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Ucciso davanti alle figlie con 15 colpi di pistola – L’agguato nel cortile della sua villetta, forse una vendetta dietro il movente

LONGOBARDI (VV) – Ucciso sotto gli occhi delle figlie. I malviventi l’hanno atteso davanti all’ingresso della sua villetta e quando se lo sono trovati davanti hanno premuto il grilletto più volte, scaricandogli addosso, molto probabilmente, un intero caricatore. A cadere sotto i colpi della violenza criminale è stato Michele Palumbo, 45 anni, perito assicurativo, incensurato.

Un vero e proprio agguato portato a termine da due sicari incappucciati, mentre un terzo, secondo la prima ricostruzione dei fatti, li attendeva al volante di un’auto parcheggiata a poca distanza da dove è avvenuto il gravissimo fatto di sangue.

Palumbo è morto all’istante. I proiettili l’hanno colpito in diverse parti del corpo. Le figlie, di 15 e 16 anni, per fortuna illese, sono rimaste atterrite, traumatizzate, letteralmente sconvolte di fronte ad una violenza criminale inaudita. L’agguato è stato messo a segno ieri sera intorno alle 21.

L’uomo stava rientrando a casa, una villetta recintata che si trova all’altezza della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, alla guida della sua Ford station wagon; aperto il cancello d’ingresso con il telecomando e parcheggiata l’auto nel cortile, era appena sceso quando da distanza ravvicinata è stato fatto centro di numerosi proiettili, forse 15.

Ancora difficile poter stabilire se a sparare sia stata una sola persona oppure in due. Quello che è certo è che l’omicidio di Michele Palumbo è stato pianificato nei minimi particolari. L’uomo, evidentemente, veniva seguito e quando i killer hanno trovato il momento giusto, approfittando anche del buio dell’intera zona, sono entrati in azione, fulminandolo all’istante.

La moglie che si trovava dentro casa è uscita subito fuori richiamata dagli spari. Ma ha solo trovato la forza di gridare e stringersi alla disperazione delle sue figlie. In pochi minuti sul posto sono arrivati gli agenti della squadra Mobile con il suo dirigente Maurizio Lento ed il vice Emanuele Rodonò, nonché gli uomini della sezione scientifica che hanno cominciato ad effettuare i rilievi.

Con loro anche il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Mario Spagnuolo ed il sostituto di turno Fabrizio Garofalo, che hanno immediatamente assunto il coordinamento di tutte le indagini.

Nessun commento, nessuna ipotesi. Per il momento gli investigatori non escludono nulla, anche se la pista che viene maggiormente battuta è quella di una vendetta per motivi legati all’attività professionale di Michele Palumbo.

In ogni caso si indaga a 360 gradi; il procuratore Spagnuolo, lasciando il luogo dove è avvenuto il fatto di sangue ha detto chiaramente che sono stati già informati i colleghi della Procura distrettuale antimafia. Un elemento, questo, che potrebbe lasciare intravedere anche ulteriori scenari legati alla criminalità organizzata. La violenza con la quale è stato portato a termine l’omicidio, infatti, lascia non pochi sospetti. Ma per il momento nessun elemento concreto è emerso in tal senso.

Subito dopo il gravissimo fatto di sangue il magistrato di turno ha voluto sentire i familiari della vittima nella speranza di poter avere qualche elemento utile allo sviluppo delle indagini, ma sui colloqui, per il momento, vige il massimo riserbo. Quello che è certo è che l’efferatezza messa in atto dai killer spinge gli investigatori a non escludere nulla.

In nottata gli uomini della Mobile hanno effettuato una serie di perquisizioni domiciliari e nello stesso tempo sono stati predisposti diversi posti di blocco ad opera degli uomini della squadra Volante e dei carabinieri. In pochi minuti il territorio è stato letteralmente cinto d’assedio.

La violenza criminale da un pò di tempo è tornata ad alzare la testa, nonostante i diversi colpi inferti dalle forze dell’ordine e di una serie di sequestri contro patrimoni immobiliari di provenienza sospette. Da ultimo le minacce di morte nei confronti del procuratore Mario Spagnuolo, con un messaggio vergato nella notte sui muri della città. Tutti segnali che lasciano intravedere che la nuova ondata di violenza criminale potrebbe essere appena iniziata.

Proprio ieri in una manifestazione per la legalità la responsabile nazionale di Riferimenti, Adriana Musella, ha chiesto al ministro della giustizia Angelino Alfano di venire a Vibo Valentia e toccare con mano le grandi difficoltà in cui si trovano ad operare gli uffici giudiziari.

Nicola Lopreiato

Gazzetta del sud

1 commento

  1. Laura 12 marzo 2010 alle 19:02

    Non ci sono parole adatte, per commentare tanta violenza… A volte, mi vergogno di essere nata in Calabria la regione dell’odio e delle sopraffazioni… Non riesco a trovare una giustificazione all’omerta delle persone, che continuano a vivere in silenzio subendo sorprusi di ogni genere…Ancora una volta non riuscamo a capire che la morte di un essere umano, è un lutto per tutti…Solo quando capiremo ciò,troveremo il coraggio di ribellarci…

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