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Blitz contro il caporalato a Rosarno – Sfruttamento e lavoro nero, in manette trenta persone. Parlano gli extracomunitari: «20 euro per 14 ore di fatica»

ROSARNO (RC) – E’ in corso a Rosarno un’operazione per l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di trenta persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, violazione della legge sul lavoro e truffe nel settore dell’agricoltura. All’operazione stanno partecipando agenti della squadra mobile di Reggio Calabria, carabinieri e militari della guardia di finanza.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Palmi che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini hanno avuto inizio nel gennaio scorso, quando a Rosarno si verificò la rivolta degli extracomunitari impegnati nella raccolta degli agrumi. Gli investigatori hanno individuato una presunta organizzazione che si occupava di reclutare e sfruttare i lavoratori stranieri impiegati nel settore dell’agricoltura. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi ci sono caporali, intermediari, nordafricani e proprietari terrieri.

Per la prima volta parlano gli extracomunitari e raccontano storie di sfruttamento e lavoro nero. Appena 22 euro al giorno la paga media: 1 euro a cassetta per la raccolta dei mandarini e 50 centesimi per le arance. E ai caporali una cresta di 10 euro su ogni lavoratore.

Dalle indagini è emerso che lo sfruttamento e le condizioni inique in cui erano costretti a lavorare fu alla base della rivolta avvenuta nei mesi scorsi. Gli investigatori hanno accertato che dietro alle proteste e agli episodi di violenza vi erano le condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano gli immigrati finiti nelle mani di persone che li costringevano a lavorare in condizioni inique.

Gli immigrati, inoltre, avrebbero subito anche ripetute minacce. I lavoratori extracomunitari erano costretti, infatti, a lavorare mediamente dalle 12 alle 14 ore al giorno. Gli extracomunitari che si ribellavano subivano ritorsioni e minacce. La rivolta di Rosarno, infatti, fu determinata proprio dal ferimento di due lavoratori extracomunitari.

lastampa.it

2 commenti

  1. federica 26 aprile 2010 alle 21:03

    Bene! Ottimo!! Fate pulizia!!!

    A me piacciono le arance rosse che solo il sud d’Italia produce, ma se puzzano di sfruttamento e di sudore rubato non mi piacciono più. Purtroppo la probabilità di comprare arance sporche di sfruttamento è elevata.

    Organizzatevi, chi produce in modo pulito, non mischi le sue arance con chi sfrutta il sudore degli altri. Io voglio sapere cosa sto comprando.

  2. anna puntoriere 26 aprile 2010 alle 11:47

    Bravi! Continuate! Finalmente noi cittadini comuni riusciamo a vedere un barlume di luce nel buio totale in cui versa la nostra regione! Molta ricchezza apparente e tanto sfruttamento: spero che i giovani di oggi possano imparare finalmente una lezione di vita! La disonestà non paga mai e almeno Voi state provando a dimostrarlo. Il razzismo nasconde da sempre forme di sfruttamento! Invio un messaggio di solidarietà a tutti gli agenti che quotidianamente rischiano la propria vità affinchè i valori negativi non abbiano la meglio. Grazie

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