CATANZARO – Primo riscontro in sede dibattimentale per l’inchiesta sui test universitari. È stata fissata per giovedì mattina, infatti, l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per la discussione dei ricorsi presentati da alcuni indagati contro l’ordinanza di custodia cautelare eseguita nei loro confronti dai carabinieri la scorsa settimana.
All’esame del collegio finiranno le singole posizioni di Manuela Costanzo, 37 anni, studentessa (finita agli arresti domiciliari) e di Alessandro Parentela, 34, impiegato dell’Ateneo, Saveria Lamanna, 54, addetta alla vigilanza, Vincenzo Laudadio, 31, studente e Alba Assunta Valle, 25, studentessa (tutti sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria); tutti e cinque sono difesi dall’avvocato Piero Chiodo, che ha presentato i relativi ricorsi al Tdl contestando contenuti e conclusioni dell’ordinanza richiesta dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e e Paolo Petrolo e vergata dal gip Tiziana Macrì.
Tra Catanzaro e Udine (dove sono residenti alcuni degli ex studenti indagati), i carabinieri dei rispettivi comandi provinciali hanno anche sottoposto a misura cautelare in carcere Valter Mancuso, 42, addetto alle pulizie dell’Università e Antonio Cuteri, 42, assistente tecnico (già arrestati nell’ambito della prima tranche della stessa inchiesta), ai domiciliari Giuseppe La Rocca, 29, e Patrizia Scandale, 28, addetti alla vigilanza e studenti, ed all’obbligo di presentazione alla Pg Raffaele Moniaci, 45, addetto alla vigilanza e studente, Caterina Rosselli, studentessa, Daniela Sacco, 44, addetta alla vigilanza e studentessa, studente; Lucia Muraca, 28, studentessa, Loredana Grieco, 37, studentessa, Emanuele Critelli, 24, mediatore della consegna di test ad Antonietta Occhiuto, 48, Davide Ricciardi, 26, studente, Daniela Corabi, 24, studentessa e Giuseppe Inguì, 81 anni.
Gli sviluppi dell’inchiesta riguardano i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e di Veterinaria degli anni 2005-2006, 2006-2007 e 2007-2008 per i quali le domande sarebbero state acquisite in anticipo dagli indagati.
Ma non è tutto: nel calderone anche la consegna in anteprima ad alcuni studenti del contenuto di prove scritte per il superamento di esami di singole materie dei corsi di laurea della facoltà di Medicina. Secondo l’accusa è stato smantellato un vero e proprio sistema finalizzato a procacciare in maniera fraudolenta i test di ammissione.
I primi accertamenti sono scattati dopo la denuncia presentata dal rettore dell’Università Francesco Saverio Costanzo, venuto a conoscenza della manomissione dei test per l’ammissione a Medicina nel 2007-2008 da parte dei docenti incaricati della supervisione delle prove scritte. E proprio a questo primo episodio l’ordinanza di custodia cautelare notificata la scorsa settimana dedica grande spazio.
A ricostruire i fatti sono, in sede d’interrogatorio, sia Valter Mancuso che la guardia giurata Giuseppe La Rocca, incaricato della vigilanza nel plesso universitario di via Smaldone dov’erano custoditi i plichi contenenti i test.
Secondo l’accusa, il furto sarebbe stato effettuato alla vigilia delle prove per far conoscere ad alcuni candidati, in anteprima, il contenuto delle domande formulate a livello nazionale dall’istituto Cineca di Bologna e inviate, in busta sigillata, a tutti gli Atenei d’Italia. Le prove incriminate si sono svolte dal 4 al 6 settembre 2007 e sono state successivamente annullate dopo la scoperta del furto.
Le indagini, lunghe e complesse, hanno portato i carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro a percorrere a ritroso il tragitto delle buste sigillate che, partite dall’istituto Cineca di Bologna, arrivarono nel giro di ventiquattr’ore a Catanzaro.
Verificata la correttezza delle procedure in Emilia Romagna, si è puntata quindi ”attenzione su quanto accaduto in Calabria; i plichi, sottoposti a sequestro, furono inviati al Ris di Messina. E attraverso un’impronta digitale i carabinieri hanno individuato Mancuso.
Giuseppe Lo Re
Gazzetta del sud
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