LOCRI – L’ufficio di Procura della Dda di Reggio Calabria sta valutando di chiedere alla Corte d’assise di Locri la riunificazione del processo a Giovanni Strangio, fissato per il prossimo 14 aprile, con il processo “Fehida”. La strage di Duisburg ha rappresentato infatti il momento culminante della faida di San Luca che per anni ha visto contrapposta la cosca Pelle-Vottari a quella dei Nirta-Strangio.
Faida ripresa con violenza dopo che il giorno di Natale del 2006 un commando uccise Maria Strangio e ferì il cognato Francesco Nirta e un loro nipote minorenne. Per gli inquirenti l’immediata risposta sarebbe l’omicidio di Bruno Pizzata, avvenuto il 4 gennaio 2007 a Casignana.
Per entrambi gli omicidi e per associazione a delinquere di stampo mafioso è in corso davanti alla Corte d’assise di Locri il processo nei confronti di 14 imputati, presunti appartenenti a vario titolo ai clan contrapposti.
Tra gli imputati risulta anche Giovanni Strangio, 31 anni, arrestato ad Amsterdam a marzo del 2009 ed estradato in Italia nel mese di maggio, attualmente detenuto in regime di carcere duro nel carcere romano di Rebibbia, il quale risponde al momento solo del reato associativo, in quanto ritenuto capo promotore di una cellula ‘ndranghetistica operante in Germania, il cosiddetto “Gruppo di Kaarst”.
Giovanni Strangio è stato appena rinviato a giudizio, dal gup di Reggio Calabria, Santino Melidona, con l’accusa di omicidio plurimo, in quanto ritenuto uno degli organizzatori ed esecutori materiale della strage del Ferragosto 2007 a Duisburg, dove furono assassinate sei persone. Il gup reggino ha accolto la richiesta formulata dalla Dda rappresentata dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Nicola Gratteri e dal pm Federico Perrone Capano.
Il processo per la strage di Duisburg è stato fissato davanti alla Corte d’assise di Locri per il 14 aprile. In quella data l’Ufficio di Procura della Dda reggina, come si apprende da indiscrezioni, dovrebbe chiedere alla Corte d’assise di Locri la riunificazione del processo a Giovanni Strangio al processo “Fehida”.
Del resto, nel corso del processo per la faida di San Lucasono entrati numerosi atti formati all’estero attraverso la procedura della rogatoria internazionale. Atti i cui contenuti sono stati ribaditi dalla polizia tedesca che, attraverso una ventina di testimoni, ha confermato in sede di dibattimento il risultato delle indagini condotte all’indomani della strage di Ferragosto nei confronti del gruppo Nirta-Strangio operante a Kaarst e Duisburg ed i collegamenti con Giovanni Strangio.
Sulle indagini in terra tedesca il dirigente della sezioni omicidi della polizia di Duisburg, Heinz Sprenger, sentito lo scorso 2 febbraio, ha rivelato, tra l’altro, il nome di una nuova testimone oculare che si trovava nei pressi del ristorante “Da Bruno”, nei confronti della quale la Corte d’assise di Locri, (presidente Bruno Muscolo, a latere dott. Piercarlo Frabotta), si è riservata la decisione per stabilire la data dell’esame.
Tempi diversi, rispetto a qualli di Giovanni Strangio, seguiranno invece i destini giudiziari degli altri due arrestati con l’accusa di aver partecipato alla strage di Ferragosto, Sebastiano e Giuseppe Nirta, 39 e 37 anni, arrestati lo scorso 11 febbraio.
Intanto ieri nel corso dell’udienza di ieri del processo “Fehida”, sono stati sentiti due testi della lista dell’avvocato Eugenio Minniti, difensore di Francesco Pelle, alias “Ciccio Pakistan”. Il pediatra che ha in cura il figlioletto di Pelle ha confermato che, nel corso delle visite al neonato, ha sempre visto l’imputato a casa del suocero, a letto o su una sedia a rotelle.
La circostanza è stata confermata anche dal fisioterapista di Francesco Pelle, il quale ha riferito, su domanda dell’avv. Minniti, di avergli praticato quotidianamente dal dicembre 2006 all’inizio dell’agosto 2007, esercizi riabilitativi, sempre a casa del suocero ad Africo Nuovo.
Pelle, infatti, dopo il ferimento subito il 31 luglio 2006 mentre si trovava nella veranda della propria abitazione, è stato costretto a subire numerosi ricoveri in strutture ospedaliere pubbliche e private per poter riacquistare le capacità motorie, fortemente compromesse.
In chiusura di udienza sono intervenuti gli avvocati Vincenzo Nobile, Antonio Mazzone ed Emanuele Procopio, nell’interesse di Sebastiano Strangio, 35 anni, e l’avvocato Antonio Russo, in difesa della famiglia di Giuseppe Nirta, 70 anni.
I difensori hanno chiesto alla Corte d’assise di costituire un collegio peritale composto da persone fornite di competenza scientifica e tecnica per trascrivere un passaggio del dialogo dei fratelli Francesco e Giovanni Luca Nirta, captato mentre si trovavano nella sala d’attesa dei carabinieri di Bianco la notte del 5 gennaio 2007.
In particolare i difensori hanno chiesto alla Corte di nominare tecnici in grado di fugare ogni dubbio sulla presunta chiamata in correità di Sebastiano Strangio, quale autore dell’omicidio di Bruno Pizzata. In merito il pm Adriana Fimiani si è riservata di intervenire alla prossima udienza, fissata per domani.
Rocco Muscari
Gazzetta del sud
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