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Falsi esami, l’Università verso la revoca delle lauree – La Procura avrebbe accertato oltre cinquecento casi sospetti, ma le verifiche sono tuttora in corso

CATANZARO – Qualcuno è avvocato, altri hanno vinto concorsi e lavorano adesso per la pubblica amministrazione, altri ancora hanno partecipato a master ed affinato professionalità essenziali per l’assunzione in ambito privato. Tutti hanno in comune un elemento: le loro lauree sarebbero “taroccate”. Carriere costruite su presupposti di carta, grazie al maxi-imbroglio che avrebbe permesso loro di fare risultare come superati esami mai effettivamente sostenuti, fino a giungere alla discussione della tesi di laurea.

Lo scandalo è scoppiato alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Græcia nel 2007, ma le conseguenze dell’inchiesta della Procura " tuttora in corso " sono ben altro che finite. Nei mesi scorsi, su input del rettore Francesco Saverio Costanzo, è stata nominata una commissione interna che ha già inflitto decine di provvedimenti disciplinari a studenti ancora iscritti all’Ateneo che, secondo la Procura, avrebbero superato falsi esami.

Adesso, ed è cronaca degli ultimi giorni, il mirino si è spostato sui laureati dell’Università Magna Græcia. Decine di persone che, grazie ad una laurea ottenuta col raggiro, ora lavorano in varie zone d’Italia ed in vari settori. La commissione avrebbe già definito linea d’azione, parametri di valutazione e tipologia di sanzioni, fra le quali c’è ovviamente la revoca del certificato di laurea.

Una controffensiva, quella voluta dai vertici dell’Ateneo, che ha il duplice obiettivo di ripristinare la legalità e di difendere l’immagine di un’Università che con grande fatica ha ottenuto un certo prestigio.

Fra l’altro nell’indagine " è il caso di ricordarlo ancora una volta " l’Università risulta parte lesa; secondo la Procura, infatti, il sistema truffaldino ruoterebbe intorno alla figura del funzionario Francesco Marcello, addetto alla segreteria didattica di Giurisprudenza.

Sarebbe lui, che per alcune fattispecie di reato ha già patteggiato la condanna, la figura-cardine del presunto imbroglio: secondo l’accusa, gli oltre 70 finora indagati si sarebbero avvalsi infatti della sua collaborazione” per riuscire a falsificare documenti vari e far risultare come superati esami mai effettivamente sostenuti.

Sul fronte penale le verifiche degli inquirenti sono tuttora in corso. E andando a ritroso nel tempo gli inquirenti avrebbero scoperto nuovi casi, già segnalati alla Procura della Repubblica. Gli episodi finora contestati sarebbero cinquecento.

Carte alla mano, i militari del Nucleo di Polizia giudiziaria dei Carabinieri sono convinti che ci sia poco da contestare: le firme sui documenti non corrispondono a quelle dei professori.

Nei mesi scorsi i pm titolari delle indagini, Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, hanno anche ottenuto dal gup l’interdizione per trentanove professionisti coinvolti nelle indagini della Procura.

A tutti viene temporaneamente vietato di esercitare l’attività professionale: carriere costruite dunque sul falso, che sarebbero sfociate con la laurea e la successiva abilitazione alla professione legale. Parecchi degli indagati interdetti esercitano in Calabria, qualcuno addirittura a Roma e Milano.

L’inchiesta sulla presunta falsificazione di esami alla facoltà di Giurisprudenza è scattata quando un docente ha invitato i vertici dell’Ateneo a presentare denuncia dopo essersi accorto della presenza ad una sessione di laurea di una studentessa che non aveva sostenuto l’esame della sua materia.

Dopo le prime verifiche, è finito in manette Francesco Marcello. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ordine distrettuale degli avvocati, presieduto dal prof. avv. Giuseppe Iannello, che da alcuni mesi ha già deliberato la sospensione dei propri iscritti finiti sul registro degli indagati; un indirizzo confermato successivamente dal giudice per le indagini preliminarip.

Giuseppe Lo Re

Gazzetta del sud

1 commento

  1. angela 21 aprile 2010 alle 20:01

    …ma quando saranno messi sulla strada? quando saranno liberati i posti che ora occupano?

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