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Petramala: la Regione ha ceduto alle pressioni – Il manager rimosso per incompatibilità: era amministratore d’una società e titolare di ditta individuale

COSENZA – Il primo iceberg messo in acqua dalla Giunta regionale ha generato una tempesta che s’è abbattuta sulla sanità cosentina. Un cataclisma che ha travolto il direttore generale dell’Asp, Franco Petramala. Che è stato rimosso dall’incarico. Il provvedimento di revoca è stato adottato ieri pomeriggio, su proposta del Dirigente regionale del Dipartimento Salute, Andrea Guerzoni.

È stato, pure, disposto l’invio d’una ispezione per verificare la regolarità degli emolumenti percepiti da Petramala. Il manager sarebbe stato sollevato perchè contemporaneamente all’incarico regionale avrebbe conservato anche quello di amministratore d’una società e perchè titolare d’una ditta individuale.

Un cumulo di poltrone che avrebbe finito per generare la contestata incompatibilità. Le funzioni di manager dell’Asp dovrebbe essere assunte, naturalmente fino alla nomina del successore indicato dal governatore Giuseppe Scopelliti, dall’attuale Direttore amministrativo, Antonio Mascaro, che gode di una maggiore anzianità professionale rispetto al direttore sanitario Antonello Scalzo.

Subito dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale, Petramala s’è sfogato con una nota di nove righe: «Ho appreso che la Giunta regionale ha revocato il mio incarico di direttore generale dell’Asp. Ha ceduto alle pressioni di qualcuno. Per la verità a quelle di più di una persona, se è vero come affermato in un comunicato stampa, che la procedura è iniziata sotto la Giunta Loiero e completata nella prima riunione di Giunta, in entrambi i casi assistita dal dottor Andrea Guerzoni.

La motivazione è del tutto pretestuosa e debolissima perchè ho sempre osservato la esclusività del rapporto di lavoro, visto che la stessa società di cui formalmente sono amministratore non opera ed è inattiva da ben sei anni».

Non è ancora noto se l’ormai ex direttore generale dell’Asp impugnerà la delibera della Regione.

A Petramala era stato conferito l’incarico di direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza dalla Giunta Loiero nella seduta del 9 gennaio del 2008. Era stato proprio l’ex governatore a sollecitare la nomina di Petramala che lo aveva sostenuto nelle elezioni regionali del 2005 candidandosi con la lista dei “Repubblicani europei” ed ottenendo 777 voti di preferenza.

L’operato del manager è stato apprezzato dal centrosinistra che lo considerava un grande innovatore della Sanità pubblica. Sotto la sua direzione, l’Asp aveva inaugurato nuove strutture d’assistenza e avviato programmi a largo raggio. Ma Petramala era stato anche aspramente criticato dalla parte politica opposta. Che da un anno chiedeva la testa di Petramala a forza di atti parlamentari e regionali.

Iniziative che, in parte, sono sfociate in diverse inchieste giudiziarie. La Procura di Cosenza lo ha indagato per alcune stabilizzazioni e per un contratto di locazione immobiliare. A Catanzaro, invece, è iscritto un fascicolo per un supposto falso nella dichiarazione presentata all’atto di nomina.

Giovanni Pastore

Gazzetta del sud

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