VIBO VALENTIA – Una goccia che diventa ruscello. Che si ingrossa e ambisce a diventare fiume. Per spazzare via lo sporco, per liberare le anime, le coscienze. Era il 28 dicembre del 2006 quando Libera faceva sgorgare la sua prima goccia. É l’acqua l’esempio, quella pura, da cui tutto ha origine. Quella che cita Giovanna Fronte del coordinamento provinciale di Libera che ieri ha celebrato la sua seconda assemblea.
Tutti insieme al Valentianum " presenti fra gli altri Alfredo Mercatante e Franco Gioghà, assente invece don Ciotti impossibilitato a raggiungere Vibo " per fare il punto sull’attività svolta e programmare il futuro.
Un impegno, che chi ha aderito a Libera ha voluto assumersi. Piccoli passi, tra difficoltà, delusioni, ma con la voglia di fare, «di continuare a sporcarci le mani " ha spiegato Fronte " mettendoci la faccia. Per questo chiediamo a tutti di seguirci».
Per fare di più, questa la sfida per il nuovo anno. Una sfida in cui mons. Fiorillo ha chiamato la comunità ad unirsi «Libera " ha sottolineato " è un coordinamento di associazioni, di persone che insieme vogliono liberare il territorio. Occorre, quindi liberarsi da ciò che è egoismo innanzitutto.
Occorre incontrarsi per raccontarsi, per progettare. Basta con le parole. Anche nella campagna elettorale si è parlato di tutto, per poi dimenticare i bisogni, i malesseri della gente. C’è chi non sa come andare avanti, se l’anno scorso alla distribuzione dei pacchi viveri erano 80 adesso sono 120».
Un appello, «a guardarsi intorno, a scendere fra la gente, ascoltando i respiri, le angosce». Rimettere in moto, insomma, un percorso virtuoso per «estirpare la malapianta, la gramigna con coraggio».
E per il futuro, proprio l’impegno di Libera «che in questi tre anni " ha spiegato Fronte " ha fatto tutto in maniera artigianale, senza aiuti, senza finanziamenti. Abbiamo fatto tutto con passione, con il cuore ed abbiamo rivolto il nostro impegno al campo del racket e dell’usura, che penalizza il territorio e alle vittime di questo sistema».
In questo senso, un risultato centrato, «l’aver ottenuto la riabilitazione dei protestati, prima possibile solo attraverso il Tribunale di Lamezia, anche a Vibo».
Tra le attività elencate, poi, le diverse manifestazioni, la formazione attraverso corsi organizzati con il ministero dell’Interno, il supporto ai testimoni di giustizia, i tavoli aperti con le Istituzioni, «con i Prefetti e il procuratore Spagnuolo " ha aggiunto " abbiamo aperto nuovi percorsi di legalità».
E ancora: il sostegno a quanti hanno denunciato, le carovane antimafia, la vicinanza al magistrato Marisa Manzini, «il suo trasferimento " ha aggiunto " non è stata una sconfitta, perchè in quel momento abbiamo capito che si potevano creare reti, anche trasversali, senza colori». In campo, poi, anche «sul Piano di ridimensionamento scolastico provinciale. Queste alcune delle cose fatte, sicuramente poco, ma l’abbiamo fatto mettendoci la faccia».
E, sulla scuola, ha puntato l’associazione che con don Tonino Vattiata si è occupata dei giovani. «Con molte difficoltà " ha spiegato lo stesso " con resistenze e infatti non sempre siamo riusciti a promuovere, anche progetti importanti.
Per noi è fondamentale sensibilizzare i giovani, con loro c’è un lavoro serio, costante da fare, ma è necessario superare quell’autoreferenzialità che c’è. Dobbiamo lavorare, andare avanti e senza fare sconti. Oggi serve credibilità».
Stefania Marasco
Gazzetta del sud
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