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L’idea: agli immigrati uno stabile confiscato – Presentato il progetto per avviare piccole attività commerciali con un finanziamento della Regione e del Comune

CROTONE – Ecco la proposta: «Destiniamo un immobile confiscato alla ‘ndrangheta ad ostello per l’accoglienza dei cittadini immigrati che vivono in città a cielo aperto». L’ha lanciata ieri sera l’assessore comunale alla cultura Silvano Cavarretta, durante la conferenza pubblica sull’immigrazione convocata alla sala Raimondi per presentare agli stranieri “Incubatore virtuale”, un progetto d’avviamento ad attività imprenditoriali rivolto a 70 cittadini extracomunitari maggiorenni, dimoranti in provincia e reclutati attraverso bando pubblico.

Un appuntamento pubblico, quello di ieri alla sala Raimondi, al quale hanno preso parte fra gli altri il viceprefetto Fabrizio Gallo, il questore Giuseppe Gammino, il dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura di Crotone Maria Antonia Spartà, il consigliere comunale con delega all’Emigrazione ed immigrazione, Francesco Pesce, e il dirigente del settore Politiche sociali-ufficio immigrazione della Regione Calabria, Vito Samà.

«Il Comune di Crotone " ha annunciato l’assessore Cavarretta " si preoccuperà di recuperare ed adattare lo stabile confiscato. Chiedo per questo al dottor Gallo di valutare, già a partire da adesso, la fattibilità della proposta attraverso gli uffici della Prefettura». E il viceprefetto Gallo, dalle poltroncine della platea, è sembrato annuire con la testa, in segno di apprezzamento per l’iniziativa suggerita dall’amministratore pubblico cittadino. Il tutto sarà comunque esaminato nelle prossime settimane.

Intanto ieri, nella sala Raimondi, più che della prima accoglienza degli immigrati, si è cercato di parlare della loro integrazione nel tessuto sociale, economico e produttivo della città.

I numeri sull’immigrazione, registrati in provincia di Crotone negli ultimi sette anni, dicono che, i cittadini extracomunitari, non sono certo una parte marginale dello strato sociale cittadino. Dal 2003 ad oggi, infatti, sono state ben 5.078 le residenze catalogate sul territorio con la presenza di 93 differenti nazionalità al loro interno.

«Sono numeri " ha commentato il consigliere con delega all’Immigrazione, Francesco Pesce " che necessitano di un intervento più articolato e programmato da parte dell’Amministrazione comunale che deve governare un fenomeno non più transitorio, ma volto al consolidamento di interi nuclei famigliari».

Attraverso “Incubatore virtuale”, infatti, l’Ente pitagorico intende fornire attività di consulenza, formazione, sensibilizzazione e tutoraggio al management d’impresa per i cittadini stranieri non comunitari. È un progetto che, accanto all’obiettivo principale " dare lavoro e quindi l’estensione dei diritti di cittadinanza al cittadino immigrato " prevede anche azioni trasversali tese a favorire l’integrazione dei 70 partecipanti al bando pubblico.

Ciò che si intende realizzare attraverso “Incubatore virtuale” sono soprattutto piccole attività commerciali di tipo etnico, come negozi di artigianato straniero e botteghe di suppellettili tribali (batik, bogolan, statuette, maschere e altro).

Il Comune di Crotone, dal suo, metterà a disposizione del progetto professionisti di comprovata esperienza, che si preoccuperanno di sostenere la fase di “start-up” (inizio ed avvio) dell’attività, di affiancarle con azioni commerciali, di marketing e di consulenza amministrativa e contabile.

Le domande, per tutti coloro che ne fossero interessati, andranno presentate al Comune mediante raccomandata postale o consegna a mano all’Ufficio protocollo, entro e non oltre le ore 13 del 27 aprile prossimo.

Il modulo è scaricabile dal sito web ufficiale del Comune (www.comune.crotone.it, sezione “Atti pubblici-bandi”); oppure è possibile ritirarlo direttamente presso gli uffici di piazza della Resistenza.

Per gli immigrati inoltre è possibile contattare i numeri di rete fissa 0962.921532/921239. I requisiti d’ammissione sono il regolare permesso di soggiorno, la residenza in provincia di Crotone, la maggiore età, la conoscenza della lingua italiana, non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali pendenti in territorio italiano.

Il progetto è stato ammesso a finanziamento dalla Regione Calabria il 30 luglio 2008 per un importo di 50mila euro, cui si aggiungono ulteriori 5mila messi a disposizione dall’Ente pitagorico.

Giuliano Carella

Gazzetta del sud

3 commenti

  1. Vushaj Drita 30 ottobre 2010 alle 14:31

    Con massimo rispetto per il Pressidente Scoppeliti, seccondo me lui deve fare un modo di cambiare queste due perssone dalla Giunta Regionale; dott Samà e dot Maiolo.

  2. Vushaj Drita 30 ottobre 2010 alle 14:27

    Da Dicembre 2009 quandoè stata organizzato La Conferenza Regionale sulla figura IMPOTATISSIMA del Mediatore Culturale. Che cosa è cambiato???????? Ma proprio nulla.E lui stesso sig Mario Maiolo,all’epoca era l’assessore e protagonista di questa Conferenza. tutto ora sono passati ben due anni i Mediatori Culturale città di Cosenza non conosconno il loro assessore. Siamo punto da capo, i stessi nomi Vito Samà e Mario Maiolo,i stessi assessori delle Regione. i stessi scenari.Ma voi poltici di sinistra pensate che noi immigrati siammo cosi ingnoranti? Sapiammo mollto di più di quello che sapette voi, sapiammo anche che siammo statti sempre un istumento della vostra schifezza politica.

  3. Vushaj Drita 30 ottobre 2010 alle 14:14

    Vito Samà e ex ass Mario Maiolo se ne devono andare in casa. per anni e anni hano aputi soltanto di gestire le rissorse della Comunità Europea per l’integrazione dei nostri immigrati lavoratori nella società italiana, ma non hanno mai saputo di favorire questo processo. Non hano tato niente di niente. Ora basta se ne devono andare a casa prima che Guardia di Finanza scopre dove le rissorse del’integrazione degli immigrati.Dott/ssa Lucia

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