CROTONE – Con sessantatrè condanne e trenta assoluzioni si è concluso ieri a Catanzaro nell’aula bunker di via Paglia il processo coi riti abbreviati scaturito dalle inchieste antimafia “Eracles” e “Perseus” della Polizia di Stato di Crotone e della Dda della primavera e dell’autunno 2008.
Il Giudice dell’udienza preliminare Antonio Battaglia ha inflitto più di cinque secoli di carcere ai 63 condannati che hanno totalizzato complessivamente condanne per 539 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione.
Tra le pene più pesanti c’è quella comminata a Francesco Cardamone condannato a 19 anni e 8 mesi di reclusione ed accusato di concorso nell’omicidio di Leonardo Covelli ucciso a Crotone il 2 novembre del 2000. Il Gup ha inoltre condannato il presunto boss Pantaleone Russelli a 18 anni di reclusione.
Pene pesanti anche per Domenico Elia e Sergio Vrenna condannati entrambi a 16 anni; per Luigi Foschini, Gaetano Barilari e Rocco Laratta (condannati a 14 anni) e per Domenico Pace a cui il Gup ha inflitto 12 anni di reclusione. Dall’elenco delle condanne e delle assoluzioni emerge una tenuta sostanziale della ricostruzione investigativa alla base del procedimento antimafia.
Il lavoro condotto dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Crotone e dai sostituti Pierpaolo Bruni e Sandro Dolce, disegnava uno scenario da “romanzo criminale”. Nelle carte dell’inchiesta erano indicati i presunti capi e gregari delle cosche crotonesi: i Vrenna-Corigliano-Bonaventura, i Macrì del rione Gesù; la cosca Megna di Papanice con gli scissionisti che sarebbero capeggiati da Leo Russelli.
Estorsioni, danneggiamenti, traffico di droga, armi, attentati, voto di scambio: questi i reati contestati dall’accusa nel procedimento che trattava anche il capitolo dedicato all’interesse mostrato dal presunto clan Russelli per la realizzazione di Europaradiso.
Quest’ultimo aspetto dell’inchiesta non ha però convinto il Gup Battaglia che ha assolto i cosiddetti “colletti bianchi” coinvolti nella vicenda scaturita dal progetto del mega-villaggio turistico proposto alla foce del Neto e mai realizzato. Sono stati assolti: Salvatore Aracri (imprenditore) e Francesco Antonio Sulla (ex direttore generale del Comune) che erano accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, difesi dagli avvocati Vincenzo Ioppoli e Pasquale Carolei.
Assolti anche Riccardo Menghi (funzionario della Ce), Aldo Cosentino e Emilio Brogi (dirigenti all’epoca dei fatti del ministero dell’ambiente), imputati con Aracri e Sulla per corruzione relativamente alla vicenda di Europaradiso.
Assoluzione pure per il presunto boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, il fratello Ernesto e Angelo Greco assistiti dagli avvocati Luigi Colacino, Gregorio Viscomi e Pietro Pitari.
Scagionati dal Gup anche Francesco Aracri e Salvatore De Marco assistiti dagli avvocati Francesco Verri e Vincenzo Cardone; Salvatore Gualtieri (avvocato Matteo Murgo), Giuseppe Spagnolo e Martino Cariati (difesi dagli avvocati Gianni Russano, Luigi Scaramuzzino e Pietro Pitari) e Giarcarlo Otranto Godano (avv. Verri e Francesco Laratta).
Assoluzione per i due presunti capi ‘ndrina Cataldo Marincola di Cirò e Domenico Megna di Papanice, difeso quest’ultimo dall’avv. Laratta.
Luigi Abbramo
Gazzetta del sud
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.