CATANZARO – Cinque persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri di Catanzaro e Udine, che hanno scoperto come i test di ammissione all’Universita’ ‘Magna Graecia’ della citta’ calabrese venivano dati in anticipo agli studenti. Diciannove in tutto i provvedimenti restrittivi per peculato, falsita’ ideologica e ricettazione.
Tra i cinque arrestati, due si trovano in carcere, tre ai domiciliari. Le altre 14 persone sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le Facolta’ interessate sono quelle di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria.
(RCD)
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I carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, in collaborazione con i colleghi di Udine, hanno eseguito questa mattina 19 provvedimenti cautelari nell’inchiesta che riguarda irregolarita’ nei test di ammissione all’Universita’ ‘Magna Grecia’ di Catanzaro.
I provvedimenti sono due custodie cautelari in carcere nei confronti di un addetto alla manutenzione, gia’ indagato, e un assistente tecnico alla facoltà di Medicina, anch’egli gia’ indagato nel corso del procedimento; tre sottoposizioni al regime degli arresti domiciliari a carico di un 29enne, un 37enne e un 28enne, e 14 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nelle province di Catanzaro e Udine.
L’attivita’ investigativa ha consentito di accertare che le persone colpite dai provvedimenti restrittivi, in concorso tra loro e a vario titolo, si sono rese responsabili dei reati di peculato, falsita’ ideologica e ricettazione. L’indagine riguarda l’acquisizione in anticipo dei test di ammissione agli anni accademici 2005/2006, 2006/2007, 2007/2008 alle Facolta’ di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria.
I Ris di Messina hanno accertato che un plico che conteneva i test di ingresso e’ stato manomesso. Le indagini, dicono gli investigatori, hanno consentito di smantellare un vero e proprio sistema per procacciare in maniera fraudolenta i test di ammissione. Fulcro dell’attivita’ illecita sono risultati i due individui arrestati che, all’epoca dei fatti (con contratti di prestazione d’opera), svolgevano mansioni di vario genere all’interno del citato Ateneo.
(Adnkronos)
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