gip per la convalida dell’arresto.
Il sequestro preventivo d’urgenza, invece, è stato effettuato venerdì scorso dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria e del Comando provinciale della Guardia di Finanza, su ordine della Procura della Repubblica. L’operazione di sequestro è stata denominata “Dolly”, dal nome della pecora clonata, perché fra i beni sequestrati vi è anche un’azienda agricola con allevamento di ovini, bovini, equini e caprini.
Il sequestro, firmato dal procuratore Spagnuolo, ha riguardato anche alcuni capannoni industriali realizzati abusivamente; terreni agricoli per circa 80mila metri quadrati e una villa disposta su tre piani in località Valli. Le Fiamme gialle hanno apposto i sigilli pure a due auto: una Fiat Panda e una Bmw “X5″ del valore di circa 77mila euro. Bloccati anche due conti correnti bancari.
Oltre a Mantella il provvedimento è stato notificato ad altre sette persone, ritenute tutte dei prestanomi. Tra i reati contestati non ci sono solo quelli derivanti dall’applicazione della normativa antimafia, ma anche altre violazioni come l’abusivismo edilizio. Particolare attenzione nell’operazione di sequestro dell’azienda agricola di Mantella era stata posta al luogo dove la stessa era stata realizzata.
I capannoni, privi di qualsiasi autorizzazione edilizia, infatti, sono stati costruiti sul costone di Stefanaconi, a ridosso della Tangenziale est. Una strada i cui lavori sono ormai bloccati da un decennio e la cui pericolosità è stata più volte denunciata dal sindaco di Stefanaconi, Saverio Franzè.
Nel corso della conferenza stampa durante la quale erano stati illustrati i termini dell’operazione di sequestro, il procuratore Spagnuolo aveva sottolineato l’importanza del lavoro investigativo della Guardia di Finanza che era riuscita a mettere le mani su un patrimonio di provenienza sospetta.
La sentenza di primo grado scaturita dall’operazione New Sunrise, infatti, riconosce l’affiliazione di Mantella alle cosche della ‘ndrangheta di Vibo-città. Tesi confermata in prima battuta dal collaboratore di giustizia di Lamezia Terme, Massimo Di Stefano, per un periodo detenuto insieme al Mantella.
Inoltre, il Gup sottolinea non solo la facilità di Andrea Mantella nel procurarsi armi di ogni genere, ma anche la tesi in base alla quale con l’aiuto di altri, stava tentando di assumere una posizione di maggior rilievo all’interno della cosca Lo Bianco, alimentando così una conflittualità interna temuta dai vertici dell’organizzazione.
(n.l.)
Gazzetta del sud
categorie: Notizie Vibo Valentia, cronaca
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