COSENZA – Del Centro Jazz Calabria rimane ben poco. O meglio, niente. Ieri pomeriggio all’interno del circolo culturale è scoppiato un violento incendio che ha mandato letteralmente in fumo l’intera biblioteca, contenente anche libri di inestimabile valore, alcuni addirittura del ’700, e l’archivio musicale. A provocare il rogo sarebbe stato un corto circuito. Una piccola scintilla è bastata a scatenare l’inferno in quel “Tempio” della musica, custode di una vasta letteratura del panorama jazzistico mondiale. Il rogo si è sviluppato intorno alle 15.30.
Nel locale c’era il presidente del Centro, Francesco Stezzi, che ha fatto appena in tempo a scappare fuori e avvertire i soccorritori. I pompieri sono arrivati sul posto in pochi istanti, agli ordini del vigile coordinatore Domenico Ciardullo.
Le fiamme, nel frattempo, avevano prodotto i loro bei danni, ma gli uomini del comandante Oliverio Dodaro (Francesco Maddalone, Mario Scarcella e Vincenzo Capalbo), erano riusciti a circoscriverle, evitando che queste si propagassero alle vicine abitazioni.
Pochi istanti dopo sul luogo dell’incendio è arrivato pure il caposquadra Fiorenzo Orrico insieme al vigile Massimo Guzzo. Il Centro Jazz è situato su corso Garibaldi, a pochi metri di distanza da piazza Valdesi. Uno dei quartieri più popolosi della città, dove insistono decine di famiglie.
La paura tra la gente è stata tanta e in un primo momento si è pensato al dolo, ipotesi subito smentita dal presidente Stezzi, visibilmente scosso mentre raccontava agli agenti della Questura quello che era accaduto.
Apocalittica la scena che si è presentata alla vista dei poliziotti, intenti a raccogliere informazioni utili alle indagini, anche se di doloso, come detto, non c’è nulla. A mandare in fumo il Centro Jazz Calabria è stata una tragica fatalità, accertata dagli uomini del questore Giovanni Bartolomeo Scifo.
Resta da capire, piuttosto, cosa ne sarà adesso del circolo culturale, che conta anche un migliaio di soci. Il Centro, spiegava ieri pomeriggio il presidente Stezzi con gli occhi gonfi di lacrime, è nato nel 1999 per volontà di alcune persone che avevano e hanno in comune la passione per la musica. Il locale non è molto grande, ma abbastanza accogliente.
Da quelle stanze sono passati artisti di grande spessore, invitati a tenere dei concerti. Un punto di riferimento importante per i cultori del jazz, che non potranno più spulciare tra gli scaffali della biblioteca, completamente divorata dalle fiamme.
Stezzi però assicura: «Risorgeremo dalle ceneri». Un appello che sarà sicuramente raccolto dai soci ma anche dalle istituzioni locali.
Salvatore Summaria
Gazzetta del sud
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