CATANZARO – Avrebbero consegnato in anteprima ad amici e amici degli amici il contenuto dei test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso ma anche delle prove d’esame di singole materie. Nuovi arresti nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Catanzaro dopo il furto, avvenuto nel 2007, dei plichi contenenti i test di ammissione alla facoltà di Medicina dell’Università del capoluogo.
Ieri i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, insieme a quelli di Udine (dove vivono alcuni ex studenti ora indagati), hanno notificato due provvedimenti di custodia cautelare in carcere, tre ai domiciliati e 14 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria.
La nuova tranche dell’inchiesta riguarda i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria degli anni 2005-2006, 2006-2007 e 2007-2008 per i quali i test sarebbero stati acquisiti in anticipo dagli indagati.
Ma non è tutto: nel calderone anche la consegna in anteprima ad alcuni studenti del contenuto di prove scritte per il superamento di esami di singole materie dei corsi di laurea della facoltà di Medicina.
Secondo l’accusa è stato smantellato un vero e proprio sistema finalizzato a procacciare in maniera fraudolenta i test di ammissione. Nessun docente risulta coinvolto.
In carcere sono finiti Valter Mancuso e Antonio Cuteri, entrambi di 42 anni. Ai domiciliari sono stati posti Giuseppe La Rocca, 29 anni, Manuela Costanzo, 37, e Patrizia Scandale 28; il primo era addetto alla vigilanza del plesso universitario di via Smaldone nonché studente dell’Ateneo, gli altri due erano all’epoca studenti. Mancuso, addetto al servizio di pulizia dell’Ateneo, e Cuteri, impiegato, erano già stati arrestati per la vicenda del furto del 2007. Il primo è stato condannato a tre anni di reclusione nell’aprile 2009, mentre per Cuteri il processo è ancora in corso.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di peculato, falsità ideologica e ricettazione. Coinvolti anche alcuni appartenenti alla sezione di Catanzaro dell’Associazione nazionale carabinieri, alla quale è delegata la sorveglianza nelle strutture dell’Ateneo.
Secondo l’accusa fra l’altro un componente dell’Associazione, già studente dell’Università, non avrebbe denunciato il furto dei test in cambio della raccomandazione, da parte di Mancuso, per riuscire a superare un esame.
L’indagine, avviata con accertamenti tecnici svolti dai carabinieri del Ris di Messina su un plico risultato manomesso, è proseguita con una serie di attività di riscontro che hanno consentito di smantellare il sistema che, secondo l’accusa, era incentrato su persone che all’epoca dei fatti, con contratti di prestazione d’opera, svolgevano mansioni di vario genere all’interno dell’Università.
Il furto dei plichi per l’ammissione ai corsi dell’anno accademico 2007-2008 fu denunciato dal rettore Costanzo; ne scaturì l’indagine che portò in manette Cuteri e Mancuso limitatamente a quella circostanza e che ieri ha vissuto il nuovo sviluppo con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo e vergata dal gip Tiziana Macrì.
Il presunto sistema criminale, che avrebbe gestito il furto e la consegna di test e prove d’esame in cambio di denaro o di semplici favori, avrebbe «monopolizzato " così scrive il gip Macrì nell’ordinanza di custodia cautelare " l’ingresso alla facoltà sanitarie a numero chiuso dell’Università Magna Græcia di Catanzaro e garantito, a seguito dell’illecito ingresso, il superamento degli esami».
Carriere di carta “costruite”, secondo l’accusa, con la frode non solo per l’accesso ai corsi ma anche per il superamento di esami scritti. «Un sistema criminoso " scrive ancora il gip " del tutto radicato nell’Ateneo cittadino, alimentato e reso stabile attraverso contatti e rapporti intrattenuti con alcuni docenti universitari, attraverso l’abuso delle qualità inerenti i singoli indagati e soprattutto attraverso lo sfruttamento della locale Associazione nazionale carabinieri, che garantiva e garantisce la vigilanza degli spazi e delle aule dell’Universita».
Secondo lo stesso gip, «le ipotesi delittuose non sono che lo squarcio di un vero e proprio compendio di abusi e mercimonio a scapito della formazione e della istituzione universitaria, un meccanismo quindi che non si limitava ad aggirare l’accesso a numero chiuso dei corsi di laurea, ma che riusciva financo a garantire agli studenti e ai parenti interessati, il superamento degli esami, l’influenza benevola sui docenti etc…, il tutto agevolato dalla promiscuita dei contatti relazionali fra gli indagati e dalla vicinanza degli stessi alle strutture dell’Ateneo».
Nel corso delle indagini i due pm e i carabinieri hanno raccolto testimonianze, dichiarazioni confessorie ed etero-accusatorie ed una gran mole d’intercettazioni ambientali e telefoniche.
Secondo l’accusa i test del 2007-2008 sono stati trafugati da una stanza del plesso universitario di via Smaldone con la complicità delle guardie e del dipendente che aveva fornito una copia delle chiavi della serratura appena sostituita; gli inquirenti sono poi risaliti a Mancuso attraverso un’impronta digitale lasciata sul nastro adesivo col quale erano stati richiusi i plichi.
Anche nel caso delle prove d’esame consegnate agli studenti avrebbe avuto un ruolo centrale Mancuso: sarebbe stato lui a consegnare prima degli esame i contenuti dei test scritti di Igiene e Medicina legale (luglio 2007) e Psicologia e sociologia (ottobre 2008).
Mancuso, secondo l’accusa, sarebbe riuscito ad ottenere il contenuto delle prove scritte in anteprima perché incaricato in buonafede dai docente di fare le fotocopie alla vigilia dello svolgimento degli esami. Lo stesso Mancuso, sempre stando alle tesi dell’accusa, avrebbe ricevuto 5mila euro per la consegna ad alcuni studenti dei test di Medicina del 2007-2008; da un’altra studentessa, che però afferma di avergliela venduta, avrebbe ricevuto in regalo un’auto.
Coinvolti in 19
In carcere: Valter Mancuso, 42, addetto alle pulizie dell’Università; Antonio Cuteri, 42, assistente tecnico.
Ai domiciliari: Giuseppe La Rocca, 29, e Patrizia Scandale, 28, addetti alla vigilanza e studenti; Manuela Costanzo, 37, studentessa.
Obbligo di presentazione alla Pg: Raffaele Moniaci, 45, addetto alla vigilanza e studente; Caterina Rosselli, studentessa; Daniela Sacco, 44, addetta alla vigilanza e studentessa; Alba Assunta Valle, 25, studentessa; Saveria Lamanna, 54, addetta alla vigilanza; Vincenzo Laudadio, 31, studente; Lucia Muraca, 28, studentessa; Loredana Grieco, 37, studentessa; Emanuele Critelli, 24, mediatore della consegna di test ad Antonietta Occhiuto, 48; Alessandro Parentela, 34, impiegato dell’Ateneo; Davide Ricciardi, 26, studente; Daniela Corabi, 24, studentessa; Giuseppe Inguì, 81, presidente dell’Associazione nazionale carabinieri.
Giuseppe Lo Re
Gazzetta del sud
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