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Migranti, Porto e impegno per il Sud temi prioritari del 1. Maggio a Rosarno – Calogero: la scelta evidenzia la condivisione unitaria del sindacato confederale. Il ritardo nelle politiche

GIOIA TAURO – In vista della manifestazione nazionale Cgil-Cisl-Uil del 1º Maggio a Rosarno, nei locali della Cgil della Piana si è tenuta un’assemblea del comprensorio, con l’intervento anche di delegazioni di Reggio, Locri e Vibo. Ai lavori, introdotti dal segretario generale Antonino Calogero, hanno preso parte il segretario generale Cgil Calabria Sergio Genco e il segretario regionale organizzativo Raffaele Mammoliti, mentre ha concluso l’esponente nazionale Cgil Marco Di Luccio.

Nel dibattito hanno preso la parola i dirigenti sindacali delle varie strutture Salvatore Larocca, Mina Papasidero, Sebastiano Marando, Demetrio Marra, Nino Costantino e numerosi delegati e pensionati.

Antonino Calogero ha messo al centro della discussione l’importanza che riveste la scelta positiva di scegliere Rosarno come luogo in cui svolgere la manifestazione nazionale del 1º maggio 2010.

«E’, questa – per Calogero – una scelta che pone al centro la condivisione unitaria del sindacato Confederale di andare oltre il fatti di Rosarno che sono solo la punta estrema del disagio che vive il paese per il forte ritardo nelle politiche dell’integrazione, dell’accoglienza e della convivenza civile».

«Difficoltà che negli ultimi tempi sono diventate più acute se si considera la crisi globale e anche la legislazione messa in essere dal Governo. Il reato di clandestinità – aggiunge il segretario generale della Cgil Comprensoriale – è di per sé un provvedimento razzista che colpisce lo status di una persona e viola il principio di uguaglianza. Rosarno è un caso nazionale che va affrontato attraverso scelte politiche che puntino all’inclusione degli stranieri».

Calogero ha inoltre colto l’occasione per dire che «il Primo Maggio è anche un momento di riflessione e di rilancio dell’azione della Cgil nella società civile. Un impegno e un ruolo che la Cgil, alla luce dei risultati elettorali, che non hanno consegnato rappresentanza e ruolo politico istituzionale, deve accentuare per sopperire all’assenza della politica sul territorio.

Infatti il 1º Maggio della Piana è il primo maggio dei lavoratori del porto in crisi e dei precari lsu-lpu. Ci troviamo davanti all’ormai certificato fallimento della classe politica e dirigente del territorio. Serve ripartire tra la gente e dai problemi dei lavoratori e del territorio, serve ripartire per lo sviluppo vero e la legalità».

«Il Primo Maggio deve essere anche un’occasione di nuovo protagonismo sganciato dalla logiche di potere e di clientela».

Nel dibattito, Salvatore Larocca ha ribadito «l’importanza di mettere al centro i temi del lavoro con un particolare riferimento alle vicende del Porto, dicendo con forza che la crisi non si paga con l’abbattimento del costo del lavoro e con il sacrifico che i lavoratori stanno subendo con la cassa integrazione, ma che serve una politica di rilancio puntando sulla competitività attraverso l’abbattimento dei costi di servizio e con fiscalità di vantaggio».

Mina Papasidero ha elogiato la scelta di Rosarno come «occasione di far vedere all’Italia la Rosarno solidale ed accogliente che ha scritto la storia democratica della Piana».

Claudia Carlino ha detto che il «1º Maggio è un’occasione per la Calabria e per l’intero paese».

Sebastiano Marando ha annunciato che «la partecipazione della Cgil della Locride sarà straordinaria».

E Sergio Genco, segretario della Cgil Calabria, dopo aver ribadito «l’importanza di un impegno di tutta la Calabria e di tutto il sindacato calabrese per il riscatto del Sud e dei migranti che rappresentano i bisogni dei lavoratori, ha ripercorso l’impegno della Cgil e del mondo del volontariato, prima e dopo i fatti di Rosarno riconoscendo un ruolo importante per la società civile, la Chiesa e l’Associazione Libera».

Marco di Luccio della Cgil nazionale ha concluso i lavori garantendo l’impegno della Cgil nazionale e mettendo in rilievo l’importanza che avranno anche per il futuro negli interventi della Cgil i temi della manifestazione del Primo Maggio.

Vincenzo Toscano

Gazzetta del sud

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