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Tagli alla scuola, i sindacati chiedono un confronto sul futuro della scuola pubblica

CATANZARO – “La scuola calabrese perderà dal settembre 2010, 1.522 cattedre, che si aggiungono ai tagli effettuati lo scorso anno. Ancora una volta la regione paga un tributo molto alto, rispetto ad altre regioni, alla logica dei tagli ragionieristici”. E’ quanto si afferma in una nota dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anp che hanno convocato, per il prossimo 20 maggio, un’assemblea generale del personale docente e Ata per aprire un confronto sul futuro della scuola pubblica in Calabria.

“Tutto ciò – prosegue la nota – avviene in un contesto territoriale, ambientale, strutturale e sociale che dovrebbe indurre ad una attenta e piùapprofondita analisi e portare, senza ombra di dubbio, ad un maggiore investimento in termini di scuole sicure, di più docenti e di una maggiore offerta formativa.

In una realtà come quella calabrese, la scuola rimane l’unica istituzione, l’unico baluardo socialmente rilevante che accoglie i ragazzi, i giovani che costruisce comunità, in particolare nelle zone interne e rurali che sempre di più si stanno spopolando e che invece rappresentano una delle tante ricchezze della nostra regione”.

“Riteniamo – proseguono i sindacati – che i tagli agli organici, il taglio ai finanziamenti delle scuole ed i danni che essi producono diventano socialmente non sostenibili per la Calabria, in una condizione generale in cui il lavoro segna il passo aggravando maggiormente l’impatto sociale col territorio.

Tanti precari sono partiti per le città del Nord, molti sono rimasti senza un reddito. Sono risorse intellettuali che scappano, non per libera scelta, ma perché costrette; sono energie che perdiamo, aggiungendo alla desertificazione industriale la desertificazione intellettuale”.

“E’ necessario che l’appello che lanciamo – concludono i sindacati della scuola – venga ascoltato da tutte le istituzioni e, in particolare, dalle istituzioni locali e regionali affinché si apra da subito un confronto sulla scuola calabrese.

Chiederemo alla Giunta regionale, a cui il Titolo V della Costituzione Italiana trasferisce molte competenze in materia di istruzione pubblica e offerta formativa sul territorio, un incontro per aprire un confronto serio e senza pregiudizi sul progetto di scuola pubblica in Calabria e per riflettere sui risultati che l’ultimo dimensionamento scolastico ha prodotto”.

(Ansa)

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