CATANZARO – È arrivato Santo Manes, il delegato del custode giudiziario (l’avvocato milanese Francesco Di Mundo) nominato in qualità di commissario straordinario dal Tribunale fallimentare di Vibo Valentia. Lo stesso Di Mundo designato anche dai giudici di Novara.
Manes è a Catanzaro per ottenere le visure catastali e commerciali per il conteggio dei beni dell’azienda Phonemedia-Omega, per stabilire lo stato patrimoniale dell’azienda e per verificare se l’edificio di viale Magna Graecia è di proprietà di Omega spa o di terzi, un’informazione necessaria da acquisire per porre materialmente sotto sequestro e procedere all’eventuale pignoramento dello stabile di Santa Maria.
Martedì scorso, il delegato ha effettuato una serie di sopralluoghi nell’edificio dell call center di viale Magna Grecia, occupato dai lavoratori da ben due mesi. Ha tranquillizzato gli operatori sull’erogazione della cassa integrazione garantendo che, subito dopo le elezioni regionali, probabilmente già il 30 aprile ci sarà a Roma al Ministero del Lavoro insieme alle sigle sindacali l’accordo per la firma degli ammortizzatori sociali. Poi bisognerà attendere dai 30 ai 60 giorni per l’erogazione effettiva delle somme dovute ai lavoratori.
Il prossimo fine settimana il delegato Manes tornerà per apporre i sigilli nel call center e finirà lo stato di occupazione dei lavoratori. «Dopo un anno di incertezze, questa storia ha dato ragione alla categoria della Cgil, nonostante l’azienda " ha detto il segretario generale della Cgil Giuseppe Valentino " ci voleva fuori da quello stabile quando all’inizio andavamo dai lavoratori per avvertirli che si trovavano di fronte ad imprenditori inaffidabili e ci remava contro anche la Fistel Cisl.
In un periodo nel quale la crisi economica ha messo in ginocchio il Paese e ancor di più la Calabria, siamo riusciti a dare un sostegno al reddito a 2 mila lavoratori. Il messaggio da dare agli operatori è di continuare a lottare per il loro futuro». Oggi alle 12 alla Regione ci si riunirà un tavolo per attuare l’osservatorio dei call center.
«Si parlerà anche di Phonemedia " ha detto ancora Valentino " e speriamo che questo osservatorio sia uno strumento ben utilizzato. Non possiamo dimenticare che quando noi eravamo in piena lotta con i lavoratori Phonemedia, la nostra battaglia veniva indebolita dall’apertura di nuovi call center a Catanzaro e in Calabria, dove venivano garantiti contratti a tempo indeterminato».
La vicenda Phonemedia è arrivata al capolinea, i lavoratori del call center di Santa Maria possono adesso contare su un commissario super partes, che concederà loro la cassa integrazione in deroga e potrà, qualora ne sussistano ancora i presupposti, rilanciare l’attività recuperando le commesse e creare così nuovi sbocchi occupazionali.
«Questa vicenda lunga ed estenuante " ha affermato Daniele Carchidi della segreteria provinciale Slc Cgil " incomincia a dare i primi risvolti positivi. L’obiettivo primario di strappare la proprietà l’abbiamo raggiunto. Il secondo che ci siamo prefissati, quello della cassa integrazione, sarà ottenuto dai lavoratori a giorni. Sarà però più difficile riuscire a conquistare lo scopo primario di questa lotta che dura ormai da un anno: risanare i debiti dell’azienda e ridare a queste persone una nuova occupazione. Non si possono buttare 2 mila posti di lavoro. Il piano del comissario è proprio quello di verificare se si possono recuperare le commesse».
Resta solo un’incognita. Multivoice di Catanzaro, che fa capo al gruppo Omega, ha avanzato la proposta di concordato preventivo al giudice fallimentare che ha concesso all’azienda un termine di 15 giorni entro il quale andranno depositati anche i documenti non presentati all’udienza di lunedì scorso, cioè la relazione patrimoniale e l’elenco dei dipendenti, entrambi aggiornati al 31 dicembre 2009.
Qualora fosse accolta la richiesta di concordato preventivo, l’azienda eviterebbe il fallimento.
«Questa azienda dovrebbe presentare un piano di risanamento per non fallire. Ma non ci riuscirà " ha aggiunto Carchidi " perché se avesse avuto un piano avrebbe dovuto presentarlo prima a quei tavoli di concertazione dove l’azienda è stata più volte convocata. E invece dai tavoli istituzionali, siamo stati costretti a spostare la vertenza nei Palazzi di giustizia, affidandoci alla legge».
Ha rincarato la dose Valentino: «Il concordato preventivo? L’azienda doveva richiederlo prima, non quando non è più in grado di portarlo avanti».
Gabriella Passariello
Gazzetta del sud
1 commento
Giovanna 10 aprile 2010 alle 20:10
Mi ha emozionato
Faccio tanti auguri a tutti i lavoratori della Phonemedia affinchè possano presto riavere il loro posto di lavoro . Giovanna.
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