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Messaggio di legalità rivolto ai tanti giovani che non dimenticano l’esempio di Losardo – Omaggio al segretario della Procura di Paola ucciso dalla mafia il 21 giugno di vent’anni fa

SCALEA (CS) – Un incoraggiante messaggio di legalità per le nuove generazioni. Sala gremita, forze dell’ordine in prima fila, associazioni, docenti e tanti giovani. In un clima di coinvolgimento emotivo si è svolta, nella biblioteca comunale, l’inaugurazione del presidio di “Libera- associazioni”, dedicato alla memoria di Giovanni Losardo, assassinato dalla mafia il 21 giugno 1980.

L’evento, coordinato da Chiara Spagnolo, si è articolato attraverso gli interventi del responsabile nazionale della formazione di “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro la mafia”, Marcello Cozzi, e del referente provinciale di Libera, Sabrina Garofalo.

Nell’occasione, alla presenza dell’autore, è stato presentato il volume di Francesco Forgione “Mafia Export”. Un volume che ha il merito di fornire una mappatura dettagliata e precisa della penetrazione delle mafie nel mondo.

All’iniziativa, promossa da Giovanna Marchionna, responsabile del presidio di Scalea, hanno partecipato tra gli altri il capitano della Compagnia carabinieri Luca Giandominici, l’ispettrice della Polizia stradale Maria Barrese e il comandante della Tenenza della Guardia di Finanza Doriana Andreassi.

Particolarmente coinvolgente l’intervento del presidente del Laboratorio “Losardo”, Gaetano Bencivinni, che ha raccontato le tragiche vicende degli anni ’80 i cui si è verificato il grave delitto politico-mafioso del segretario capo della Procura della Repubblica di Paola Giovanni Losardo.

Una conflittualità omicida che ha insanguinato in quegli anni di piombo la cittadina tirrenica con ben 11 assassini rimasti tuttora impuniti. Gaetano Bencivinni ha ripercorso le tappe della vibrata reazione democratica che si è registrata a Cetraro e nel territorio, spiegando le ragioni che lo hanno indotto a fondare il Laboratorio Losardo, associazione che si propone di dare un futuro alla memoria del martire cetrarese, di trasformare il male e trasmettere alle nuove generazioni il gusto per la bellezza della legalità.

L’incontro ha dato inizio ad una feconda collaborazione tra l’associazione Libera e il Laboratorio con l’obiettivo comune di portare avanti l’educazione alla legalità, attraverso iniziative volte a consolidare tra le nuove generazioni la consapevolezza che senza legalità non c’è sviluppo nel Tirreno cosentino ed in Calabria.

Nell’occasione Raffaele Losardo, figlio di Giovanni, ha inviato una lettera che sottolinea l’importanza di eventi culturali in cui affiori «immediatamente alla coscienza della stragrande maggioranza dei cittadini un moto di ripulsa di fronte a qualunque sopruso e a qualsivoglia ingiustizia e di solidarietà verso le vittime».

Se è vero che a distanza di trent’anni l’attenzione su quegli eventi tragici non è per nulla scemata, «ciò dipende – ha scritto Raffaele Losardo – dal fatto che, per quanto grave e profonda fosse stata la ferita che si era prodotta nel corpo della società, altrettanto importante e profondo è stato il movimento di opposizione e di rivolta morale che si è determinato».

L’evento rappresenta una valida scommessa per il rilancio dell’impegno sociale colletivo in una terra da sempre vittima dell’arroganza mafiosa.

Tiziana Ruffo

Gazzetta del sud

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